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Beni russi, il Mes silura il papocchio. «Noi garanti? No, serviamo ad altro»

Beni russi, il Mes silura il papocchio. «Noi garanti? No, serviamo ad altro»
Vladimir Putin
Il portavoce del Meccanismo europeo di stabilità respinge la proposta di riformare il fondo per usare gli asset congelati. Il «Financial Times»: «L’idea è un rischio per la moneta unica». Volodymyr Zelensky domani va da Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz.

Il Mes ha chiuso all’ipotesi di una riforma che lo renda uno strumento di garanzia nella condivisione dei rischi per quanto riguarda l’uso degli asset russi congelati. «Nel quadro del trattato del Mes, il Meccanismo può fornire supporto solo agli Stati membri dell’Eurozona che ne facciano richiesta e unicamente allo scopo di salvaguardare la stabilità finanziaria dell’area euro e dei suoi membri», ha dichiarato ieri un portavoce del Meccanismo europeo di stabilità.

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Altro sinistro ferroviario in Spagna. Vox fa causa ai vertici della rete
Un treno regionale si è scontrato con una gru nei pressi di Cartagena: sei i feriti.

Mentre sale a 45 il numero delle vittime del deragliamento di domenica sera ad Adamuz, in provincia di Cordoba, un quarto incidente ferroviario si è verificato in Spagna dopo i due di martedì sera in Catalogna, in uno dei quali ha perso la vita un apprendista macchinista.

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Le mire di Donald Trump sulla Groenlandia frenano l’inizio anno positivo di Cac 40 e Dax. La minaccia di nuovi dazi svela la dipendenza francese dalla domanda estera di lusso e semina dubbi sulla prevista svolta tedesca.

Non c’è pace nell’ultima settimana per i listini europei e, più di tutti, per quelli francesi e tedeschi. Dopo un avvio d’anno che aveva rimesso benzina sulle aspettative, con Cac40 e Dax capaci di aggiornare i massimi storici solo poche settimane fa, la traiettoria si è improvvisamente inclinata. Il catalizzatore è politico, ma l’impatto è da manuale di microstruttura: ritorna la volatilità da «headline risk», quella che sposta il pricing in modo non lineare perché colpisce contemporaneamente flussi, sentiment e premi per il rischio.

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«Le pietre parlano e dicono che Pietro è qui»
L’archeologo Pietro Zander, docente alla Pontificia Università Gregoriana. Nel riquadro, lo scrigno contenente quelle che «si ritengono essere le ossa di San Pietro», come recita la scritta in latino
L’archeologo: «Dopo secoli di timore reverenziale che aveva impedito di scavare sotto il pavimento dell’antica Basilica, furono Pio XII e poi Paolo VI ad avere il coraggio di intraprendere missioni scientifiche alla ricerca dei resti del primo Papa».

Prima Pio XII e poi Paolo VI, consapevoli che sotto l’altare pontificale giacessero tomba e spoglie mortali del primo dei loro predecessori, l’apostolo Pietro, le fecero cercare dagli archeologi nelle profondità della terra, annunciandone il loro ritrovamento dopo quasi 2.000 anni di silenzio. Così, sotto le sacre grotte, fu scoperta una necropoli, ossia una «città dei morti».

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Lavoro domestico: 13,4 miliardi di spesa ma il sommerso sfiora il 50%

Il Settimo rapporto annuale sul lavoro domestico, curato dall’Osservatorio Domina e presentato oggi al Senato, evidenzia il peso economico del lavoro domestico e le sue fragilità: oltre 3,3 milioni di persone coinvolte e un tasso di sommerso vicino al 50%. Proposte di incentivi fiscali e contributivi per far emergere il nero.

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