Barcellona si prepara a vivere un 2026 di quelli che segnano il passo della storia, un anno in cui il destino architettonico della città e il grande spettacolo dello sport internazionale si fondono in un’unica, vibrante celebrazione.
La capitale catalana si appresta infatti a indossare l’abito delle grandi occasioni per un doppio appuntamento che la vedrà protagonista assoluta sulla scena mondiale: il centenario della morte di Antoni Gaudí e la storica partenza del Tour de France. Il 2026 non sarà solo una ricorrenza sul calendario, ma il momento in cui la profezia di pietra (la Sagrada Familia) di Gaudí troverà il suo compimento più alto. Designata dall’UNESCO come Capitale Mondiale dell’Architettura, Barcellona celebrerà l'architetto che ne ha forgiato l'identità con l'ultimazione della Torre di Gesù Cristo. Con i suoi 172,5 metri, questa guglia renderà finalmente la Sagrada Família l’edificio religioso più alto d’Europa, chiudendo un cerchio aperto oltre un secolo fa. Per l’occasione sarà Papa Leone XIV a celebrare, il 10 giugno, la messa e l’evento. La città diventerà così un museo a cielo aperto dove il Modernismo catalano non verrà solo commemorato, ma vissuto attraverso itinerari inediti e mostre che metteranno in dialogo le forme organiche del genio catalano con le più moderne sfide della sostenibilità urbana.
Tra le celebri opere del Maestro, lungo il Passeig de Gràcia, l’architettura si fa fiaba con Casa Batlló, la cui facciata evoca il leggendario drago di San Giorgio, e Casa Milà (La Pedrera), famosa per le sue curve sinuose che ricordano il movimento del mare. Oltre ai capolavori di Gaudí, il panorama culturale invita a scoprire istituzioni che raccontano l'anima poliedrica della città. Da un lato il Palau de la Música Catalana, capolavoro di Lluís Domènech i Montaner, dove la musica si fonde con il vetro e il ferro battuto in un trionfo di luce; dall'altro il MOCO Museum, che proietta Barcellona nel futuro dell'arte contemporanea ospitando le icone della pop art e della street art, da Warhol a Banksy, da Basquiat a Kusama.
Mentre gli occhi del mondo saranno rivolti verso le guglie della basilica e le sale dei musei, le strade vibreranno per un altro evento senza precedenti: il «Grand Départ» del Tour de France. Per la prima volta nella storia, la carovana gialla inizierà la sua corsa proprio tra i viali della metropoli catalana il 4 luglio. La «Grande Boucl» porterà con sé un’adrenalina che trasformerà il tessuto urbano in un palcoscenico globale, portando l'immagine di una città dinamica nelle case di milioni di telespettatori.
In questo fermento, l’esperienza del visitatore trova nei rooftop degli hotel della città il punto di osservazione privilegiato. Strutture iconich, come il raffinato Claris Hotel & Spa, celebre anche per la collezione d'arte al suo interno e la splendida terrazza con piscina e ristorante nel cuore dell'Eixample e il lussuoso Grand Hotel Central, nel cuore del Barrio Gótico (entrambi fanno parte della Small Luxury Hotels of The World), offrono terrazze spettacolari che sono ormai diventate vere oasi di lifestyle. Da questi tetti sarà possibile sorseggiare un cocktail ammirando gli ultimi ritocchi alla foresta di pietra della Sagrada Família o il serpentone colorato dei ciclisti che taglia le arterie cittadine. La cucina catalana è il filo rosso che lega queste esperienze. Dalla semplicità del pan con tomate (pane al pomodoro) alla complessità di una fideuà cucinata sulla spiaggia della Barceloneta, il cibo è un rito sociale imprescindibile. Molti degli hotel citati integrano questa tradizione con l’innovazione, portando i sapori della terra e del mare sui loro tetti. Gustare un bicchiere di cava (spumante) locale o un cocktail d’autore creato da mixology esperti mentre la brezza marina rinfresca la serata è l’essenza stessa del lifestyle barcellonese.
La Barcellona del 2026 si delinea quindi come il manifesto di un nuovo modo di intendere il turismo: un mix di altissimo profilo dove la memoria architettonica e l'impatto dei grandi eventi sportivi convivono armoniosamente sotto il cielo del Mediterraneo.
Per raggiungere la città catalana la compagnia aerea Vueling (www.vueling.com) offre decine di collegamenti al giorno da molti aeroporti italiani.
Info: www.spain.info; www.calunyexperience.it; per gli hotel www.slh.com.
