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La spiaggia di Punta dell'Olmo. Nel riquadro, l'assessore Alessandro Bozzano
Alessandro Bozzano, il consigliere regionale che compare nelle intercettazioni, rivela: «Iter impossibile, l’ho anche spiegato all’uomo di Spinelli».
C’è un capo d’accusa che i giornali della vulgata stanno propagandando come uno dei più pesanti nei confronti del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che, in realtà, potrebbe essere il primo a sgonfiarsi. Nell’ordinanza di custodia cautelare l’hanno rubricato al capo «Q» delle imputazioni. È un’accusa di corruzione che è stata così riassunta: «Toti, in qualità di presidente della Regione Liguria e quindi di pubblico ufficiale, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso per l’esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri e per compiere atti amministrativi illegittimi accettava da Aldo Spinelli e da Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti». E tra gli atti contrari avrebbe dovuto «trovare una soluzione per la trasformazione della spiaggia libera di Punta dell’Olmo a privata».
Il protagonista incolpevole di questa vicenda è un consigliere regionale, Alessandro Bozzano, eletto con Cambiamo con Toti presidente, già sindaco di Varazze. È citato in un’intercettazione agli atti. Il primo settembre del 2021 Toti è sullo yacht di Aldo Spinelli, che è insieme al figlio Roberto. Bozzano, invece, è in moto e con il casco in testa. Il suo cellulare squilla. È il governatore. Lui si ferma in una piazzola di sosta e risponde. Toti, secondo gli inquirenti, dopo aver comunicato di essere a pranzo con la famiglia Spinelli, avrebbe «sollecitato Bozzano a trovare una soluzione per la spiaggia di Punta dell’Olmo e al cospetto degli imprenditori presenti» avrebbe precisato «la volontà di trasformare la destinazione della spiaggia». Le parole intercettate sono queste: «Ci mettiamo lì... ma razionalizziamo le delibere che ci sono attrezzate, accorpiamo, spostiamo». Bozzano avrebbe replicato che la possibilità di trasformare la spiaggia rientrava nelle competenze della Regione. E Toti avrebbe spiegato il progetto dell’imprenditore e i passaggi per realizzare gli obiettivi degli Spinelli con queste parole: «In realtà lì diventerà una concessione, ma tanto mettiamoci un piede dentro e poi vediamo». E a quel punto Toti avrebbe indicato al consigliere regionale «quale soggetto referente» il suo «amico Roberto», ovvero Spinelli. Infine avrebbe fissato un incontro in Regione al quale, secondo l’accusa, avrebbero dovuto partecipare Spinelli, tale Marco (identificato dagli investigatori nell’assessore Marco Scajola) e il nuovo dirigente del Demanio, per vedere «che cosa si può tirare fuori». Il passaggio clou è questo. Bozzano avrebbe delineato, secondo l’accusa, «una serie di possibili soluzioni alle quali poter ricorrere» e tra queste la possibilità «di mettere nel computo delle spiagge libere quella di Viale Europa», un tratto di costa occupata da scogli. Fin qui l’accusa.
