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2022-11-25
Una salute di ferro contro la fame nascosta
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In epoca di carne sintetica, di insetti che cadono nel piatto non come la mosca di un vecchio sketch di Walter Chiari, ma come un’imposizione della Commissione europea, in epoca di offensiva vegana che per molti è una scelta in buona fede, ma che ci sono prove sia spinta a suon di miliardi spesi in comunicazione da chi vuole vincere la battaglia delle proteine – un business a livello mondiale che supera i 300 miliardi di dollari - ecco una giornata creata apposta per riflettere sul rapporto cibo-salute e sulla necessità di far compiere al consumatore scelte consapevoli. Anche per evitare la demonizzazione di uno dei settori cardine dell’agricoltura nazionale ed europea, la zootecnia (vale 4 milioni di occupati e 170 miliardi di fatturati). Che se venisse azzerata creerebbe scompensi sia ambientali – la mancata utilizzazione dei pascoli per dirne una con conseguente inselvatichimento dell’ambiente, perdita di biodiversità e maggiore incidenza di eventi atmosferici avversi- sia economici (mancherebbero i formaggi, le pelli, il latte), si nutrizionali, mancherebbero le proteine nobili e una sostanza indispensabile: il ferro. Proprio da qui l’associazione Carni Sostenibili – associazione no profit che promuove il consumo consapevole di carni e salumi - in accordo con European Livestocke Voice – riunisce le filiere zootecniche europee – è partita per celebrare oggi la “giornata della carenza di ferro” per sottolineare l’importanza dell’assunzione bilanciata e sufficiente di proteine animali all’interno di una corretta alimentazione. Come sottolinea Luigi Scordamaglia- consigliere delegato di Filiera Italia che mette insieme i maggiori produttori agricoli con l’eccellenza dell’industria agroalimentare –“è indispensabile tornare a dialogare con il consumatore per fornirgli la più corretta e migliore informazione possibile sulla qualità e le proprietà del cibo per favorire scelte consapevoli.” E’ il senso ad esempio della battaglia contro il Nutri-score la cosiddetta etichetta a semaforo che si pretende capace di fornire informazioni sintetiche al consumatore quando in realtà finisce per orientare il consumo a vantaggio dei cibi iper-processati e chimici. Da qui la necessità di tornare ad informare sulla indispensabilità di alcune opzioni alimentari e la necessità di alcune sostanze come il ferro. Il primo sintomo che manca è la cosiddetta FAME NASCOSTA. Secondo un recente studio pubblicato su The Lancet Global Health, nel mondo la metà dei bambini in età prescolare e due donne su tre in età riproduttiva soffrono di “fame nascosta”, una forma di malnutrizione dovuta alla carenza di micronutrienti e vitamine, come ferro appunto, ma anche iodio, zinco, folato e vitamina A. Sono tutte sostanze che ci derivano da alimenti di origine animale. Se mancano i dà luogo a una sindrome di malnutrizione silenziosa, che rende il corpo più soggetto ad ammalarsi, e colpisce ampie fasce di popolazione. Secondo lo studio il 56% dei bambini in età prescolare (6-59 mesi) e il 69% delle donne non gravide in età riproduttiva (15-49 anni) sono carenti di almeno un micronutriente. Parliamo di circa 372 milioni di bambini in età prescolare e 1,2 miliardi di donne in età fertile che presentano determinate carenze: ferro, zinco e vitamina A per i bambini in età prescolare, e ferro, zinco e folato per le donne in età riproduttiva. Eventi di malnutrizione che si riscontrano di più nei paesi in via di sviluppo dove l’alimentazione è costituita in larga misura solo da riso, grano e mais che come tuti i carboidrati danno si calorie, ma non offrono vitamine e minerali: nove donne su dieci in Asia meridionale e nell’Africa subsahariana sono affette da carenza di vitamine o minerali essenziali. E tuttavia le nuove mode alimentari che escludono gli alimenti di origine animale hanno determinato anche nei paesi ad alto reddito una sindrome da fame nascosta soprattutto nelle donne (negli Usa e in Gran Bretagna si stima che ne sia colpita almeno la metà delle donne in età fertile). Il che non fa che confermare la necessità di un regime alimentare completo come è necessario per noi che siamo onnivori. Il ferro è indispensabile soprattutto per i bambini. Spiega Elisabetta Bernardi ,–nutrizionista, specialista in Scienza dell’alimentazione e biologa: “Alcuni autori hanno trovato prestazioni significativamente inferiori nelle competenze linguistiche, capacità motorie e attenzione nei bambini i cui livelli di ferritina erano più bassi e vi è un ampio consenso scientifico sul fatto che la carenza di ferro abbia un impatto negativo sulle capacità cognitive, comportamentali motorie e questi deficit cognitivi possono comparire a qualsiasi età, anche in presenza di normali livelli di emoglobina”. Ma a questo punto la domanda è: come far assumere ferro ai bambini?
LE REGOLE D’ORO - Per la dottoressa Bernardi ci sono tre regole da seguire. “Innanzitutto almeno una-due volte a settimana consumare carne bovina o suina - dice Elisabetta Bernardi - poi, quando scegliamo carne bianca, meglio preferire la coscia, che è più ricca di ferro, infine, non mangiare la frutta lontano dai pasti, perché la vitamina C che fornisce deve essere nel pasto per facilitare l’assorbimento del ferro non eme degli alimenti”. E per i bambini è bene abituarli fin da piccoli a mangiare pietanze ricche in ferro e micronutrienti essenziali e il trucco migliore è coinvolgerli nella preparazione dei piatti “Un momento di vero divertimento - commenta Bernardi - che rappresenta anche un tassello importante per l’educazione alimentare dei bambini”. E chi segue – tutte le domeniche - le ricette di Carlo & Petra su La Verità o su Panorama.It sa che sempre a corredo di ogni ricetta c’è la palestra di educazione al gusto e alla cucina dei più piccoli che così prendono confidenza con la giusta alimentazione, ma anche con il piacere di cucinare.
