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Un renziano verso la vicepresidenza del Csm. I grillini d'accordo

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Un renziano verso la vicepresidenza del Csm. I grillini d'accordo
Ansa

Il 26 e 27 settembre si insedia il nuovo organo di autogoverno della magistratura. A palazzo dei Marescialli volano le quotazioni di Filippo Donati, eletto con i 5 Stelle, amico dell'avvocato Guido Alpa, maestro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E soprattutto sostenitore del Sì al referendum del 4 dicembre 2016 e vicino a Giovanni Legnini, esponente pd del parlamentino, e Cosimo Ferri, già sottosegretario del precedente governo.

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Ecco il primo vero suicidio di Stato. Giudici e Cnr forniscono l’«arma»
iStock
Fa scalpore il caso di «Libera», la donna di Firenze che ha fatto ricorso alla morte assistita attraverso un dispositivo creato appositamente dall’ente scientifico. Il tutto nella Regione della legge sull’eutanasia.

Il suicidio assistito in Italia ora è a quota 14, ma quello consumatosi ieri ha un sapore drammaticamente particolare essendo la prima vera morte di Stato, la prima cioè che abbia coinvolto tutti gli ambiti istituzionali: quello legislativo, quello sanitario, quello giudiziario e quello scientifico. Per rendersene conto non resta che ripercorrere la vicenda della protagonista di questa morte on demand, vale a dire «Libera», nome di fantasia di una toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla e paralizzata dal collo in giù. La signora aveva iniziato la sua battaglia nel marzo del 2024 quando - sulla scorta della sentenza della Consulta n. 242 del 2019, nota anche come «sentenza Cappato» sulla non punibilità per chi agevoli il suicidio assistito - aveva fatto richiesta alla Usl Toscana Nord Ovest per la verifica della sussistenza dei requisiti per accedere alla procedura.

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia dopo il via libera dell'Eurocamera alla fase negoziale con il Consiglio Ue per definire un nuovo quadro giuridico sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione.

Leone XIV riapre alla Tradizione: «Generosa inclusione per il Rito antico»
Papa Leone XIV (Ansa)
In un messaggio ai vescovi francesi, il Papa riprende il discorso avviato da Benedetto XVI: «La liturgia non può creare ferite».

In attesa dell’enciclica di cui si sta parlando da qualche mese negli ambienti vaticani, il Papa rivolge alla Conferenza episcopale francese riunita in sessione plenaria un messaggio a proposito del tema Liturgia e Tradizione, confortando le attese che buona parte della Chiesa cattolica nutriva dal giorno della sua elezione.

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato della Lega durante un punto stampa al Parlamento europeo a Bruxelles.

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