Bozzano, contattato dalla Verità, però, liquida la telefonata con Toti in questo modo: «Non è che mi sono messo lì a spiegare, perché la richiesta non era liquidabile al volo, inoltre avevo già chiaro che non era una sollecitazione attuabile». Nella telefonata, infatti, dice in modo chiaro: «Gio’, ascoltami, non puoi farlo». E fa una premessa: «Quella spiaggia è per buona parte una discarica risalente alla costruzione delle autostrade. Toti mi chiese «si può fare qualcosa?». Io no non l’ho detto a lui, ma l’ho detto successivamente a questi signori». Ovvero a chi aveva interessi su quella spiaggia. «Con Roberto», spiega Bozzano, «non c’è stato un incontro, né con nessuno degli Spinelli». E i fatti sarebbero andati in questo modo. Non Spinelli, ma Giorgio Sacchi, amministratore della società Punta dell’olmo Spa, il cui amministratore unico è Aldo Spinelli mentre il capitale sociale è interamente detenuto da Roberto, contatta la segretaria del consigliere regionale. Era fine luglio. «Ma ad agosto la Regione era chiusa», ricorda Bozzano, «e l’incontro è stato rinviato a settembre. Era un giorno in cui c’era il Consiglio regionale e io ho ricevuto questo Sacchi, ma non l’ho trattenuto a lungo». Sacchi, secondo Bozzano, gli avrebbe chiesto un parere: «Mi ha detto che aveva dei problemi di sicurezza su quel pezzo di litorale e voleva sapere se secondo me era possibile ottenere direttamente la gestione della spiaggia. Io gli ho risposto di no. Una spiaggia deve passare attraverso un procedimento di evidenza pubblica. Poi gli ho detto anche “si metta l’anima in pace, perché il Comune di Varazze ha una percentuale, e me lo ricordo da quando ero sindaco, di circa il 23 per cento di rapporto tra lidi liberi e dati in concessione. Le libere e le libere attrezzate sono il 23 per cento. Fino a quando la percentuale non salirà al 40 per cento non si potrà affrontare il discorso”». Fatta questa premessa avrebbe liquidato Sacchi con un «si metta il cuore in pace e risparmi le marche da bollo». Il consigliere aggiunge: «Quando l’ho spiegato a Sacchi lui ha capito subito. Gli ho detto “tu puoi avere anche problemi di sicurezza, ma dovrai risolverli in un altro modo”». In sostanza la Punta dell’olmo Spa aveva costruito una struttura immobiliare proprio al di sopra della spiaggia-discarica. Lì d’estate c’è chi si ferma a dormire all’aperto, chi la usa come area di sosta per i camper. E Sacchi, e quindi gli Spinelli, avrebbero avuto l’idea di acquisire la spiaggia per attrezzarla, risolvendo così anche gli asseriti problemi di sicurezza. Ma oltre agli impedimenti della legislazione regionale incombeva pure l’ombra della direttiva Bolkestein. Spiega ancora Bozzano: «Con la Bolkestein tutte le spiagge devono andare a gara. Inoltre, ora le concessioni vanno azzerate e quindi i Comuni dovranno rispettare la percentuale del 40 per cento». E l’appuntamento in Regione al quale l’aveva invitato Toti? «Quell’incontro lì», afferma in modo fermo Bozzano, «con Marco e la Valeria per la roba del Demanio non c’è mai stato». Ma c’è un altro dato, che risulta particolarmente rilevante: il 5 di settembre, giorno in cui Bozzano ha deluso le aspettative di Sacchi, è ben precedente all’8 di ottobre e ai due bonifici (che sarebbero la pistola fumante della corruzione di Toti, ndr).
Quindi, o Sacchi non ha detto niente a Spinelli oppure i suoi referenti hanno raccontato delle bugie. E su delle bugie potrebbe reggersi quindi il capo «Q» dell’accusa. Uno dei più gravi, stando ai giornaloni.
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Son Bou - Minorca (iStock)
Da Falassarna a Creta a Fistral in Cornovaglia e Son Bou a Minorca: ecco un breve tour su alcune delle spiagge più belle e meno battute dal turismo di massa.
Agosto fa rima con mare e non per forza con quello italiano. Una volta battute le coste nostrane, chi ci vieta di andare alla ricerca di un altro modo di fare vacanza, magari al di fuori dei confini nazionali?
Il Mediterraneo fa gola a tutti, non solo ai connazionali. Si pensi ai nordeuropei, che da sempre battono il nostro perimetro alla ricerca di luoghi assolati, al punto da “accontentarsi” persino dei laghi del nord per non spingersi troppo in là. Ma se per una volta facessimo a cambio? Se per un anno evitassimo le nostre spiagge, belle ma affollatissime, per dirigerci verso altri lidi, talvolta dai colori meno sgargianti?
Il mare del nord non avrà l’allure dei nostri fondali, ma il fascino che sprigionano le sue coste ha un sapore diverso, adatto a palati che non fanno del trio sole-mare-amore il proprio obiettivo.
