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2021-07-31
Tutte le balle sul green pass
Ansa
- Il lasciapassare è una misura politica, non sanitaria, ma chi protesta viene bollato come uno squadrista o un no vax. Anche se il farmaco non impedisce i contagi.
- In Francia probabile accordo: «passaporto» per i minori soltanto dal 30 settembre. Da noi invece Francesco Paolo Figliuolo vuole correre: «Vaccino agli over 12 per la scuola in presenza».
Lo speciale contiene due articoli.
In effetti era da qualche settimana che non sentivamo parlare di ritorno del fascismo e di minacce nere assortite. Ora ci possiamo rincuorare: le squadracce facinorose sono tornate, e ovviamente guidano le sommosse no vax. Come noto, sabato ci sono state manifestazioni contro il green pass in varie città italiane, e ieri abbiamo appreso dai giornali che a scendere in piazza sono stati pericolosi sovversivi, comandati - come ha titolato Repubblica in prima pagina - dalla «estrema destra. Chiaro: la regia occulta non poteva che essere fascista. Attenti però, perché esiste pure la regia occulta della regia occulta, e infatti non v'è quotidiano di regime che non sveli l'orrido piano: a incendiare gli animi contro il vaccino sono stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini, i quali - nemmeno troppo segretamente - spalleggiano i no vax per trarne profitto elettorale. Ci sarebbero in ballo addirittura - dice Repubblica - 6 milioni di voti.
Qualcosa però non torna: gli stessi quotidiani che gridano al fascio di ritorno ci informano che in piazza c'erano anche militanti dei centri sociali, movimenti di sinistra, esponenti della borghesia progressista torinese, studiosi di storia con tanto di laurea e specializzazione, un ex sottosegretario del governo Prodi... Che significa? Beh, che forse la platea del dissenso è leggermente più ampia di quanto i cari progressisti siano disposti ad ammettere. Questo dissenso merita di essere ascoltato, indagato. E, comunque lo si valuti, va in ogni caso rispettato. Invece assistiamo a una criminalizzazione costante che talvolta si manifesta con toni da autocrazia.
Massimo Giannini, sulla Stampa, parla di «piazze anarcoidi e destrorse» (concetti che in teoria si escludono a vicenda), invita a reprime la «velenosa demagogia negazionista». Il suo giornale titola: «Nelle piazze il virus dei No pass». Prima Roberto Burioni dà dei «sorci» ai presunti no vax; poi Piergiorgio Odifreddi scrive che chi protesta è «senza cervello»; ora siamo alla riduzione del nemico politico a parassita. Appena più morbido, su Repubblica, Maurizio Molinari, che si limita a prendersela con i «populisti che aggrediscono la scienza». Ed è proprio questo il punto più interessante. I cantori della medicalizzazione, non potendo cancellare la contestazione, la riducono a somaresco raglio no vax. Eppure chi è sceso in piazza lo ha fatto, a essere precisi, per rifiutare il green pass. Ed è contro il green pass che si sono espressi Giorgia Meloni e pure Matteo Salvini. Quindi, a ben vedere, le critiche non sono mosse alla «scienza», che pure è passibile di discussione, ma a una misura tutta politica.
Come facciamo a dire che sia politica? Ci basiamo su ciò che ci dicono gli scienziati. Ieri Il Messaggero ha riportato dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità riguardanti le terapie intensive. Fra i ricoverati, l'85% non è vaccinato, il 10,6% ha avuto una sola dose, il 4,3% due dosi. Che dobbiamo dedurne? Primo: anche i vaccinati si contagiano. Secondo: anche i vaccinati con due dosi - sebbene in casi molto molto rari - possono ammalarsi gravemente. Terzo: chi ha due dosi è più protetto di chi ha fatto una dose sola. Eppure, ai fini dell'ottenimento del green pass (almeno per ora, fortunatamente) non si fanno distinzioni fra chi ha avuto una dose e chi due. Per quale motivo? Perché il lasciapassare verde è il frutto di una mediazione politica. E se una misura è politica, opporsi è, per lo meno, legittimo.