I SINTOMI - Cerchiamo di capire quali sono i sintomi della mancanza di ferro. Stanchezza, frequenti mal di testa, fiato corto, colorito pallido, capelli e unghie fragili, ma anche irritabilità, scarsa concentrazione, maggiore esposizione alle infezioni, sono tutte condizioni riconducibili a un basso livello di ferro nell’organismo. Oggi si stima che un terzo della popolazione mondiale, in particolar modo le donne in età fertile e i bambini sotto i 5 anni, sia colpito dalla carenza di ferro. Eppure è una condizione ancora ampiamente trascurata e sotto diagnosticata, in gran parte proprio per la difficoltà di riconoscerne i sintomi, che spesso appaiono slegati, non correlati fra loro.
LA CURA - Mangiare bene e sapere dove si trova il ferro. E qui ecco altri consigli di Elisabetta Bernardi. Le linee guida raccomandano un’assunzione del minerale fra i 10 e i 18 milligrammi al giorno, valore che può quasi raddoppiare in determinate condizioni: sono consigliati 27 mg per le donne in gravidanza e 11 durante l’allattamento. In questo contesto una corretta alimentazione può fare molto. Elisabetta Bernardi suggerisce: “Il ferro è presente nei prodotti alimentari in due forme, come ferro eme, che si trova nella carne e in alcuni pesci, e come ferro non eme, che si trova sia nei prodotti vegetali che in quelli animali. Differiscono nella loro forma chimica, ma soprattutto nei meccanismi di assorbimento. Il ferro eme è altamente biodisponibile (il 25-30% di questa forma viene assorbito), sebbene rappresenti una parte minore del ferro alimentare, mentre l’assorbimento del ferro non eme è inferiore e più variabile (1-10% di questa forma è assorbita). Quando nel pasto è presente ferro eme, quest’ultimo consentirà un maggiore assorbimento anche del ferro non eme. Anche gli alimenti ricchi di vitamina C, come pomodori, agrumi, possono favorire l'assorbimento del ferro non eme, ma mangiare carne rimane l’arma migliore per combattere quello che viene definito il “deficit marziale”.
E ora non resta che andare in cucina per celebrare con gusto la giornata per la carenza di ferro. Carni sostenibili suggerisce un paio di ricette come Polpette della Nonna o Cosciotto di pollo al forno, ma noi abbiano cercato tra quelle de La Verità e di Panorama.
Eccone alcune.
Le ricette di Braccio di ferro. Dalla cucina di Carlo & Petra
Ecco alcune ricette che possono aiutare nell’assunzione del ferro e soprattutto che piacciono anche ai bambini.
Bocconcini di scottona alla marchigiana - Questi sono i mesi dell’olio extravergine nuovo e delle olive che appena raccolte sono già finite sotto salamoia. Hanno, è vero una punta di amaro, ma se ben trattate in padella offrono profumi eccelsi e una carnosità al palato suadente che perfettamente si armonizza con una carne di pregio come la scottona (una femmina mai ingravidata) di razza Marchigiana che è una delle cinque razze elette da carne del Vitello bianco dell’Appennino. In alcune versioni la carne di questa preparazione è sfumata con il vino, noi preferiamo quella più leggera del portare a cottura la carne in brodo vegetale.
Ingredienti – 500 gr di bocconcini di scottona meglio se di razza Marchigiana, 100 gr di olive in salamoia meglio se tenera Ascolana, quattro o cinque foglie di alloro, un mazzetto di prezzemolo, 4 o 5 foglie di salvia, due spicchi di aglio rosso, due coste di sedano, una carota, una cipolla, 40 gr di farina, olio extravergine di oliva almeno 6 cucchiai, sale e pepe qb.
Procedimento – Mondate la carota, il sedano e la cipolla, ma tenete da parte un gambo di sedano. Con le verdure preparate un brodo vegetale mettendole a freddo in un pentolino d’acqua che porterete a ebollizione senza salare. In una padella ampia mettete a scaldare tutto l’olio extravergine con i due spicchi d’aglio schiacciati, le erbe aromatiche e il gambo di sedano tenuto da parte tritato grossolanamente. Fate prendere colore all’aglio. Infarinate ben bene e uno a uno i bocconcini di scottona e ora passateli in padella. Fateli dorare da tutte le parti a fuoco vivace. Dopo circa 5 minuti irrorate con il brodo vegetale e portate a cottura facendo sfumare il brodo e se serve aggiungendone un po’ di quando in quando. A un minuto dalla cottura della carne aggiustate di sale e generosamente di pepe e aggiungete le olive che farete scaldare bene in padella. Ora servite ricoprendo i bocconcini con le olive e il fondo di cottura.
Come far divertire i bambini – Affidate ai più piccoli il compito di infarinare la carne.
Medaglioni bardati in salsa di ciliegie - Facciamo un’ incursione nel Rinascimento, nelle cucine di messer Cristofaro di Messisbugo o se volete di Mastro Martino da Como -vissuto nel 400 e considerato il Re dei cuochi d’Europa - che erano usi proporre carni con la frutta. Abbiamo scelto le ciliegie che sono la gioia dei bambini e il frutto che rappresenta al meglio il passaggio di testimone tra la Primavera e l’Estate. Dolci sì, ma anche acidule dunque perfette per esaltare la sapidità e sgrassare il palato sono da sempre considerate alleate del sistema immunitario e degli occhi, hanno un ottimo corredo vitaminico di minerali nobili e sono ricche di acido folico che soprattutto per le signore è un prezioso alleato. In più sono buonissime. Ce ne sono di tanti tipi: dal durone di Vignola alle Ferrovia e manco a dirlo quelle italiane sono le migliori. Un’ottima “scusa” per provare questa ricetta.
Ingredienti – 4 medaglioni di filetto di maiale (600 gr), 350 gr di ciliegie ben mature, 100 gr di pancetta stesa, una cipolla fresca di Tropea, 50 gr di burro, 80 gr di olio extravergine di oliva, due foglie di alloro e due di salvia, mezzo bicchiere di Porto o Marsala, sale e pepe qb.
