La Verità

TELEMELONI

Creano precari e incolpano la destra

La Rai «meloniana» mira a stabilizzare nelle «Tgr» i giornalisti presi in era Letta, Renzi e Conte, specie a Rai 3. I progressisti alzano le barricate. E Ranucci dà i numeri.

Davvero la destra non sa fare di più?

Non lamentiamoci dei comizi di Robertaccio: si costruiscano alternative di qualità. Non ci si può accontentare della corsa alle poltrone e di un Sanremo spoliticizzato.

Il governo molli la cultura se vuole durare

Alla Fiera del libro di Francoforte ci sono gli alfieri del controcanto al «regime», sulle nomine la controffensiva della destra non c’è. Seguiamo l’esempio della Dc: spariamo dal settore, lasciamolo ai progressisti. Meglio impegnarsi su temi economici e internazionali.

Berlinguer contro Fazio e «Report»

Le novità dei palinsesti Mediaset: striscia quotidiana per Del Debbio, torna Giacobbo con «Freedom». A Cologno sbarca la Leotta per condurre «La talpa». Restano i reality.

«Telemeloni» esiste solo sui social

Il premier ribattezza così la sua rubrica online per sbeffeggiare il Pd, che si lamenta dello spazio dato al centrodestra in Rai. Dimenticandosi di tutte le sue lottizzazioni.

«Macché TeleMeloni, la Rai è piena di woke»

L’esperto ed ex consigliere della tv pubblica Alberto Contri: «A parte un po’ di fisiologico allineamento governativo come abbiamo sempre visto, i giornalisti attivi sono i soliti. E i contenuti progressisti fioccano. Comprese alcune allarmanti derive transumaniste».