Ai sinceri democratici nostrani, tuttavia, l'opposizione non pare essere molto gradita. Dunque si prodigano per silenziarla e infamarla a costo, pensate un po', di manipolare… la scienza! Volete un esempio? Il Corriere della Sera ha affidato allo scrittore-scienziato Paolo Giordano il compito di smentire le «false credenze» dei «no green pass». Scrive Giordano: «La diceria che i vaccini non proteggano dall'infezione sta diventando il carburante preferito dell'esitazione vaccinale. Peccato che si basi su una falsità». La frase viene ripresa a caratteri molto visibili anche nella titolazione. Dunque al Corriere sono sicuri: non è vero che il vaccino non protegge dall'infezione. Eppure, nella tabella piuttosto confusa pubblicata proprio nella stessa pagina dell'articolo di Giordano, e basata su dati del Financial Times e dell'Iss, si legge che un non vaccinato e un vaccinato hanno la stessa probabilità (2%) di prendere il Covid con sintomi. Lo stesso Giordano, poi, spiega che, probabilmente, il vaccino abbatte meno la trasmissione della variante Delta rispetto alla Alfa. Ma allora che i vaccini non proteggano dall'infezione non è «una diceria», bensì un'evidenza. Chiaro: finora è evidente anche che i vaccini riducano notevolmente le probabilità di avere sintomi e di finire in ospedale. Però non azzerano i contagi. Eppure, uno dei principali quotidiani italiani insiste a trattare come «fake news» le più banali deduzioni basate sui dati.
Pur di sostenere una visione ideologica, insomma, gli ottimi progressisti pervertono la scienza. E se i veri negazionisti fossero loro?
Parigi rimanda la puntura ai bimbi
Alla fine, dopo dibattiti serrati, sta arrivando in Francia il via libera all'estensione del pass sanitario. Il primo semaforo verde era giunto lo scorso 23 luglio dall'Assemblea nazionale, mentre - nella notte tra sabato e domenica - la palla era passata al Senato, dove con 199 voti a favore e 123 contrari erano state apportate significative modifiche al provvedimento. Un compromesso tra le parti è stato annunciato infine nel tardo pomeriggio di ieri, anche se il testo finale della norma - secondo quanto anticipato da Le Parisien - è stato reso noto soltanto nella notte, quando La Verità era già andata in stampa.
In base alle indiscrezioni disponibili ieri, il pass dovrebbe essere mantenuto per i centri commerciali di certe dimensioni, mentre il licenziamento per le persone sprovviste di lasciapassare dovrebbe essere abrogato. Dovrebbero saltare anche i provvedimenti penali per i ristoratori che non controlleranno i pass ai clienti. Il pass però «dovrebbe essere mantenuto per le terrazze di ristoranti e caffè», ha aggiunto Le Parisien. Una volta approvato il testo, il Consiglio costituzionale avrà otto giorni per esprimersi.
Come accennato, era stato il Senato a chiedere delle esenzioni: non solo per terrazze, centri commerciali e attività di ristorazione all'aperto, ma anche per i minorenni: una misura, quest'ultima, che - nel momento in cui La Verità è andata in stampa - non era chiaro se fosse stata inclusa nel provvedimento finale. Secondo alcune indiscrezioni, per i minori ci sarebbe sì un'esenzione, ma solo fino al 30 settembre. Una misura che è stata sostenuta dai Républicains (del resto fatto salvo il caso di malattie pregresse sulla vaccinazione anti Covid per i giovanissimi si registrano dubbi anche in Germania e questo stesso giornale ha posto il problema negli scorsi giorni). Il governo italiano ciononostante è di altro avviso, visto che ha introdotto l'obbligo di green pass per chi ha dai 12 anni in su. «Per il benessere dei ragazzi è importante la scuola in presenza. Per far ciò bisogna portare a vaccinare gli insegnanti, il personale docente e non, ma anche i genitori devono portare i propri figli dai 12 anni in su a vaccinarsi», ha del resto dichiarato il generale Francesco Paolo Figliuolo ieri.
Ma le proposte del Senato francese non si fermavano qui. La Camera alta aveva infatti approvato un emendamento - avanzato dalla senatrice socialista Laurence Rossignol - per consentire ai sedicenni e ai diciassettenni di vaccinarsi anche senza il consenso dei genitori. In tutto questo, secondo Le Parisien, «i senatori vogliono anche posticipare dal 30 agosto al 15 settembre l'entrata in vigore di questo pass per i luoghi pubblici, sia per il personale che per gli utenti». La Camera alta proponeva anche un allentamento alle misure di isolamento a cui devono essere sottoposti i malati e puntava inoltre a condizionare l'estensione del lasciapassare al ripristino dello stato di emergenza sanitaria fino al 31 ottobre. In questo quadro, i senatori chiedevano che il controllo del pass fosse effettuato esclusivamente da persone «autorizzate».
Ricordiamo che, sebbene la maggioranza relativa del Senato sia repubblicana, è altrettanto vero che, come abbiamo visto, le modifiche al provvedimento non sono arrivate soltanto da destra. Lo stesso segretario di Stato per la protezione dei minori, il macroniano Adrien Taquet, si è infatti lamentato, parlando polemicamente di «coalizione eterogenea». Sulla situazione complessiva pesano d'altronde fattori di varia natura: dalla variante Delta alle tensioni sociali, per arrivare all'imminente campagna elettorale in vista delle prossime presidenziali.