Procedimento – Denocciolate le ciliegie tagliandole a metà, tritate finemente la cipolla e bardate i filettini di maiale con la pancetta avvolgendoli uno a uno nelle fette di salume. In una padella scaldate l’olio extravergine con le foglie di salvia e alloro e un po’ di cipolla tritata, in una altra padella fate fondere il burro e fatevi imbiondire la cipolla restante. Eliminate le foglie di alloro e salvia e fate saltare i medaglioncini a fuoco dolce prima da una parte e poi dall’altra fino a cottura. Aggiustate di sale se serve e di pepe. Nell’altra padella appena la cipolla è rosolata aggiungete le ciliegie, fate appassire per un paio di minuti poi sfumate col Porto e aggiustate di pepe e sale. Ora trasferite la salsa di ciliegie nella padella dove cuoce la carne, fate andare per un altro paio di minuti e servite.
Come far divertire i bambini – Fatevi aiutare a denocciolare le ciliegie. Un’avvertenza: compratene un po’ di più perché non è detto che denocciolando qualcuna non sparisca come per magia!
Rotolo di maiale con asparagi e amarene – Ecco una ricetta che sposa perfettamente carne e prodotti dell’orto. Ingredienti - 800 gr di lonza o di spalla di maiale, 400 gr di asparagi, 50 gr di amarene sciroppate, tre scalogni, 40 gr di granella di pistacchio finissima, un bouquet garni di alloro, rosmarino e salvia, un bicchiere di vino bianco secco (facoltativo), 8 cucchiai di olio extravergine di oliva, 80 gr di burro, sale e pepe di mulinello qb. Necessario lo spago da cucina.
Procedimento – Fatevi aprire la lonza in una fetta sola dal vostro macellaio di fiducia. Mondate gli asparagi ed eliminate la parte più dura e fateli cuocere per qualche minuto in acqua a bollore. Devono restare croccanti. Tritate grossolanamente gli scalogni e fateli appassire in metà dell’olio extravergine di oliva in una casseruola ampia capace di contenere il rotolo di carne. Saltate negli scalogni una volta appassiti per qualche minuto gli asparagi. Nel frattempo distendete la fetta di carne salatela, pepatela nella faccia interna e cospargetela di abbondante granella di pistacchio. Ora adagiate sulla fetta di carne i pistacchi, gli scalogni e aggiungete le amarene. Arrotolate la carne e legatela ben ferma con lo spago da cucina. Nella casseruola fate fondere il burro nel restante olio extravergine di oliva, aggiungete il bouquet garni e fate rosolare la carne da tutti i lati. Alzate la fiamma sfumate col vino bianco lasciando un generoso fondo di cottura. Nel frattempo avrete preriscaldato a 190° il forno. Prendete la placca da forno rivestitela con carta da forno sistematevi il rotolo di maiale irrorano con tutto il fondo di cottura. Fate cuocere per circa 50 minuti avendo cura di girare la carne di quando in quando e se serve di bagnare appena con un po' di acqua o ungendo con altro extravergine di oliva. Portate a tavola affettando il rotolo in fette spesse e nappate con la salsetta che otterrete dalla cottura al forno.
Come far divertire i bambini – Date a loro il compito di massaggiare con sale e pepe la carne e di distribuire la granella di pistacchio.
Spezzatino di agnello con funghi – L’agnello è una carne preziosa. Conviene esaltarlo con una buona preparazione.
Ingredienti – 600 gr di spezzatino di agnello (fatevelo dare possibilmente nella spalla); 400 gr di funghi misti (pioppini e cardoncelli) 4 spicchi d’aglio, 4 foglie di alloro, 2 rametti di rosmarino, 6 foglie di salvia, olio extravergine di oliva 100 ml, la buccia di un limone non trattato, alcune foglie di menta (facoltativi) un bicchiere di vino bianco secco o rosato, sale e pepe qb.
Procedimento – In una casseruola scaldate due terzi dell’olio extravergine con 2 foglie di alloro, 2 spicchi d’aglio 4 foglie di salvia e il rosmarino. Quando le aromatiche prendono colore aggiungete l’agnello e fatelo saltare a fiamma vivace girando spesso. Ora sfumate col vino e poi incoperchiate abbassando la fiamma. Nel frattempo mondate i funghi e tagliateli grossolanamente. In una padella scaldate l’olio extravergine rimasto con due spicchi d’aglio, due foglie di alloro e salvia. Saltate i funghi in padella per una decina di minuti, aggiustate di sale e di pepe. Quando i funghi sono cotti (ma lasciateli croccanti) eliminate le aromatiche e l’agio e aggiungeteli all’agnello. Se serve aggiungete appena un po’ d’acqua per portare a cottura (in tutto ci vorranno 40 minuti). L’agnello deve risultare tenero. A cottura aggiustate di sale e di pepe la carne ed eliminate l’aglio e le aromatiche e se piace aromatizzate con un trito di menta e una grattugiata di buccia di limone e servite.
Come far divertire i bambini - Date a loro il compito di mondare i funghi (e ai più grandicelli fateli anche tagliare). Impareranno e conoscerli.
