2025-10-09
Piano per tagliare l’Irpef al ceto medio. Allarme dei tecnici: col riarmo più debiti
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Manovra, si punta a chiudere per il 15. Giorgetti striglia le banche: «Fanno mega profitti senza prendersi rischi».L’obiettivo è chiudere la manovra, insieme al Documento programmatico di bilancio, entro il 15 ottobre. Conclusa la serie delle audizioni, domani il governo incontrerà i sindacati e lunedì prossimo, poco prima del consiglio dei ministri sulla legge di Bilancio, vedrà i rappresentanti delle aziende. Un tour de force prima della partenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla volta di Washington dove è atteso dal 15 al 17 ottobre per impegni del Fmi. Ieri un vertice di maggioranza con il premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, insieme al ministro Giorgetti, ha fatto il punto sulle misure.Il governo ha scelto la strada della prudenza, privilegiando la stabilità dei conti pubblici e quindi il rientro del deficit nei binari indicati da Bruxelles e l’abbattimento del debito che è ancora alto. Il che vuol dire che ci sono «spazi molto stretti» come ha detto la Corte dei conti per misure espansive, compresa la riduzione della pressione fiscale sul ceto medio, il sostegno agli investimenti e agli incentivi chiesti dalle imprese e la salvaguardia della spesa sanitaria. Ma Giorgetti assicura che ci sono i margini per abbassare le tasse. La tesi del ministro, in risposta alle accuse da sinistra di premiare i furbetti, è che «se diamo fiato a chi è sommerso dalle cartelle, forse non uccidiamo l’impresa e questa può continuare a contribuire». Per la rottamazione ci sarebbe un ridimensionamento rispetto all’ipotesi iniziale: si andrebbe da 120 rate in 10 anni a una rateizzazione su 8 o 9 anni con un versamento minimo di 50 euro. Sarà rinnovata di sicuro l’Ires premiale (scade quest’anno) per l’imprenditoria che fa utili e investe in occupazione e innovazione.Il pilastro della manovra da 16 miliardi di euro saranno gli aiuti al ceto medio tramite la rimodulazione dell’Irpef, punto su cui il premier Giorgia Meloni dice di voler «dare un segnale». Se finora «ci siamo concentrati su redditi medio bassi, parlare del ceto medio significa parlare della fascia che arriva ai 50.000 euro». A questa spetterebbe il taglio dell’Irpef dal 35% al 33%, anche se Forza Italia vorrebbe includere anche i redditi fino a 60.000 euro.Sul tavolo la conferma del congedo parentale facoltativo all’80% dello stipendio per tre mesi dopo la fine di quello obbligatorio. Resta in campo inoltre l’ipotesi di applicare il quoziente familiare ai nuclei che hanno almeno due figli. Vanno poi ripensati gli incentivi alle imprese perché quelli legati al Pnrr sono in scadenza. Tra i temi caldi c’è l’aumento dell’età pensionabile. Per bloccare l’innalzamento automatico di 3 mesi che scatta dal 2027, servono 3 miliardi a regime. I tecnici stanno pensando a diverse ipotesi per rendere meno onerosa la misura: dal blocco dell’aumento solo per chi ha già compiuto 64 anni che avrebbe un costo di 1,5 miliardi il primo anno e di 2 miliardi a regime, allo scatto di solo un mese nel 2027 e di uno o due nel 2028.Anche se il governo ha dimostrato di voler procedere con cautela, consapevole delle scarse risorse, dalla Banca d’Italia arriva il richiamo a fare attenzione alle coperture delle misure che devono essere «chiare e credibili». Nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e statistica di via Nazionale, ha sottolineato che il Documento programmatico di finanza pubblica «non include informazioni sufficienti per avanzare valutazioni sulle singole misure». In ogni caso, ha aggiunto, «gli interventi di copertura dovranno essere certi». Sull’aumento delle spese per la difesa nel prossimo triennio, fino a 0,5 punti di Pil in più nel 2028, Bankitalia ha poi chiesto «misure correttive ulteriori». Brandolini ha sottolineato che «in assenza di misure correttive ulteriori rispetto alla manovra, una maggiore spesa per la difesa condurrebbe a una dinamica più sostenuta rispetto a quanto programmato». Con le spese per la Difesa «il debito alla fine del periodo è circa 7,5 punti e mezzo in più di quanto sarebbe stato in assenza», ha sottolineato invece la presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari.Nell’ambito della manovra, anche quest’anno si parla poi di chiedere un aiuto al sistema bancario. «Le banche fanno mega profitti e per me devono tornare a fare le banche», ha detto Giorgetti. «La banca nasce per prendere i risparmi, depositi e prestarli all’economia reale e in questo modo fa anche un’attività meritoria. Il problema è che oggi tanti istituti fanno enormi profitti non facendo queste attività ma gestendo la ricchezza. Oggi tra l’altro molti prestiti vengono erogati solo se c’è la garanzia dello Stato, che deve mettere la garanzia dell’80% del prestito che viene erogato, quindi fare la banca non assumendosi i rischi: quando c’è da prendere gli interessi attivi se li prendono loro, quando c’è la perdita se la deve prendere lo Stato». Il governo punta sull’impatto a lungo termine di riforme e investimenti. Il Dpfp dedica un’ampia sezione alla valutazione dell’effetto di queste misure sulla crescita potenziale del Paese.