Il lasciapassare è una misura politica, non sanitaria, ma chi protesta viene bollato come uno squadrista o un no vax. Anche se il farmaco non impedisce i contagi.In Francia probabile accordo: «passaporto» per i minori soltanto dal 30 settembre. Da noi invece Francesco Paolo Figliuolo vuole correre: «Vaccino agli over 12 per la scuola in presenza».Lo speciale contiene due articoli.In effetti era da qualche settimana che non sentivamo parlare di ritorno del fascismo e di minacce nere assortite. Ora ci possiamo rincuorare: le squadracce facinorose sono tornate, e ovviamente guidano le sommosse no vax. Come noto, sabato ci sono state manifestazioni contro il green pass in varie città italiane, e ieri abbiamo appreso dai giornali che a scendere in piazza sono stati pericolosi sovversivi, comandati - come ha titolato Repubblica in prima pagina - dalla «estrema destra. Chiaro: la regia occulta non poteva che essere fascista. Attenti però, perché esiste pure la regia occulta della regia occulta, e infatti non v'è quotidiano di regime che non sveli l'orrido piano: a incendiare gli animi contro il vaccino sono stati Giorgia Meloni e Matteo Salvini, i quali - nemmeno troppo segretamente - spalleggiano i no vax per trarne profitto elettorale. Ci sarebbero in ballo addirittura - dice Repubblica - 6 milioni di voti. Qualcosa però non torna: gli stessi quotidiani che gridano al fascio di ritorno ci informano che in piazza c'erano anche militanti dei centri sociali, movimenti di sinistra, esponenti della borghesia progressista torinese, studiosi di storia con tanto di laurea e specializzazione, un ex sottosegretario del governo Prodi... Che significa? Beh, che forse la platea del dissenso è leggermente più ampia di quanto i cari progressisti siano disposti ad ammettere. Questo dissenso merita di essere ascoltato, indagato. E, comunque lo si valuti, va in ogni caso rispettato. Invece assistiamo a una criminalizzazione costante che talvolta si manifesta con toni da autocrazia. Massimo Giannini, sulla Stampa, parla di «piazze anarcoidi e destrorse» (concetti che in teoria si escludono a vicenda), invita a reprime la «velenosa demagogia negazionista». Il suo giornale titola: «Nelle piazze il virus dei No pass». Prima Roberto Burioni dà dei «sorci» ai presunti no vax; poi Piergiorgio Odifreddi scrive che chi protesta è «senza cervello»; ora siamo alla riduzione del nemico politico a parassita. Appena più morbido, su Repubblica, Maurizio Molinari, che si limita a prendersela con i «populisti che aggrediscono la scienza». Ed è proprio questo il punto più interessante. I cantori della medicalizzazione, non potendo cancellare la contestazione, la riducono a somaresco raglio no vax. Eppure chi è sceso in piazza lo ha fatto, a essere precisi, per rifiutare il green pass. Ed è contro il green pass che si sono espressi Giorgia Meloni e pure Matteo Salvini. Quindi, a ben vedere, le critiche non sono mosse alla «scienza», che pure è passibile di discussione, ma a una misura tutta politica. Come facciamo a dire che sia politica? Ci basiamo su ciò che ci dicono gli scienziati. Ieri Il Messaggero ha riportato dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità riguardanti le terapie intensive. Fra i ricoverati, l'85% non è vaccinato, il 10,6% ha avuto una sola dose, il 4,3% due dosi. Che dobbiamo dedurne? Primo: anche i vaccinati si contagiano. Secondo: anche i vaccinati con due dosi - sebbene in casi molto molto rari - possono ammalarsi gravemente. Terzo: chi ha due dosi è più protetto di chi ha fatto una dose sola. Eppure, ai fini dell'ottenimento del green pass (almeno per ora, fortunatamente) non si fanno distinzioni fra chi ha avuto una dose e chi due. Per quale motivo? Perché il lasciapassare verde è il frutto di una mediazione politica. E se una misura è politica, opporsi è, per lo meno, legittimo. Ai sinceri democratici nostrani, tuttavia, l'opposizione non pare essere molto gradita. Dunque si prodigano per silenziarla e infamarla a costo, pensate un po', di manipolare… la scienza! Volete un esempio? Il Corriere della Sera ha affidato allo scrittore-scienziato Paolo Giordano il compito di smentire le «false credenze» dei «no green pass». Scrive Giordano: «La diceria che i vaccini non proteggano dall'infezione sta diventando il carburante preferito dell'esitazione vaccinale. Peccato che si basi su una