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Il 26 novembre ricorre la giornata contro la carenza del ferro all’associazione Carni Sostenibili consigli per una corretta alimentazione e in accordo con European Livestock Voice un progetto per un’assunzione equilibrata di proteine animali nella dieta quotidiana. In epoca di carne sintetica, di insetti che cadono nel piatto non come la mosca di un vecchio sketch di Walter Chiari, ma come un’imposizione della Commissione europea, in epoca di offensiva vegana che per molti è una scelta in buona fede, ma che ci sono prove sia spinta a suon di miliardi spesi in comunicazione da chi vuole vincere la battaglia delle proteine – un business a livello mondiale che supera i 300 miliardi di dollari - ecco una giornata creata apposta per riflettere sul rapporto cibo-salute e sulla necessità di far compiere al consumatore scelte consapevoli. Anche per evitare la demonizzazione di uno dei settori cardine dell’agricoltura nazionale ed europea, la zootecnia (vale 4 milioni di occupati e 170 miliardi di fatturati). Che se venisse azzerata creerebbe scompensi sia ambientali – la mancata utilizzazione dei pascoli per dirne una con conseguente inselvatichimento dell’ambiente, perdita di biodiversità e maggiore incidenza di eventi atmosferici avversi- sia economici (mancherebbero i formaggi, le pelli, il latte), si nutrizionali, mancherebbero le proteine nobili e una sostanza indispensabile: il ferro. Proprio da qui l’associazione Carni Sostenibili – associazione no profit che promuove il consumo consapevole di carni e salumi - in accordo con European Livestocke Voice – riunisce le filiere zootecniche europee – è partita per celebrare oggi la “giornata della carenza di ferro” per sottolineare l’importanza dell’assunzione bilanciata e sufficiente di proteine animali all’interno di una corretta alimentazione. Come sottolinea Luigi Scordamaglia- consigliere delegato di Filiera Italia che mette insieme i maggiori produttori agricoli con l’eccellenza dell’industria agroalimentare –“è indispensabile tornare a dialogare con il consumatore per fornirgli la più corretta e migliore informazione possibile sulla qualità e le proprietà del cibo per favorire scelte consapevoli.” E’ il senso ad esempio della battaglia contro il Nutri-score la cosiddetta etichetta a semaforo che si pretende capace di fornire informazioni sintetiche al consumatore quando in realtà finisce per orientare il consumo a vantaggio dei cibi iper-processati e chimici. Da qui la necessità di tornare ad informare sulla indispensabilità di alcune opzioni alimentari e la necessità di alcune sostanze come il ferro. Il primo sintomo che manca è la cosiddetta FAME NASCOSTA. Secondo un recente studio pubblicato su The Lancet Global Health, nel mondo la metà dei bambini in età prescolare e due donne su tre in età riproduttiva soffrono di “fame nascosta”, una forma di malnutrizione dovuta alla carenza di micronutrienti e vitamine, come ferro appunto, ma anche iodio, zinco, folato e vitamina A. Sono tutte sostanze che ci derivano da alimenti di origine animale. Se mancano i dà luogo a una sindrome di malnutrizione silenziosa, che rende il corpo più soggetto ad ammalarsi, e colpisce ampie fasce di popolazione. Secondo lo studio il 56% dei bambini in età prescolare (6-59 mesi) e il 69% delle donne non gravide in età riproduttiva (15-49 anni) sono carenti di almeno un micronutriente. Parliamo di circa 372 milioni di bambini in età prescolare e 1,2 miliardi di donne in età fertile che presentano determinate carenze: ferro, zinco e vitamina A per i bambini in età prescolare, e ferro, zinco e folato per le donne in età riproduttiva. Eventi di malnutrizione che si riscontrano di più nei paesi in via di sviluppo dove l’alimentazione è costituita in larga misura solo da riso, grano e mais che come tuti i carboidrati danno si calorie, ma non offrono vitamine e minerali: nove donne su dieci in Asia meridionale e nell’Africa subsahariana sono affette da carenza di vitamine o minerali essenziali. E tuttavia le nuove mode alimentari che escludono gli alimenti di origine animale hanno determinato anche nei paesi ad alto reddito una sindrome da fame nascosta soprattutto nelle donne (negli Usa e in Gran Bretagna si stima che ne sia colpita almeno la metà delle donne in età fertile). Il che non fa che confermare la necessità di un regime alimentare completo come è necessario per noi che siamo onnivori. Il ferro è indispensabile soprattutto per i bambini. Spiega Elisabetta Bernardi ,–nutrizionista, specialista in Scienza dell’alimentazione e biologa: “Alcuni autori hanno trovato prestazioni significativamente inferiori nelle competenze linguistiche, capacità motorie e attenzione nei bambini i cui livelli di ferritina erano più bassi e vi è un ampio consenso scientifico sul fatto che la carenza di ferro abbia un impatto negativo sulle capacità cognitive, comportamentali motorie e questi deficit cognitivi possono comparire a qualsiasi età, anche in presenza di normali livelli di emoglobina”. Ma a questo punto la domanda è: come far assumere ferro ai bambini?LE REGOLE D’ORO - Per la dottoressa Bernardi ci sono tre regole da seguire. “Innanzitutto almeno una-due volte a settimana consumare carne bovina o suina - dice Elisabetta Bernardi - poi, quando scegliamo carne bianca, meglio preferire la coscia, che è più ricca di ferro, infine, non mangiare la frutta lontano dai pasti, perché la vitamina C che fornisce deve essere nel pasto per facilitare l’assorbimento del ferro non eme degli alimenti”. E per i bambini è bene abituarli fin da piccoli a mangiare pietanze ricche in ferro e micronutrienti essenziali e il trucco migliore è coinvolgerli nella preparazione dei piatti “Un momento di vero divertimento - commenta Bernardi - che rappresenta anche un tassello importante per l’educazione alimentare dei bambini”. E chi segue – tutte le domeniche - le ricette di Carlo & Petra su La Verità o su Panorama.It sa che sempre a corredo di ogni ricetta c’è la palestra di educazione al gusto e alla cucina dei più piccoli che così prendono confidenza con la giusta alimentazione, ma anche con il piacere di cucinare.I SINTOMI - Cerchiamo di capire quali sono i sintomi della mancanza di