Quando si pensa a Kitzbühel, l’immagine corre subito alle discese vertiginose della Streif e ai cristalli di neve. Ma non bisogna farsi ingannare: quando il bianco lascia il posto a un verde smeraldo quasi accecante, la «città del camoscio» si trasforma in un paradiso all’aria aperta che unisce l'adrenalina delle Alpi a un'eleganza senza tempo.
Visitare questa località austriaca in estate significa immergersi in un’atmosfera dove il lusso discreto incontra la tradizione contadina, creando un mix unico, perfetto per chi cerca sport, piaceri raffinati e del sano relax .
Il cuore pulsante dell'estate è il monte Hahnenkamm. Salire con la celebre funivia Kitz bühel Cable Cars non è solo un modo per raggiungere la quota, ma è anche un viaggio panoramico sulla valle. In cima, i sentieri si snodano tra malghe fiorite e punti di sosta iconici come il Berghaus Tirol, dove la vista spazia dalle Alpi di Kitzbühel agli Alti Tauri.
Per chi ama le due ruote, la regione è un punto di riferimento mondiale per l’e-bike. Grazie ai servizi di noleggio e alla vasta rete di sentieri segnalati, è possibile esplorare vette e vallate senza necessariamente avere il fiato di un atleta olimpico. Le pendenze diventano un piacere e le distanze si accorciano, lasciando più tempo per ammirare il paesaggio. Kitzbühel è anche una mecca per gli appassionati di mountain bike. Sentieri immersi nei boschi, percorsi tecnici per esperti e itinerari panoramici per e-bike permettono a tutti di trovare la propria dimensione. Gli impianti di risalita funzionano anche nei mesi estivi, facilitando l’accesso ai tracciati in quota e regalando discese spettacolari tra radure e single track. Eventi sportivi e competizioni animano la stagione, richiamando biker da tutta Europa. Anche chi è alle prime armi può affidarsi a guide esperte o partecipare a tour organizzati per scoprire gli angoli più suggestivi della regione in totale sicurezza.
Con oltre mille chilometri di sentieri segnalati, Kitz bühel è una destinazione ideale per chi ama camminare. I percorsi si snodano tra dolci colline alpine, boschi ombrosi e pascoli punteggiati di baite tradizionali. Per chi cerca un itinerario più rilassante, i sentieri intorno al lago Schwarzsee offrono passeggiate facili, ideali anche per famiglie. Qui è possibile alternare trekking leggero a soste rigeneranti sulle rive del lago, magari con un tuffo nelle sue acque limpide. Se si viaggia in famiglia, il Parco faunistico di Aurach è una tappa imperdibile. A pochi chilometri dal centro, è possibile camminare tra cervi, daini e mufloni in un ambiente naturale protetto: un'esperienza che incanta grandi e piccini.
Kitzbühel non è solo sport. Il centro, con le sue facciate colorate, ospita il Museo di Kitzbühel, dove scoprire la storia locale e le opere di Alfons Walde, l'artista che ha immortalato l'anima invernale della città.
Il centro storico, poi, è un piccolo gioiello architettonico: case color pastello, balconi fioriti e boutique di alta gamma convivono armoniosamente. La via principale è un susseguirsi di negozi esclusivi, atelier artigianali e marchi internazionali. Qui lo shopping diventa un’esperienza piacevole, tra moda sportiva di lusso, oggetti di design e specialità gastronomiche locali. Una tappa obbligatoria per gli acquisti è da Frauenschuh. Non è un semplice negozio, ma l'essenza dello stile alpino contemporaneo: materiali pregiati e design funzionale che incarnano il «Kitz-look».
Caffè all’aperto e ristoranti gourmet invitano a prendersi una pausa, assaporando piatti della tradizione tirolese rivisitati in chiave contemporanea. L’atmosfera è sofisticata ma mai ostentata, perfetta per chi cerca una vacanza attiva senza rinunciare al comfort.
La proposta gastronomica della città è altrettanto variegata e profonda, partendo dall'esperienza culinaria offerta dal ristorante Das Mocking, situato proprio alla base della Streif, che propone una cucina moderna capace di valorizzare i prodotti del territorio con un tocco creativo. Per chi cerca l'accoglienza più genuina, il ristorante Zum Rehkitz offre i grandi classici della tradizione tirolese in un'atmosfera calda e autentica, mentre una sosta all'Hallerwirt ad Aurach permette un'immersione totale nella storia e nella genuinità contadina. Nel cuore pulsante della città, il ristorante Das Reisch completa l'offerta con un ambiente raffinato dove la cucina internazionale si fonde sapientemente con i sapori del luogo.
Informazioni: www.kitzbuehel.com.