Oltretutto, se si opta per il nord si evitano le temperature bollenti del mese, alla ricerca di climi più clementi, almeno in questo periodo dell’anno.
Non solo Nord Europa, però: il sud del continente può vantare spiagge perfette per gli amanti del bagno a tutti i costi, che però sentono il bisogno di evadere dai soliti paesaggi. Non si pensi tanto a posti come Ibiza e Maiorca (validissime alternative), quanto alle scogliere del Portogallo o alla Turchia, ma anche a quegli angoli greci o spagnoli meno presi d’assalto.
Come sempre, quindi, a interessarci sono le zone meno battute sia del Belpaese che al di fuori e non per fare gli originali a tutti i costi, ma per amore della scoperta di ciò che fuoriesce dai confini delle classiche cartoline.
Si dice che il mare più bello d’Europa, per esempio, si trovi in Turchia: la spiaggia più fotografata del Paese è la Blue Lagoon di Ölüdeniz, a sud-ovest. Nonostante questo, non è ancora – per sua fortuna – al centro di azioni di marketing aggressivo.
C’è poi la Corsica, che con le sue spiagge – come quella di Saleccia – può essere annoverata tra i paradisi mediterranei d’Europa.
E St. Ives, in Cornovaglia? La sua bellezza discreta e tutta britannica non lascia indifferenti, nonostante non sia esattamente caraibica. L’ampiezza di questo tratto di costa, modificato continuamente dalle maree, non farà rimpiangere i frizzi e i lazzi tipici delle vacanze italiane.
Anche l’Albania può essere considerata per una vacanza diversa dal solito maq, allo stesso tempo, piuttosto familiare: da qualche anno a questa parte spiagge come Ksamil cominciano a essere prese d’assalto, ma ci sono luoghi ancora poco considerati e a prezzi più che accessibili.
A proposito di luoghi economici, merita una menzione Sunny Beach, in Bulgaria. Non è esattamente l’ideale per chi cerca la tranquillità, ma lo è sicuramente per tutti quei giovani che sono desiderosi di una movida più a buon mercato.
Quanto alla Francia, non esiste certo solo la Costa Azzurra. Si pensi a Port-Vendres, nella Costa Vermiglia. Questo grande porto commerciale è famoso per le imbarcazioni cariche di frutta provenienti dall’Africa. Qui è possibile godere di un’atmosfera delicata e tipicamente francese e da qui si può partire per raggiungere tutta una serie di zone da favola.
Quelli appena citati sono solo alcuni esempi di come trascorrere le ferie d’agosto in maniera un po’ diversa dal solito. Ché, nonostante le vacanze all’italiana come le abbiamo conosciute attraverso film come Sapore di Mare siano ormai passate di moda, è rimasto l’immaginario comune che vede il relax a forma di un ombrellone a righe o di un bacio romantico sulla battigia.
Andando oltre, c’è molto di più. A seguire, alcuni consigli in giro per l’Europa, tutti testati in prima persona.
Grecia: Falassarna - Creta

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Non si può certo dire che Creta sia un’isola deserta o poco raggiungibile, ma forse rimane – delle isole greche – una delle più defilate, sia per la sua vicinanza alle coste africane che per la sua ampiezza, che lascia grandi margini di libertà. Non bastano infatti due settimane per girarla da cima a fondo ed è più probabile che si debba optare per una o due zone selezionate se si è alla ricerca di relax e non di una vacanza esplorativa.
Falassarna (Phalasarna) si trova a occidente ed è un po’ meno patinata delle vicine quanto celebri Balos ed Elafonissi. Per una pausa davvero rigenerante è bene informarsi prima sui venti, che a Creta arrivano da ovest, rendendo talvolta impossibile rilassarsi su alcune spiagge. Ma se si azzecca il momento giusto, Falassarna si offre in tutta la sua bellezza: oltre a essere una spiaggia lunga e ampia, gode di acque limpide e pulite, ancora più belle all’ora del tramonto. L’ideale è fermarsi a guardare il sole sparire all’orizzonte con un cocktail o un caffè freddo tra le mani. Facile: sulla spiaggia c’è il lounge bar “Bird away”.