ferro. Stanchezza, frequenti mal di testa, fiato corto, colorito pallido, capelli e unghie fragili, ma anche irritabilità, scarsa concentrazione, maggiore esposizione alle infezioni, sono tutte condizioni riconducibili a un basso livello di ferro nell’organismo. Oggi si stima che un terzo della popolazione mondiale, in particolar modo le donne in età fertile e i bambini sotto i 5 anni, sia colpito dalla carenza di ferro. Eppure è una condizione ancora ampiamente trascurata e sotto diagnosticata, in gran parte proprio per la difficoltà di riconoscerne i sintomi, che spesso appaiono slegati, non correlati fra loro.LA CURA - Mangiare bene e sapere dove si trova il ferro. E qui ecco altri consigli di Elisabetta Bernardi. Le linee guida raccomandano un’assunzione del minerale fra i 10 e i 18 milligrammi al giorno, valore che può quasi raddoppiare in determinate condizioni: sono consigliati 27 mg per le donne in gravidanza e 11 durante l’allattamento. In questo contesto una corretta alimentazione può fare molto. Elisabetta Bernardi suggerisce: “Il ferro è presente nei prodotti alimentari in due forme, come ferro eme, che si trova nella carne e in alcuni pesci, e come ferro non eme, che si trova sia nei prodotti vegetali che in quelli animali. Differiscono nella loro forma chimica, ma soprattutto nei meccanismi di assorbimento. Il ferro eme è altamente biodisponibile (il 25-30% di questa forma viene assorbito), sebbene rappresenti una parte minore del ferro alimentare, mentre l’assorbimento del ferro non eme è inferiore e più variabile (1-10% di questa forma è assorbita). Quando nel pasto è presente ferro eme, quest’ultimo consentirà un maggiore assorbimento anche del ferro non eme. Anche gli alimenti ricchi di vitamina C, come pomodori, agrumi, possono favorire l'assorbimento del ferro non eme, ma mangiare carne rimane l’arma migliore per combattere quello che viene definito il “deficit marziale”. E ora non resta che andare in cucina per celebrare con gusto la giornata per la carenza di ferro. Carni sostenibili suggerisce un paio di ricette come Polpette della Nonna o Cosciotto di pollo al forno, ma noi abbiano cercato tra quelle de La Verità e di Panorama. Eccone alcune.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/una-salute-di-ferro-contro-la-fame-nascosta-2658782079.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="le-ricette-di-braccio-di-ferro-dalla-cucina-di-carlo-petra" data-post-id="2658782079" data-published-at="1669380311" data-use-pagination="False"> Le ricette di Braccio di ferro. Dalla cucina di Carlo & Petra Ecco alcune ricette che possono aiutare nell’assunzione del ferro e soprattutto che piacciono anche ai bambini.Bocconcini di scottona alla marchigiana - Questi sono i mesi dell’olio extravergine nuovo e delle olive che appena raccolte sono già finite sotto salamoia. Hanno, è vero una punta di amaro, ma se ben trattate in padella offrono profumi eccelsi e una carnosità al palato suadente che perfettamente si armonizza con una carne di pregio come la scottona (una femmina mai ingravidata) di razza Marchigiana che è una delle cinque razze elette da carne del Vitello bianco dell’Appennino. In alcune versioni la carne di questa preparazione è sfumata con il vino, noi preferiamo quella più leggera del portare a cottura la carne in brodo vegetale.Ingredienti – 500 gr di bocconcini di scottona meglio se di razza Marchigiana, 100 gr di olive in salamoia meglio se tenera Ascolana, quattro o cinque foglie di alloro, un mazzetto di prezzemolo, 4 o 5 foglie di salvia, due spicchi di aglio rosso, due coste di sedano, una carota, una cipolla, 40 gr di farina, olio extravergine di oliva almeno 6 cucchiai, sale e pepe qb.Procedimento – Mondate la carota, il sedano e la cipolla, ma tenete da parte un gambo di sedano. Con le verdure preparate un brodo vegetale mettendole a freddo in un pentolino d’acqua che porterete a ebollizione senza salare. In una padella ampia mettete a scaldare tutto l’olio extravergine con i due spicchi d’aglio schiacciati, le erbe aromatiche e il gambo di sedano tenuto da parte tritato grossolanamente. Fate prendere colore all’aglio. Infarinate ben bene e uno a uno i bocconcini di scottona e ora passateli in padella. Fateli dorare da tutte le parti a fuoco vivace. Dopo circa 5 minuti irrorate con il brodo vegetale e portate a cottura facendo sfumare il brodo e se serve aggiungendone un po’ di quando in quando. A un minuto dalla cottura della carne aggiustate di sale e generosamente di pepe e aggiungete le olive che farete scaldare bene in padella. Ora servite ricoprendo i bocconcini con le olive e il fondo di cottura.Come far divertire i bambini – Affidate ai più piccoli il compito di infarinare la carne.Medaglioni bardati in salsa di ciliegie - Facciamo un’ incursione nel Rinascimento, nelle cucine di messer Cristofaro di Messisbugo o se volete di Mastro Martino da Como -vissuto nel 400 e considerato il Re dei cuochi d’Europa - che erano usi proporre carni con la frutta. Abbiamo scelto le ciliegie che sono la gioia dei bambini e il frutto che rappresenta al meglio il passaggio di testimone tra la Primavera e l’Estate. Dolci sì, ma anche acidule dunque perfette per esaltare la sapidità e sgrassare il palato sono da sempre considerate alleate del sistema immunitario e degli occhi, hanno un ottimo corredo vitaminico di minerali nobili e sono ricche di acido folico che soprattutto per le signore è un prezioso alleato. In più sono buonissime. Ce ne sono di tanti tipi: dal durone di Vignola alle Ferrovia e manco a dirlo quelle italiane sono le migliori. Un’ottima “scusa” per provare questa ricetta.Ingredienti – 4 medaglioni di filetto di maiale (600 gr), 350 gr di ciliegie ben mature, 100 gr di pancetta stesa, una cipolla fresca di Tropea, 50 gr di burro, 80 gr di olio extravergine di oliva, due foglie di alloro e due di salvia, mezzo bicchiere di Porto o Marsala, sale e pepe qb.Procedimento – Denocciolate le ciliegie tagliandole a metà, tritate finemente la cipolla e bardate i filettini di maiale con la pancetta avvolgendoli uno a uno nelle fette di salume. In una padella scaldate l’olio extravergine con le foglie di salvia e alloro e un po’ di cipolla tritata, in una altra padella fate fondere il burro e