Del Marocco, che ho visitato in diverse occasioni, serbo ricordi indelebili di tramonti su dune di sabbia incendiate dal sole; di cene nel deserto nelle oasi orlate di palme da dattero; della vivacità di città storiche e autentiche - anche se ormai diventate cosmopolite a partire da Marrakech - e degli aperitivi sulle terrazze affacciate sulla sua indescrivibile quanto vitale e pulsante piazza Djemaa El Fna.
E poi i souk con ottimo artigianato locale; la cucina orientale di tradizione millenaria; la cordialità della popolazione che ti accoglie con genuina ospitalità. E, ancora, caratteristici villaggi berberi, foreste di cedro e distese di ulivi; montagne innevate che fanno da sfondo a dune di sabbia e a palme, vere e proprie cartoline non solo da fotografare con la macchina, ma, anche, con la mente. Suggestioni che rimangono per una vita.
Si vedranno anche palazzi reali; fiumi costeggiati da palmeti e fiori; medine, moschee e madrase con un’architettura delicata, caratteristica e con decorazioni di grande fattura. Colori ovunque: da quelli delle lane appena tinte messe ad asciugare su mura millenarie ai maestosi portoni azzurri, al rosso e blu di molti abiti e accessori, alle mura color ocra, dal verde dei palmeti al rosso rosato della sabbia all’azzurro del cielo.
Un viaggio in Marocco è un’immersione continua tra storia millenaria, città imperiali, tradizioni vive e paesaggi che cambiano a ogni tappa. Ci sono diversi itinerari per andare alla scoperta di questo Paese ma il «Tour delle città imperiali» è, senza dubbio, il più completo. Infatti accompagna lungo un itinerario affascinante, capace di raccontare l’anima autentica del Paese, dalle metropoli sull’oceano fino alle capitali spirituali e culturali. Il percorso inizia a Casablanca, cuore economico del Marocco, dove modernità e memoria coloniale convivono armoniosamente. Piazza Mohammed V rappresenta il centro pulsante della città, con i suoi edifici anni Trenta, i portici animati e la suggestiva fontana monumentale che, al calar del sole, si trasforma in uno spettacolo di luci. Sul lungomare della Corniche, tra locali eleganti e viste sull’Atlantico, si respira l’anima cosmopolita della città, mentre la moschea di Hassan II, con il minareto più alto del mondo, si impone come simbolo assoluto di Casablanca. In una mattina di viaggio si raggiunge Rabat, capitale amministrativa affacciata sull’oceano. La sua Medina ordinata e luminosa, protetta dalla Muraglia degli Andalusi, racconta secoli di dominazioni e culture intrecciate. Dall’esterno si ammira il Palazzo reale, mentre la Torre di Hassan, vestigia di una moschea mai completata, testimonia l’ambizione degli Almohadi. Dichiarata Patrimonio Unesco, è uno dei monumenti più iconici del Paese. Il viaggio prosegue verso Meknes, la «Versailles del Marocco», circondata da imponenti mura e porte monumentali come Bab Mansour. Medina, kasbah, moschee e granai reali rivelano la grandezza della dinastia alawita.
Poco distante, le rovine romane di Volubilis emergono tra uliveti e colline, offrendo uno dei siti archeologici più suggestivi del Nord Africa, dove mosaici e templi raccontano il passato romano della regione. Arrivati a Fez, capitale spirituale del Marocco, si entra in un mondo senza tempo. La Medina di Fès el-Bali, labirinto di oltre novemila vicoli, è un’esplosione di suoni, colori e profumi: souk brulicanti, fontane scolpite, madrase decorate e le celebri concerie. Qui si trova l’Università Al Karaouine, una delle più antiche al mondo, cuore religioso e culturale della città. Anche la città nuova, con le porte dorate del Palazzo Reale, completa il ritratto di una Fez maestosa e profonda.
Lasciata Fez, l’itinerario attraversa villaggi berberi, foreste e centri agricoli come Beni Mellal, fino a raggiungere Marrakech, la leggendaria «città rossa». Tra la moschea della Koutoubia, i giardini Menara, le Tombe saadiane e il Palazzo Bahia, la città svela il suo glorioso passato imperiale. Al tramonto, la piazza Djemaa El Fna si anima di incantatori di serpenti, musicisti e artisti di strada, trasformandosi in uno spettacolo unico al mondo, riconosciuto dall’Unesco. Da non perdere una visita ai Giardini Majorelle, oasi di pace e colore.
Ecco, in breve, un tour completo e coinvolgente, capace di regalare emozioni autentiche e una visione profonda del Marocco, terra di contrasti, bellezza e accoglienza senza tempo. Tra gli operatori che organizzano questo viaggio, Passatempo (info@passatempo.it) popone anche una partenza per il ponte del Primo maggio.