Una parte della spiaggia è occupata da sdraio e ombrelloni (mai troppo colorati), ma le sue dimensioni sono perfette anche per chi è in cerca di natura selvaggia.
Non stupitevi se sentirete parlare male dei turchi da queste parti: è una storia vecchia come il mondo. Nonostante i vecchi dissapori con il Paese vicino, qui l’ospitalità regna sovrana, riempiendo le crepe di un’isola che ha sofferto.
Non stupisca nemmeno il fatto che Falassarna è un’area protetta: la zona è infatti ricca di fauna, a dimostrazione della predominanza incontrastata della natura.
Ma cosa vedere, oltre a questa bellissima spiaggia? La vicina cittadina di Kissamos non ha bellezze particolari, ma è sicuramente una perfetta base di appoggio per coloro che abbiano intenzione di trascorrere le vacanze da queste parti. Se si ha voglia di affrontare la ressa di agosto, allora sono consigliate anche Balos ed Elafonissi, spiagge da cartolina di quest’isola selvatica.
A rendere speciale la prima è un istmo che la collega alla terraferma, mentre la seconda spicca per la sabbia rosa e la tartaruga caretta-caretta, che qui ha messo radici, pur facendosi vedere di rado.
Dormire
- Secreto Studios, Ethnikis Antistaseos 2, Kissamos: splendido appartamento sito in una stradina a 700 metri dal mare. Impagabile cenare sul terrazzo;
- Aqua Marine, Falasarna: a 300 metri dalla spiaggia, ha camere e appartamenti con vista mare e giardino.
Mangiare
- ALEA, Phalasarna 734 00: ottimi gli spiedini di pollo e di maiale;
- Adam restaurant and apartments, Φαλασαρνης, Χανιά 734 00: taverna a pochi passi dalla spiaggia, dove assaggiare la tipica cucina cretese.
Gran Bretagna: Fistral - Cornovaglia

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È amata dai surfisti (qui si svolgono gare a loro dedicate), ma non solo: Fistral è una delle spiagge più belle d’Europa, per quanto il clima poco mite della Gran Bretagna non la renda una meta adatta a chi cerca il solleone. Eppure il suo fascino è impagabile e non solo per le onde tutte da cavalcare.
Come Falassarna, è famosa per i tramonti, che però questa volta illuminano l’Atlantico e non il Mediterraneo. Una vera bellezza della natura, esaltata dalle dimensioni (a dir poco insolite per chi è abituato alle spiagge nostrane) e dalle maree, che coprono e scoprono continuamente questo lembo di costa. Quando la marea è bassa, pare di stare in un dipinto di fine ‘800, quando le signore passeggiavano con ombrello e cagnolino al seguito.
Il vento, il verde circostante e il sole del nord fanno il resto.
La spiaggia di Fistral si trova a circa due chilometri e mezzo da Newquay, famosa per le sue casette colorate con vista oceano. Tra le cose da vedere in città c’è la Huer’s Hut, piccola struttura bianca sulla scogliera che fungeva da riparo per la vedetta, che un tempo aveva il compito di avvistare le sardine, merce di scambio della zona.
Per il resto, si può fare incetta di souvenir in centro, passeggiare sul promontorio o abbandonarsi alla movida serale, considerato che Newquay è una delle mete preferite sia delle famiglie che dei giovani inglesi.
Il consiglio è di rimanere in zona almeno una settimana per avere il tempo di visitare tutte le bellissime spiagge dei dintorni (sono circa dodici).
Dormire
- Fistral Beach Hotel and Spa – Adults Only, Esplanade Road, Newquay: hotel romantico sia per la vista che per il buon gusto di camere ed arredi. Solo per coppie;
- Saltwater Suites at Fistral, Pentire Avenue 60, Newquay: appartamento moderno e a 5 minuti dalla spiaggia di Fistral.
Mangiare
- The Fish House, International Surfing Centre 5, Headland Rd, Newquay: panorama favoloso, piatti ricercati e aspetto da pescheria-ristorante;
- 12 Beach Rd, 12 Beach Road, Newquay: da assaggiare i tacos di cavolfiore speziati.