fatevi imbiondire la cipolla restante. Eliminate le foglie di alloro e salvia e fate saltare i medaglioncini a fuoco dolce prima da una parte e poi dall’altra fino a cottura. Aggiustate di sale se serve e di pepe. Nell’altra padella appena la cipolla è rosolata aggiungete le ciliegie, fate appassire per un paio di minuti poi sfumate col Porto e aggiustate di pepe e sale. Ora trasferite la salsa di ciliegie nella padella dove cuoce la carne, fate andare per un altro paio di minuti e servite.Come far divertire i bambini – Fatevi aiutare a denocciolare le ciliegie. Un’avvertenza: compratene un po’ di più perché non è detto che denocciolando qualcuna non sparisca come per magia!Rotolo di maiale con asparagi e amarene – Ecco una ricetta che sposa perfettamente carne e prodotti dell’orto. Ingredienti - 800 gr di lonza o di spalla di maiale, 400 gr di asparagi, 50 gr di amarene sciroppate, tre scalogni, 40 gr di granella di pistacchio finissima, un bouquet garni di alloro, rosmarino e salvia, un bicchiere di vino bianco secco (facoltativo), 8 cucchiai di olio extravergine di oliva, 80 gr di burro, sale e pepe di mulinello qb. Necessario lo spago da cucina.Procedimento – Fatevi aprire la lonza in una fetta sola dal vostro macellaio di fiducia. Mondate gli asparagi ed eliminate la parte più dura e fateli cuocere per qualche minuto in acqua a bollore. Devono restare croccanti. Tritate grossolanamente gli scalogni e fateli appassire in metà dell’olio extravergine di oliva in una casseruola ampia capace di contenere il rotolo di carne. Saltate negli scalogni una volta appassiti per qualche minuto gli asparagi. Nel frattempo distendete la fetta di carne salatela, pepatela nella faccia interna e cospargetela di abbondante granella di pistacchio. Ora adagiate sulla fetta di carne i pistacchi, gli scalogni e aggiungete le amarene. Arrotolate la carne e legatela ben ferma con lo spago da cucina. Nella casseruola fate fondere il burro nel restante olio extravergine di oliva, aggiungete il bouquet garni e fate rosolare la carne da tutti i lati. Alzate la fiamma sfumate col vino bianco lasciando un generoso fondo di cottura. Nel frattempo avrete preriscaldato a 190° il forno. Prendete la placca da forno rivestitela con carta da forno sistematevi il rotolo di maiale irrorano con tutto il fondo di cottura. Fate cuocere per circa 50 minuti avendo cura di girare la carne di quando in quando e se serve di bagnare appena con un po' di acqua o ungendo con altro extravergine di oliva. Portate a tavola affettando il rotolo in fette spesse e nappate con la salsetta che otterrete dalla cottura al forno.Come far divertire i bambini – Date a loro il compito di massaggiare con sale e pepe la carne e di distribuire la granella di pistacchio.Spezzatino di agnello con funghi – L’agnello è una carne preziosa. Conviene esaltarlo con una buona preparazione.Ingredienti – 600 gr di spezzatino di agnello (fatevelo dare possibilmente nella spalla); 400 gr di funghi misti (pioppini e cardoncelli) 4 spicchi d’aglio, 4 foglie di alloro, 2 rametti di rosmarino, 6 foglie di salvia, olio extravergine di oliva 100 ml, la buccia di un limone non trattato, alcune foglie di menta (facoltativi) un bicchiere di vino bianco secco o rosato, sale e pepe qb.Procedimento – In una casseruola scaldate due terzi dell’olio extravergine con 2 foglie di alloro, 2 spicchi d’aglio 4 foglie di salvia e il rosmarino. Quando le aromatiche prendono colore aggiungete l’agnello e fatelo saltare a fiamma vivace girando spesso. Ora sfumate col vino e poi incoperchiate abbassando la fiamma. Nel frattempo mondate i funghi e tagliateli grossolanamente. In una padella scaldate l’olio extravergine rimasto con due spicchi d’aglio, due foglie di alloro e salvia. Saltate i funghi in padella per una decina di minuti, aggiustate di sale e di pepe. Quando i funghi sono cotti (ma lasciateli croccanti) eliminate le aromatiche e l’agio e aggiungeteli all’agnello. Se serve aggiungete appena un po’ d’acqua per portare a cottura (in tutto ci vorranno 40 minuti). L’agnello deve risultare tenero. A cottura aggiustate di sale e di pepe la carne ed eliminate l’aglio e le aromatiche e se piace aromatizzate con un trito di menta e una grattugiata di buccia di limone e servite.Come far divertire i bambini - Date a loro il compito di mondare i funghi (e ai più grandicelli fateli anche tagliare). Impareranno e conoscerli.
Leone XIV (Ansa)
Nel piazzale antistante il Duomo della città, è stato particolarmente caloroso il saluto del Papa ai fedeli. Parlando a braccio, Leone XIV ha invitato tutti a essere costruttori di pace e speranza: «Per come ci ha insegnato Sant’Agostino se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare con noi stessi». Il rimando è alla celebre massima agostiniana che di fronte ai «tempi cattivi», la reazione deve essere quella di cercare di vivere bene, perché «i tempi siamo noi; come siamo noi, così sono i tempi». La pace in questa prospettiva cessa di essere un pio richiamo o un auspicio geopolitico per diventare un invito alla vita buona per ciascuno: «Basta con parole di odio, basta con insulti, bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace».
Il Pontefice era giunto in elicottero alle ore 14.30 accolto dalle autorità civili e religiose, tra cui il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti e il sindaco Michele Lissia. Dopo una prima, toccante tappa al Centro nazionale di adroterapia oncologica, dove ha incontrato i piccoli pazienti definendo medici e infermieri come «angeli», papa Leone si è recato nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro che custodisce le spoglie di Sant’Agostino di Ippona, il santo di cui papa Prevost è figlio spirituale.
All’interno della basilica il Santo Padre ha presieduto la celebrazione della Parola, pronunciando un’omelia rivolta alla Chiesa pavese che, come tutte le chiese in Occidente, è chiamata ad evangelizzare in un’epoca di profonda secolarizzazione. Il Papa ha riconosciuto apertamente le fatiche della comunità, esortandola a non lasciarsi scoraggiare dal contesto attuale e dalle difficoltà nella trasmissione della fede. «C’è sempre più bisogno, oggi, di accompagnare le persone alla scoperta o alla riscoperta della fede», ha detto.