falsità». La frase viene ripresa a caratteri molto visibili anche nella titolazione. Dunque al Corriere sono sicuri: non è vero che il vaccino non protegge dall'infezione. Eppure, nella tabella piuttosto confusa pubblicata proprio nella stessa pagina dell'articolo di Giordano, e basata su dati del Financial Times e dell'Iss, si legge che un non vaccinato e un vaccinato hanno la stessa probabilità (2%) di prendere il Covid con sintomi. Lo stesso Giordano, poi, spiega che, probabilmente, il vaccino abbatte meno la trasmissione della variante Delta rispetto alla Alfa. Ma allora che i vaccini non proteggano dall'infezione non è «una diceria», bensì un'evidenza. Chiaro: finora è evidente anche che i vaccini riducano notevolmente le probabilità di avere sintomi e di finire in ospedale. Però non azzerano i contagi. Eppure, uno dei principali quotidiani italiani insiste a trattare come «fake news» le più banali deduzioni basate sui dati. Pur di sostenere una visione ideologica, insomma, gli ottimi progressisti pervertono la scienza. 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Un compromesso tra le parti è stato annunciato infine nel tardo pomeriggio di ieri, anche se il testo finale della norma - secondo quanto anticipato da Le Parisien - è stato reso noto soltanto nella notte, quando La Verità era già andata in stampa. In base alle indiscrezioni disponibili ieri, il pass dovrebbe essere mantenuto per i centri commerciali di certe dimensioni, mentre il licenziamento per le persone sprovviste di lasciapassare dovrebbe essere abrogato. Dovrebbero saltare anche i provvedimenti penali per i ristoratori che non controlleranno i pass ai clienti. Il pass però «dovrebbe essere mantenuto per le terrazze di ristoranti e caffè», ha aggiunto Le Parisien. Una volta approvato il testo, il Consiglio costituzionale avrà otto giorni per esprimersi. Come accennato, era stato il Senato a chiedere delle esenzioni: non solo per terrazze, centri commerciali e attività di ristorazione all'aperto, ma anche per i minorenni: una misura, quest'ultima, che - nel momento in cui La Verità è andata in stampa - non era chiaro se fosse stata inclusa nel provvedimento finale. Secondo alcune indiscrezioni, per i minori ci sarebbe sì un'esenzione, ma solo fino al 30 settembre. Una misura che è stata sostenuta dai Républicains (del resto fatto salvo il caso di malattie pregresse sulla vaccinazione anti Covid per i giovanissimi si registrano dubbi anche in Germania e questo stesso giornale ha posto il problema negli scorsi giorni). Il governo italiano ciononostante è di altro avviso, visto che ha introdotto l'obbligo di green pass per chi ha dai 12 anni in su. «Per il benessere dei ragazzi è importante la scuola in presenza. Per far ciò bisogna portare a vaccinare gli insegnanti, il personale docente e non, ma anche i genitori devono portare i propri figli dai 12 anni in su a vaccinarsi», ha del resto dichiarato il generale Francesco Paolo Figliuolo ieri. Ma le proposte del Senato francese non si fermavano qui. La Camera alta aveva infatti approvato un emendamento - avanzato dalla senatrice socialista Laurence Rossignol - per consentire ai sedicenni e ai diciassettenni di vaccinarsi anche senza il consenso dei genitori. In tutto questo, secondo Le Parisien, «i senatori vogliono anche posticipare dal 30 agosto al 15 settembre l'entrata in vigore di questo pass per i luoghi pubblici, sia per il personale che per gli utenti». La Camera alta proponeva anche un allentamento alle misure di isolamento a cui devono essere sottoposti i malati e puntava inoltre a condizionare l'estensione del lasciapassare al ripristino dello stato di emergenza sanitaria fino al 31 ottobre. In questo quadro, i senatori chiedevano che il controllo del pass fosse effettuato esclusivamente da persone «autorizzate». Ricordiamo che, sebbene la maggioranza relativa del Senato sia repubblicana, è altrettanto vero che, come abbiamo visto, le modifiche al provvedimento non sono arrivate soltanto da destra. Lo stesso segretario di Stato per la protezione dei minori, il macroniano Adrien Taquet, si è infatti lamentato, parlando polemicamente di «coalizione eterogenea». Sulla situazione complessiva pesano d'altronde fattori di varia natura: dalla variante Delta alle tensioni sociali, per arrivare all'imminente campagna elettorale in vista delle prossime presidenziali.