Spagna: Son Bou - Minorca

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Per quanto meno gettonata della vicina Maiorca, Minorca rimane un’isola molto visitata d’estate. Difficile trovare spiagge totalmente libere, ma a un occhio attento (e a piedi energici) non sfuggono nemmeno quelle, considerato il grande numero di insenature e di calette anche poco raggiungibili.
In attesa di trovare angoli di pace, più probabili nelle stagioni di mezzo o anche a fine estate, ci si può rifare gli occhi a Son Bou, spiaggia sufficientemente ampia da consentire libertà di movimento. Bellissima per il colore dell’acqua, ma anche per i resti di una basilica paleocristiana (costruita tra il 300-400 a.C.), che si trova proprio a ridosso della spiaggia.
Se si è amanti della storia, a una decina di minuti d’auto si trova il sito talaiotico (ossia protostorico) di Torre d’en Galmes. In effetti Minorca è tutta puntellata di siti di epoca talaiotica e, anzi, quando si ha necessità di fuggire dalle spiagge affollate, basta rifugiarsi in queste oasi, silenziose come tutto ciò che custodisce i misteri di una storia ormai scomparsa.
Sempre a pochi chilometri da Son Bou si trova il villaggio di Alaior, testimonianza autentica della civiltà agricola minorchina. Il secondo fine settimana di agosto, proprio ad Alaior si tiene la festa di Sant Llorenç, dove i protagonisti sono carri allegorici e cavalli a dir poco imbizzarriti, che rendono il paese, anche se per poche ore, un luogo dall’insospettabile vitalità.
Dormire
- Valentin Son Bou, Urbanización Torresolí Nou, Son Bou: domina la spiaggia di Son Bou e offre, tra gli altri servizi, una spa e piscine all’aperto;
- Sunset Suites by Menorca Vacations, Passeig del Prat Y42, Son Bou: un nome, una garanzia. Dalle stanze degli appartamenti si possono ammirare tramonti spettacolari.
Mangiare
- Es Jardi des Temple, Centro Comercial, Carretera de Son Bou, 4: capesante e paella i must;
- Alessandro’s, Son Bou: cucina tipica minorchina e pizza per i nostalgici.
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La tomba dei giganti S'Ena e Thomes a Dorgali (iStock)
L'isola con mare e spiagge da sogno è molto altro. Ecco un breve itinerario alla scoperta delle bellezze nascoste tra borghi, città ed entroterra.
Quando si parla di Sardegna ci si riferisce, per lo più, al suo mare da sogno.
A essere nominate sono soprattutto le spiagge di Stintino, San Teodoro o Villasimius, oltre che le feste frequentate dai vip in Costa Smeralda. Il tutto a detrimento di borghi, città ed entroterra.
Peccato, perché questa regione è molto altro e noi siamo qui a raccontarvi una piccola parte delle sue bellezze nascoste.

Il Supramonte (NU)
Il Supramonte è una delle opzioni per chi cerca altro da un viaggio. Questo vasto complesso montuoso si trova nella parte centro-orientale e fa sicuramente parte di quella Sardegna poco patinata che in pochi si permettono di esplorare.
Sulle sue cime calcaree-dolomitiche si trovano i cuiles, case semplici fatte di pietra o basalto, rami di ginepro, frasche, sughero e argilla: erano le case dei pastori che venivano da queste parti per allevare capre e maiali.
Molte di queste case, abbandonate a partire dal secondo dopoguerra, sono poi diventate aziende agricole e tutto il territorio, oggi, attira turisti particolarmente attenti ai temi della storia rurale e della sostenibilità.
Tra le cittadine più famose della zona figurano Orgosolo (Supramonte montano) e Dorgali (Supramonte marino), ma a rendere affascinante la zona è soprattutto l’insieme di gole e voragini delle pareti calcaree, erose nel tempo dai fiumi che le attraversano. Ecco il perché di tante grotte, come quelle del Bue Marino.
