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Walz ora soffia sulla guerra civile
Tim Walz, governatore democratico del Minnesota (Ansa)
Nei guai per la truffa dei somali, il governatore cavalca le proteste per la tragedia di Minneapolis, dove una donna, violando un posto di blocco dell’Ice, è stata uccisa.

Gli Stati Uniti rischiano, ancora una volta, di diventare una polveriera pronta a scoppiare. Come già accadde nel 2020, quando la morte di George Floyd innescò un’ondata di proteste violentissime in tutto il Paese, anche oggi la miccia si è riaccesa a Minneapolis. A provocarla è stata l’uccisione di Renee Nicole Good per mano di un agente dell’Ice, le forze federali anti immigrazione. La dinamica è ancora da chiarire in tutte le sue sfaccettature, ma la polemica politica tra repubblicani e democratici ha già assunto toni particolarmente aspri, mentre le manifestazioni si sono diffuse ben oltre i confini del Minnesota, arrivando in grandi metropoli come New York, Miami e San Francisco.

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Minnesota, Walz si ritira travolto dallo scandalo
Tim Walz (Getty Images)

Il governatore rinuncia al terzo mandato dopo l’esplosione delle inchieste sulle frodi ai programmi sociali. I democratici cercano un nuovo leader in uno Stato chiave, mentre i repubblicani puntano tutto sul caso che ha messo in crisi l’amministrazione.

Il governatore del Minnesota Tim Walz ha annunciato il ritiro dalla corsa per un terzo mandato, travolto da un vasto scandalo legato a frodi nei programmi di assistenza sociale. Una caduta politica significativa per un dirigente che solo nel 2024 era approdato sulla scena nazionale come candidato democratico alla vicepresidenza degli Stati Uniti.La decisione apre immediatamente la partita per la successione. Tra i nomi più accreditati figura quello della senatrice Amy Klobuchar, veterana della politica statale e già candidata democratica alle presidenziali del 2020.

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Il ritorno di Donald Trump
Donald Trump (Getty Images)

Donald Trump è ufficialmente presidente in pectore degli Stati Uniti. Secondo Politico, il tycoon ha conquistato almeno 277 grandi elettori, superando così la fatidica soglia dei 270 necessari per arrivare alla Casa Bianca. Non solo. Trump ha anche ottenuto la maggioranza nel voto popolare: l’ultimo candidato repubblicano a conseguire questo risultato era stato George W. Bush nel 2004.

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Kamala va solo nelle tv «amiche». Intanto Biden fa gaffe pure con Modi
Kamala Harris (Ansa)
Joe imbarazza ancora la sua vice che, fuggendo dai dibattiti «ostili», dà assist a Trump.
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La pagella di Kamala alla prima in tv. Errori e occhi bassi. Voto: insufficiente
Kamala Harris (Getty Images)
  • Nel tentativo di spostarsi al centro rinnega molte delle vecchie convinzioni: dal muro con il Messico alla tutela dell’ambiente.
  • La banca centrale Usa si dice pronta a tagliare i tassi anche se adesso sarebbe prematuro visto che il Pil sale e l’inflazione resta alta. Un palese favore alla dem.

Lo speciale contiene due articoli.

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