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Trump alza la voce con il Cremlino:  «Tregua o conseguenze devastanti»

Trump alza la voce con il Cremlino:  «Tregua o conseguenze devastanti»
Donald Trump (Ansa)
  • Mosca resta cauta sulla proposta di cessate il fuoco uscita dai colloqui di Gedda, ma il tycoon preme forte: «Dite sì o ci saranno nuove sanzioni». In cambio di disponibilità, Washington aiuterebbe la Russia in Siria.
  • Nonostante le recenti mattanze degli sgherri del nuovo governo, l’Ue ospiterà il ministro degli Esteri di Al Jolani in un evento in cui si vaneggia ancora di «transizione inclusiva».

Lo speciale contiene due articoli.

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Addio a Gino Paoli, maestro della canzone d'autore italiana
Gino Paoli (1934-2026)

Il cantautore aveva 91 anni. Con le sue canzoni fu protagonista dei ruggenti anni Sessanta. Esponente di spicco della «scuola genovese», lanciò Lucio Dalla e Fabrizio De André.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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La sconfitta del Sì al referendum è una occasione persa per sanare le storture della giustizia ed è un segnale per in centrodestra: ora bisogna concentrarsi sui temi che stanno a cuore agli elettori

Il presidente inizia a trattare quando gli interessi sul debito americano, giunto a 39 trilioni di dollari, arrivano al 4,5%. È successo un anno fa sui dazi. A farne le spese pure i nostri Btp, cresciuti oltre il 4% prima delle aperture all’Iran, con lo spread in zona 100.

Quattro virgola cinquanta per cento. Questa percentuale è quella chiave per capire le mosse di Donald Trump e quindi dei mercati. Questa famoso 4,5% è l’interesse pagato dal Tesoro americano sulla montagna di debito su cui siedono gli Stati Uniti. Sopra questa soglia, il mercato giudica insostenibile la gestione del rosso federale.

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Petrolio, rinnovabili, missili e droni: la guerra è un grande regalo alla Cina
Xi Jinping (Ansa)
Il conflitto era iniziato anche per ostacolare le forniture di Xi Jinping, ma le petroliere verso Pechino sono tra le poche a transitare. I gruppi green (Catl, Byd) guadagnano e le terre rare asiatiche per la difesa diventano essenziali.

I reali motivi che hanno spinto Netanyahu e Trump ad attaccare l’Iran probabilmente non li conosceremo mai, meno mistero c’è invece intorno agli obiettivi geopolitci dell’Operation Epic Fury, l’operazione Furia Epica scatenata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso.

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