Oltre ai cuiles (comunque rari da avvistare), il territorio del Supramonte è anche puntellato da nuraghi, dolmen e tombe dei giganti, che conferiscono un fascino misterioso a tutta la zona.
Dormire
- Orgosolo B&B Sardegna, via Calamida 28, Orgosolo: questa casa, decorata da murales a tema politico, si trova nel centro storico ed è apprezzata per le colazioni e la gentilezza della signora Peppina;
- Ecoparco Neulè, Località Neulè, Dorgali: affacciato sul lago Cedrino e totalmente immerso nella natura, è anch’esso apprezzato per la gentilezza dei gestori e per le colazioni abbondanti.
Mangiare
- Gustos de Orgosolo Pratobello 1969, piazza Caduti in Guerra, Orgosolo: ottimi panini imbottiti con prodotti locali;
- Retrovino Market Bar, piazza Madonna del Mare 1, Dorgali: da provare i taglieri, di terra e di mare.

Mamoiada (NU)
Il paese dei Mamuthones si trova sul massiccio del Gennargentu e ha una storia imponente alle spalle, oltre che una serie di prodotti alimentari di cui può vantarsi, tra cui vini e formaggi.
Qui si viene soprattutto per dedicarsi al trekking, considerata la quantità di sentieri della transumanza, percorsi un tempo (e ancora adesso) dai pastori.
Anche questa zona è caratterizzata da antiche costruzioni in pietra e legno dalle forme particolari: si tratta dei sos pinnettos, dove si producono deliziosi formaggi quali il Fiore Sardo, il Sa frue e il casu martzu (quello con i vermi).
Gli amanti dell’antropologia possono invece visitare il Museo delle Machere, dove si trovano sia i costumi dei Mamuthones che manufatti provenienti da altri Paesi del Mediterraneo. Il museo, aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.
Dormire
- B&B Domus Deiana, via Cavour 4, Mamoiada: b&b dall’atmosfera retrò che offre colazioni continentali.
Mangiare
- Osteria Abbamele, Corso V. Emanuele III’, 59, Mamoiada: offre un menù degustazione a base di piatti rivisitati della cucina sarda;
- La Rossa Enoteca, Corso V. Emanuele III’, Mamoiada: da provare i culurgiones (pasta ripiena tipica) e i vini della loro cantina, Cannonau in testa.

Isili (SU)
Altro luogo ricco di tradizioni, usanze e leggende.
Se sono le tradizioni il centro dei nostri interessi, allora imperdibile è il MARATE, il museo dell’Arte del Rame e del Tessuto: Isili, infatti, è stato a lungo il principale centro di lavorazione del rame, oltre che un comune dedito alla creazione di tappeti variopinti.
Oltre alle opere di architettura locale (come la chiesa di San Giuseppe Calasanzio), sono da ammirare anche il Parco Asusa (al cui interno si trova un sito archeologico) e il lago San Sebastiano, dalle cui acque emerge un isolotto “abitato” da una chiesetta che crea scenari da fiaba.
A proposito di fiabe, è da conoscere la leggenda di Friorosa, freddolosa figlia di un pastore. La ragazza provò a corteggiare un giovane lavandogli una camicia, ma le mani si raffreddarono al punto che, una volta carezzato il suo volto, il giovane si ritrasse.
Friorosa, alla fine, si trasformò in un ruscello, che per sempre offrì acqua a chi aveva bisogno di dissetarsi.
Dormire
- B&B Is Camminantis, S.S. 128 km 58.400 Località Pira e Laconi, Nurallào: una villa immersa nel verde, dall’arredamento rustico ma elegante.
Mangiare
- La Casa della Pizza, via Roma 7, Isili: non solo pizze (comunque ottime), ma anche antipasti di pesce di qualità;
- Hotel Cardellino, via Dante Alighieri 36, Isili: cucina tipica sarda e pizze di livello.

Siurgus Donigala (SU)
Un altro comune poco visitato, eppure ricco di storia. Qui si trovano infatti dei complessi megalitici come Fontana ‘e Figu e Cuccuru Sa Turri, paradisi per gli amanti dell’archeologia.