Donald Trump e Maria Corina Machado (Ansa)
L’incontro alla Casa Bianca fra Donald Trump e Maria Corina Machado ha riportato l’attenzione del mondo su cosa sta accadendo in Venezuela. La leader dell’opposizione del paese sudamericano ha consegnato al presidente statunitense il premio Nobel per la Pace, un gesto che ha favorevolmente colpito il tycoon americano.
La Machado ha definito l’incontro come un dialogo molto positivo ed eccellente, ricevendo dall’inquilino della Casa Bianca molti complimenti, ma poca concretezza. Del resto Trump aveva spesa parole molto lusinghiere sulla nuova presidente Delcy Rodríguez, che Maria Corina Machado ha pubblicamente definito come una comunista, principale alleata del regime russo, cinese e iraniano, ribadendo di essere convinta che in Venezuela ci sarà presto una transizione ordinata. La Nobel per la Pace ha continuato sostenendo che Caracas sta vivendo una fase in cui il cartello della droga si contrappone alla giustizia, e la figura di Rodríguez rappresenterebbe la continuità di un sistema illegittimo.
Nonostante la pubblica soddisfazione da parte della Machado, alcuni importanti rappresentanti dell’opposizione restano dubbiosi sul futuro venezuelano. Delsa Solorzano è leader del partito Encuentro Ciudadano, che fa parte della coalizione Plataforma Unitaria che ha sostenuto la candidatura di Edmundo Gonzalez Urrutia alle presidenziali. «Il ritorno di Maria Corina Machado non credo che sarà imminente, in troppi in Venezuela hanno interesse a tenerla lontana. La situazione rimane molto complicata, noi stiamo lottando per la liberazione di tutti i prigionieri politici. Attivisti e rappresentanti dei nostri partiti restano in carcere e per ora sono stati liberati soprattutto gli stranieri per accontentare le nazioni estere, ma serve un cambiamento radicale. Gli Usa non possono fare affari con una persona sulla quale hanno messo una taglia da 50 milioni di dollari come il ministro degli Interni Diosdado Cabello».
Andres Avelino Alvarez è un deputato del Partito socialista unito del Venezuela, che aveva come leader Nicolas Maduro, ed è vicepresidente dell’assemblea parlamentare di Caracas. «Noi vogliamo l’immediata liberazione di Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores che sono stati rapiti dagli statunitensi. Noi deputati abbiamo votato una risoluzione che condanna l’atto violento e terroristico che è costato la vita a centinaia di nostri concittadini e ha portato via il presidente del Venezuela. Le elezioni dell’estate del 2024 si erano svolte regolarmente e io lo so bene avendo partecipato attivamente» spiega Alvarez. «Tuttavia devo ammettere che il presidente ultimante era cambiato ed era diventato un problema per i nostri rapporti con tante nazioni, compresi gli Stati Uniti. Washington è uno storico partner commerciale del Venezuela e adesso abbiamo semplicemente riattivato vecchi accordi. Tutti i parlamentari venezuelani hanno appoggiato Delcy Rodriguez come nuova presidente perché la nazione ha bisogno di una guida. La nostra nuova presidente è riconosciuta dal popolo venezuelano come una donna intelligente, capace, una manager di alto livello e un simbolo delle donne venezuelane che gode di un ampio sostegno, con un indice di gradimento superiore al 90% tra il popolo venezuelano. La presidente ha subito destituito Alex Saab dall'incarico di ministro delle Industrie e della Produzione Nazionale, già arrestato negli Stati Uniti e personaggio controverso». Secondo il deputato del Partito socialista unito del Venezuela «Maduro aveva voluta la Rodriguez come vicepresidente per otto anni e lei rappresenta la continuità con la rivoluzione bolivariana. Il nostro governo ha commesso degli errori, ma stiamo ponendo rimedio agli eccessi che ci sono stati. La violenza non è mai la soluzione, nemmeno quella di Washington che ha bombardato una nazione sovrana come il Venezuela».
Il deputato bolivariano ci tiene a sottolineare come i recenti fatti non abbiano sconvolto l’ordine della sua nazione. «Il governo resta ancora operativo e la nuova presidente sta amministrando molto bene, molti prigionieri politici sono stati già liberati e adesso dobbiamo parlare anche con l’opposizione. Il rilascio dei prigionieri politici, non solo di quelli condannati per atti terroristici, fa parte di un percorso e dimostra che la Rivoluzione Bolivariana è stata molto benevola e ha sempre operato in un quadro di ricerca della pace e di vera democrazia mantenendo una porta aperta al dialogo. Questa porta è stata aperta per oltre 25 anni e oggi rimane più aperta che mai».
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