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Twitter, perchè Elon Musk vuole chiudere l’uccellino in una gabbia dorata

Twitter, perchè Elon Musk vuole chiudere l’uccellino in una gabbia dorata

L'opa lanciata da Musk su Twitter

Su Twitter è di casa e ha messo su famiglia: è lì che ha sedotto l’ormai ex fidanzata, la cantante canadese Grimes, la madre dei suoi figli. È lì che saetta, provoca, annuncia, insulta, si sfoga.

Elon Musk pone un insistente affetto e una smisurata dedizione per il social network dell’uccellino blu, al punto di aver deciso di prenderlo sotto la sua ala: ha messo sul piatto la cifra record di 54,2 dollari ad azione, l’equivalente di 43 miliardi di dollari, per comprarlo per intero. Un passo lungo che segue la prima mossa di pochi giorni fa, quando si era accaparrato il 9,2% della società. L’idea, a cose fatte, sarebbe sottrarre Twitter alle oscillazioni della borsa, renderlo una creatura del tutto privata. All’uomo più ricco del mondo, che cova il sogno di colonizzare Marte, i capitali per tali imprese non mancano.

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Meloni rilancia: «Nessuna Fase due, il programma c’è ora voglio i risultati»
Giorgia Meloni e il governo durante l'informativa alle Camere (Ansa)
Il leader alle Camere: «Non c’è subalternità agli Usa. Migranti? Metodo da consolidare. Sulle liste d’attesa patto con le Regioni».

Un’informativa urgente sull’azione di governo, ma non c’è nessuna Fase due. Lo chiarisce subito il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso alla Camera dei deputati. «Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti.

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FrontPage | Cosa si dice negli Usa della guerra all'Iran

Gli Stati Uniti si trovano ad affrontare segnali di un ordine globale che cambia e si frammenta, fatto di tensioni nei mercati, frizioni con la Nato, incertezza energetica e il fronte interno della politica in vista delle elezioni di Midterm.

La  «rete» che prova a mettere Conte al posto della Meloni
Giuseppe Conte (Getty Images)
Cresce l’attivismo di Giuseppi. Dopo il pranzo con l’inviato di Donald Trump (ma le interlocuzioni sono a un livello anche più alto), lancia messaggi di apertura a Pechino e frena sul gas russo. A consigliarlo, l’ex ambasciatore Pietro Benassi, che punta alla Farnesina.

In fondo, a chi è stato presidente del Consiglio prima in alleanza con la Lega e poi con il Pd, deve sembrare un giochetto da ragazzi andare d’accordo sia con Donald Trump che con Xi Jinping. Giuseppe Conte, il CamaleConte, ci prova: campione mondiale di cinismo politico, si lascia intervistare da Bloomberg, colosso dell’informazione globale con sede a New York, di orientamento politico pragmatico e tutto orientato al business, e rispolvera la sua mai sopita passione per il multilateralismo e in particolare la Cina: «Trump e gli Usa», sottolinea Giuseppi, «ovunque si muovono tutelano i loro interessi economici e commerciali. La formula Make America Great Again non può essere sottoscritta dagli alleati più piccoli come l’Italia. Io non posso dare il sangue al mio alleato to Make America Great Again».

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