Tuttavia, il Papa ha avvertito che occorre centrarsi su ciò che è essenziale, evitando il «rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie, magari buone, ma che non vanno all’essenziale». Ma cos’è, dunque, questo «essenziale»? «L’essenziale è vivere con Cristo», stare uniti a Lui come «pietra viva» e fondamento. Per il Papa, annunciare il nucleo del Vangelo significa annunciare Gesù, colui che rivela non solo il mistero di Dio, ma il mistero stesso dell’essere umano.
Dopo aver lasciato la basilica ed essere passato dal Duomo per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione di san Siro, il Papa ha raggiunto piazza Vittoria per incontrare le autorità civili e la cittadinanza. Qui Leone XIV, fra l’altro, ha reso omaggio alla tradizione accademica di Pavia, sottolineando che promuovere le scienze significa promuovere l’uomo. Ha rievocato ancora la figura di Sant’Agostino come esempio di quella «sana inquietudine» che anima chiunque sia assetato di verità, giustizia e bellezza. «La sua figura, mentre incarna il dialogo arduo e costante tra fede e ragione, testimonia la loro reciproca appartenenza. Non si può infatti credere senza pensare, né è possibile illuminare i quesiti più alti della ragione senza fede».
La fede non è un rifugio, una fuga, ma un motore di speranza contro il nichilismo: «Nella misura in cui crede, l’essere umano non si rassegna alla fine, a un frammento storico che termina con la morte: proprio la fede ci ricorda che non siamo sudditi di un fato anonimo, sostenendo invece la certezza che Dio è creatore e salvatore della vita». Un altro celebre motto agostiniano, credo ut intelligam e intelligo ut credam, «credo per comprendere, comprendo per credere», riassume bene il senso di queste parole. Leone XIV ha mostrato come questa prospettiva cambi radicalmente il modo di vivere la cittadinanza. La croce presente nello stemma cittadino è stata interpretata dal Papa non come un semplice fregio araldico, ma come una «sintesi culturale» che àncora la storia locale al valore universale dell’amore cristiano. La comunità di Comunione e liberazione di Pavia ha salutato la visita con «gratitudine. Il suo legame con Sant’Agostino ce lo fa sentire davvero vicino. Gli siamo grati anche per la stima con cui guarda alla vita dei movimenti».
Alle 18.45 il Papa è partito in elicottero verso Sant’Angelo Lodigiano, per recarsi nella parrocchia dei santi Antonio Abate e Francesca Cabrini in cui è venerato il cuore di Santa Francesca Cabrini (1850-1917), la suora che sulla spinta di papa Leone XIII fu missionaria negli Stati Uniti prendendosi cura in particolare degli italiani emigrati. Fu papa Pio XII, che la canonizzò e la proclamò «Celeste patrona di tutti gli emigranti», ed è così che ieri l’ha ricordata papa Prevost indicando come sia oggi attuale un «carisma missionario che si pone al servizio dei migranti», un carisma animato «dall’unico vero «motore» della vita di Santa Cabrini», l’amore di Cristo.
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Keir Starmer (Ansa)
Ed è proprio sentendo sorgere dentro di noi la domanda sul perché, di fronte a fatti così meritevoli di ribellione, nessuno si stia ribellando, che è necessario chiederci se non esista in realtà un preciso meccanismo che tali ribellioni guidi, impedisca o autorizzi. I piani annunciati da Keir Starmer per vietare l’accesso ai social media ai minori, con obblighi di verifica dell’età e blocco delle Vpn, vanno sorprendentemente oltre le misure cinesi e russe in termini di controllo preventivo e centralizzato delle narrazioni digitali e stabiliscono un vero e proprio primato nell’accezione positiva di «censura» per una democrazia occidentale.
Queste misure, presentate come tutela dell’infanzia, riprendono e amplificano la revisione dell’Online safety act con enfasi sul contrasto alla «disinformazione» prefigurando non soltanto una chiara torsione autoritaria ma mostrando al mondo ciò che sarebbe potuto accadere ovunque con una vittoria di Kamala Harris. A portare al punto di collasso il rapporto tra potere e opinione pubblica britannica è stata l’evidenza con la quale il governo laburista ha inteso accelerare su queste misure proprio in occasione della pubblicazione del Rapporto ufficiale dal titolo «The rape gang inquiry report» nel quale si documentano decenni di sfruttamenti sessuali e orrende violenze sistematiche su minorenni britanniche perpetrate da reti organizzate e istituzionalmente coperte di immigrati pakistani.
Le stime indicano 250.000 vittime e le coperture e le connivenze emerse ricordano i meccanismi di protezione dall’alto della rete di Jeffrey Epstein. A fronte di uno scandalo che assume i contorni di un vero e proprio crollo di civiltà a sinistra si tace o addirittura si minimizza, i media censurano e la politica emana leggi per arrestare chi ne parla sui social.
A questo punto occorre riflettere non solo sui fatti in sé ma sui meccanismi che consentono al governo con il peggior gradimento della storia a rimanere al suo posto malgrado le numerose dimissioni di ministri e, soprattutto, sul perché non si verifichino moti di protesta generalizzati ed efficaci fatte salve le proteste di strada come a Southport o Belfast. Aveva ragione George Sorel, forse la «ribellione delle masse» non ha le caratteristiche del moto spontaneo ma del mito. In «Riflessioni sulla violenza» (1908), Sorel definisce il «mito» come un insieme di immagini capaci di evocare nelle masse l’istinto di lotta contro l’ordine esistente. Per Sorel il mito per eccellenza a disposizione del popolo è lo sciopero generale non in quanto evento spontaneo ma inteso come paziente costruzione che conferisce coesione e slancio eroico alle masse.
