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Nel 2025 i mutui a tasso variabile hanno visto un calo medio delle rate, mentre i fissi sono lievemente aumentati. Gli esperti sottolineano che la scelta dipende dal profilo del mutuatario e dalle proprie esigenze di rischio e stabilità.

Il bilancio dell’anno, anche dopo l’ultima decisione della Bce di lasciare i tassi invariati, racconta una dinamica chiara: chi ha un mutuo a tasso variabile ha visto (o sta vedendo) un alleggerimento delle rate, mentre sul fronte dei fissi le condizioni si sono leggermente irrigidite.

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Dimmi La Verità | Tobia De Stefano: «Paradosso: i tassi di interesse scendono ma il costo dei mutui sale»

Ecco #DimmiLaVerità del 12 novembre 2025. Il nostro esperto di economia Tobia De Stefano spiega il paradosso dei tassi di interesse che scendono ma il costo dei mutui sale.

L’Abi: ad agosto l’interesse medio sui prestiti per l’acquisto della casa sale al 3,31% nonostante i tagli dei tassi Bce. Sileoni (Fabi): «Si è inceppata la trasmissione della politica monetaria». Pesano l’aumento del costo del debito transalpino e le maxi spese di Merz.
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Le offerte bancarie vedono il variabile in vantaggio sul fisso, spinto dai tagli Bce. Gli esperti raccomandano di valutare profilo e reddito prima di scegliere: la rata fissa costa di più ma tutela dalle oscillazioni.

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Le banche raccolgono i frutti della propaganda ecologista: mutui green saliti del 400%
Ursula von der Leyen (Ansa)
Rilevazione di Bnp Paribas: un italiano su due ha previsto interventi sulla casa. E Bruxelles dà alle Ong la possibilità di contestare i sussidi nazionali «inquinanti».
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