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L’economia cala ma i tassi saliranno
Christine Lagarde (Ansa)
L’indice Pmi della produzione dell’Eurozona scende a 48,8. Malgrado la contrazione in atto, la Bce è pronta ad alzare il costo del denaro. Cipollone: «Scenario cambiato».

La crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente comporta due possibili conseguenze dense di rischi: da un lato una crescita dell’inflazione, legata all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei trasporti che si riflette sui prezzi al consumo. Dall’altra il rallentamento della crescita economica, con l’incubo che possa addirittura trasformarsi in recessione.

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Lagarde da paura: «Abbiamo discusso l’aumento dei tassi. Prezzi ancora su»
Christine Lagarde (Ansa)
Per ora resta invariato il costo del denaro, ma per giugno si prevede una stretta. Anche la politica monetaria rema contro.

La scena, a volerla guardare senza fretta, sembra girata a teatro: la Bce lascia i tassi al 2% e apparentemente non succede nulla. Sipario immobile, orchestra in silenzio. Pubblico che aspetta senza tossire. Ma dietro le quinte si intravede il vero spettacolo. Perché dietro il voto «all’unanimità» rassicurante come un semaforo in piena notte, si è consumato dell’altro.

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Da inizio guerra i tassi per i prestiti immobiliari (Euribor ed Eurirs) sono cresciuti di 0,15-0,18 punti. Ecco il peso su finanziamenti da 200.000. I future vedono altri rialzi.

È la settimana delle banche centrali - oggi tocca alla Fed e giovedì alla Bce - con decisioni che al momento sembrano pressoché scontate. Vista la spinta inflazionistica che arriva dal Golfo Persico, sia Christine Lagarde sia un Jerome Powell alle sue penultime battute dovrebbero lasciare i tassi così come sono.

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Donald Trump vuole imporre un tetto del 10% agli interessi sulle carte usate dalle famiglie. La misura potrebbe far risparmiare 100 miliardi agli americani e le banche tremano. Cosa succederebbe se si adottasse in Italia, dove i tassi medi sono al 15,77%?

Donald Trump lancia l’idea: un tetto del 10% agli interessi sulle carte di credito revolving, quelle che ti permettono di rateizzare i pagamenti. Negli Stati Uniti, dove i tassi medi sono intorno al 20% e possono arrivare al 30%, Wall Street trema, i titoli bancari scendono e gli analisti parlano di credito razionato, profitti erosi e consumi a rischio. JP Morgan si è detta pronta a tutto per tamponare la proposta che, secondo la Casa Bianca, dovrebbe entrare in vigore il 20 gennaio e che, stando alle stime della Vanderbilt Policy Accelerator (centro di ricerca dell’Università di Vanderbilt), farebbe risparmiare alle famiglie americane qualcosa come 100 miliardi di dollari annui. Ma la vera domanda è un’altra: che cosa succederebbe se una misura del genere venisse applicata in Italia?

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Obbligazionario incerto a ottobre. La Fed taglia il costo del denaro ma congela il Quantitative Tightening. Offerta di debito e rendimenti reali elevati spingono gli operatori a privilegiare il medio e il breve termine.
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