Senza un mito adeguato - e senza élite che lo diffondano - le masse restano passive anche di fronte a ingiustizie estreme, soprusi e provocazioni di ogni tipo. Pensiamo ai «Gilet gialli» in Francia, un movimento con un forte carattere spontaneo e popolare che nel periodo 2018-2020 ha rappresentato una delle più ampie mobilitazioni di massa degli ultimi decenni, con centinaia di migliaia di persone in piazza ogni settimana contro tasse e rincari e contro il sistema di potere di Emmanuel Macron. Un movimento molto ampio e diffuso ma privo di una struttura organizzativa stabile e, soprattutto, di un’élite che lo motivasse, lo incanalasse e lo autorizzasse in modo coerente e strutturato, tanto da non pervenire ad alcun risultato effettivo né tantomeno ad un ricambio di élite.
Al contrario, invece, possiamo pensare al crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria, avvenuto in due settimane con l’accordo orchestrato delle élite internazionali e con il supporto interno di élite siriane in attesa di ricambio. In Siria il popolo non ha svolto alcun ruolo, ha semmai subito una guerra tuttora in corso ed al posto di Assad è stato insediato l’ex jihadista Al-Jolani, poi ricevuto con tutto gli onori in varie cancellerie occidentali. Appare dunque chiaro come la «protesta di piazza» altro non sia se non la fase teatrale della narrazione del ricambio delle élite; non espressione spontanea di una volontà popolare autonoma ma fase spettacolare attraverso la quale le élite in conflitto si forniscono una «giustificazione dal basso». Rimaniamo dunque attoniti di fronte alle assurde incongruenze, alle palesi e inaccettabili ingiustizie e ci convinciamo che la mancata ribellione delle masse sia dovuta a scarsa motivazione, a debolezza, a mancanza di «coscienza di classe» la quale soltanto, una volta creata, porterà all’inevitabile rivoluzione. Ma anche questa, e soprattutto questa, è una truffa: si tratta sempre e solo di alternanza ai vertici del sistema di potere.
Una volta tutto ciò viene chiamato «libertà, uguaglianza e fraternità», un’altra volta «dittatura del proletariato», ma sono sempre le poche persone che lottano per il potere apicale a motivare, autorizzare, costruire o bloccare i miti che danno alle masse l’impressione di essere protagoniste. Viviamo il momento storico nel quale tutto ciò appare con più chiarezza.
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Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
L’ultima provocazione del leader di Futuro Nazionale, ieri ospite di Sky Tg24, è l’immigraticidio. «Se accettiamo il reato di femminicidio allora va introdotto l’immigraticidio. Voglio che chi usa violenza contro le donne marcisca dietro le sbarre, che si tenga conto delle circostanze aggravanti. Se noi accettiamo che un reato venga definito in base alla vittima, allora va introdotto l’immigraticidio. Un delitto non può essere più o meno grave in base al sesso o al colore della pelle. Siamo contrari alla creazione di nuovi reati come l’islamofobia o l’omofobia».
Sull’educazione affettivo-sessuale a scuola come prevenzione del femminicidio, Vannacci aveva sostenuto che «in Nord Europa dove l’educazione sessuale viene fatta da anni, gli omicidi di donne sono più numerosi che in Italia», e che invece va combattuto «crescendo uomini forti e non deboli. Per me la cultura patriarcale è l’uomo che si prende carico della famiglia, che la protegge, che protegge le donne in quanto esseri fisicamente più deboli rispetto all’uomo».
Poi c’è il tema degli omosessuali. Le posizioni del generale sugli omosessuali, espresse anche nel suo libro Il mondo al contrario e reiterate in dibattiti pubblici, ruotano attorno al concetto di «non normalità» statistica dell’omosessualità e alla difesa della famiglia tradizionale. Negli ultimi giorni Vannacci aveva criticato il suo ex partito, la Lega, accusandola di una «deriva» volta a legittimare le rivendicazioni della comunità Lgbtq+ e ribadendo che, secondo i suoi principi, la famiglia da promuovere è «solo quella naturale».
«Meglio anormale che generale, è questa la risposta che abbiamo dato a Vannacci quando dice che gli omosessuali non sono normali», replica Riccardo Magi di +Europa al pride di Roma. Sulla stessa linea il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in testa al corteo del Roma pride dietro al grande striscione rosso della manifestazione che riporta lo slogan «La Repubblica è di chi la abita»: «Dobbiamo batterci per una pienezza di diritti per tutti, al di là dell’orientamento sessuale e di genere: è scritto nella nostra Costituzione e la nostra legislazione, a oggi, non la rispetta». Replicando alle frasi di Vannacci, il sindaco aggiunge: «Non rispondiamo neanche perché noi siamo per la Costituzione. Non ci stupisce che le forze fasciste e oscurantiste vogliano colpire i diritti di qualcuno, ma sappiamo bene che quando si conculcano i diritti di una minoranza, si colpiscono i diritti di tutti. Non arretriamo e ci battiamo con ancora maggiore convinzione».
Commentando poi i sondaggi dell’ultima settimana per il suo partito, Vannacci ha aggiunto: «Questo è il risultato di un piano che si sta realizzando. Il 5.9% nei sondaggi non lo festeggiamo, questo è solo l’inizio. Non credo ai sondaggi, i veri sondaggi li faccio per la strada, quando le persone mi chiedono di andare avanti. La feccia, i figli di nessuno, e la sporca dozzina sono tra di noi».
E sulle alleanze che facciamo? «Io non ho fatto istanza di alleanza. Chi ha cominciato a erigere muri sono stati proprio i partiti del centrodestra. Io non ho mai detto che avrei eretto muri, cosa che invece hanno fatto i vari Lupi, Romeo, Zaia, Centinaio, i vari Marina Berlusconi, che non so a che titolo parli perché non ha ruoli politici, i vari Occhiuto. Evidentemente o hanno paura o vogliono mettere le mani avanti. Sono loro», ha aggiunto, «che vogliono evitare o che vogliono assolutamente impedire un’eventuale intesa che comunque avverrebbe solo se questa alleanza di centrodestra convenisse di non oltrepassare quelle linee rosse che ho stabilito».
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