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Paralisi dopo Pfizer: ottiene indennizzo a vita
(Imagoeconomica)
Ministero della Salute condannato a versare un assegno bimestrale da 1.600 euro a un siciliano di 58 anni. L’uomo, dopo la seconda dose fatta nel 2021, non muove più un braccio. Il legale: «Il dicastero rigetta a tappeto le domande e fa di tutto per negare il rimborso».

Il giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento, Pietro Mastrorilli, ha condannato il ministero della Salute a corrispondere l’indennizzo a un cinquantottenne con il braccio paralizzato dopo due dosi di vaccino Pfizer. «La domanda va accolta sulla scorta della verosimile probabilità, quanto meno di un nesso concausale e per l’effetto», si legge nella sentenza del 15 gennaio scorso.

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Il legale di Francesca, morta da vaccino: «La Procura indaghi su Speranza & C.»
Roberto Speranza e Francesca Bertorello (Ansa)
La difesa dice no alla richiesta di archiviazione e cita i filmati del Cts resi noti dalla «Verità»: «Astrazeneca andava bloccato».

«Vogliamo che i componenti del Cts rispondano penalmente. Dovevano bloccare la somministrazione di Astrazeneca al di sotto dei 60 anni», dichiara l’avvocato Federico Bertorello. Gli articoli e gli audio pubblicati dalla Verità sono alla base dell’opposizione alla richiesta di archiviazione, presentata lo scorso 4 dicembre dalla Procura di Genova, nel procedimento penale a carico di ignoti per la morte, il 4 aprile 2021, di Francesca Tuscano, colpita da trombosi cerebrale con crollo delle piastrine dopo la somministrazione di Astrazeneca.

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Ai giovani fu imposto l’mRna, una ragazzina può scegliere il sesso
iStock
Una tredicenne ha piena consapevolezza nel dirsi un maschio, ma col Covid agli adolescenti non fu data autonomia decisionale.

Un po’ tutti siamo andati lì con la mente, ad accoppiare la decisione del giudice che a La Spezia ha consentito a una bambina di 13 anni di cambiare sesso e diventare maschio, accogliendo il ricorso dei genitori, e la decisione di due tribunali che hanno invece sospeso la potestà genitoriale alla cosiddetta famiglia nel bosco respingendo l’istanza di mamma e papà.

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Dieci bimbi morti a causa dei vaccini Covid
Vaccino (Getty)
L’agenzia del farmaco Usa ammette il decesso di minori per via delle miocarditi indotte dai preparati a mRna (prima i dati erano stati nascosti). E annuncia un cambio di paradigma: basta prodotti approvati in automatico. Ira della cupola scientista.

Stanno facendo discutere e creano non poche preoccupazioni nelle aziende farmaceutiche, anche fuori dagli Stati Uniti, le dichiarazioni di Vinay Prasad, direttore della divisione vaccini della Food and drug administration (Fda), che venerdì in una nota interna rivolta al personale dell’agenzia ha sostenuto che «non meno di dieci» dei 96 decessi infantili segnalati tra il 2021 e il 2024 al Vaccine adverse event reporting system (Vaers), il sistema federale di segnalazione degli eventi avversi da vaccino, erano «correlati» alle somministrazioni di dosi contro il Covid.

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Rimane invalida a 18 anni dopo Pfizer: «Nessuno si prende responsabilità»
Nei riquadri, Letizia Martina prima e dopo il vaccino (IStock)
Letizia Martini, oggi ventiduenne, ha già sintomi in seguito alla prima dose, ma per fiducia nel sistema li sottovaluta. Con la seconda, la situazione precipita: a causa di una malattia neurologica certificata ora non cammina più.

«Io avevo 18 anni e stavo bene. Vivevo una vita normale. Mi allenavo. Ero in forma. Mi sono vaccinata ad agosto del 2021 e dieci giorni dopo la seconda dose ho iniziato a stare malissimo e da quel momento in poi sono peggiorata sempre di più. Adesso praticamente non riesco a fare più niente, riesco a stare in piedi a malapena qualche minuto e a fare qualche passo in casa, ma poi ho bisogno della sedia a rotelle, perché se mi sforzo mi vengono dolori lancinanti. Non riesco neppure ad asciugarmi i capelli perché le braccia non mi reggono…». Letizia Martini, di Rimini, oggi ha 22 anni e la vita rovinata a causa degli effetti collaterali neurologici del vaccino Pfizer. Già subito dopo la prima dose aveva avvertito i primi sintomi della malattia, che poi si è manifestata con violenza dopo la seconda puntura, tant’è che adesso Letizia è stata riconosciuta invalida all’80%.

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