A circa mezz’ora di macchina si trova il Santuario Nuragico di Santa Vittoria e, sempre distante una mezz’oretta, la Domus de Janas di Corongiu, sito archeologico di grande importanza.
Quanto alla natura, contraddistinta da vigneti e uliveti, segnaliamo il bellissimo lago artificiale Mulargia, dalle coste frastagliate e ricco di isolotti: è possibile percorrerlo in canoa e battello.
Anche Siurgus Donigala è luogo di leggende, la più famosa delle quali è quella che narra la storia della musca macedda e del contadino. Una gigantesca musca macedda (ossia un moscerino nemico delle coltivazioni erbacee) aveva preso possesso del nuraghe Erra. Un giorno si trasformò in una bellissima fanciulla e un contadino che passava da lì ne rimase ammaliato.
Una volta entrato nel nuraghe, però, il contadino si insospettì: la fanciulla, infatti, lo voleva convincere a prendere uno dei preziosi gioielli che si trovavano all’interno. Uscito dal nuraghe con una scusa, il contadino ostruì l’ingresso con un masso e scappò via. A quanto pare, la musca macedda non si vide mai più in giro…
Dormire
- Agriturismo Le Vigne Ducali, Loc. Bau Is Ceas, Mandas: camere con vista sulle campagne e buon ristorante interno.
Mangiare
- Sa Pinnetta, Località Parapetza, Mandas: da provare i malloreddus fatti in casa;
- Agriturismo Altura, SP9 Loc Malloreda, Gergei: ottimo il maialino e molto bella la posizione tra i vigneti.
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In Italia abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: le destinazioni ideali per un weekend ad ascoltare le onde fuori stagione sono molteplici. Ve ne elenchiamo alcune, dalla Liguria al Cilento e alla Sicilia.
Chi ci vive lo sa: il mare fuori stagione è ancora più bello. Le spiagge sono libere e il meteo cangiante (o almeno così dovrebbe essere) rende i panorami di volta in volta diversi.
Insomma, il mare d’inverno (ma anche d’autunno) non è solo «alberghi chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità», per citare Loredana Bertè, ma un incantevole mix di fascino ed energia, addolcito da un pizzico di nostalgia per l’estate, quella alle nostre spalle e quella che verrà.
In Italia abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: le destinazioni ideali per un weekend ad ascoltare le onde fuori stagione sono molteplici. Ve ne elenchiamo alcune, insieme ai motivi che ce le hanno fatte scegliere.
La Liguria in bassa stagione
Che la Liguria sia una regione splendida è risaputo, in Italia come nel resto del mondo. Un po’ meno che lo sia anche a novembre o dicembre. Eppure, se si vuole coglierne l’anima, è bene scegliere di passarvi qualche giornata proprio in questo periodo.
In primavera/estate, infatti, il pienone di turisti impedisce di godere appieno delle bellezze del luogo nonché di trovare parcheggio.
Se non credete al fascino del fuori stagione, provate ad andare a Riomaggiore, una delle Cinque Terre, durante una giornata minacciosamente uggiosa e osservate il mare infuriato che si scaglia contro le rocce. Dimenticherete così la Liguria da cartolina, cogliendone invece il lato selvaggio, smorzato dai turisti dell’alta stagione e dal ruolo che è costretta a impersonare di fronte a loro.
Tutto, in questo periodo, si offre nella sua autenticità, spogliandosi del superfluo.
Un consiglio: al tramonto raggiungete il castello e osservate il panorama estasiati.
Altra esperienza da fare fuori stagione, aiutati dal clima più clemente di quello estivo, è la passeggiata da Santa Margherita Ligure a Portofino: sono 5 km di pura bellezza. Si costeggia il mare, da cui affiorano scogli bizzarri e, poco prima di arrivare a Portofino, si entra nel Bosco Misto Mesofilo, che adesso sfoggia le sue tinte più belle: gli ordinati sentieri, i castagni e le lanterne vi condurranno nel centro della celebre cittadina, in questo periodo chic e rilassata.
Dormire
- Estate Riomaggiore, Via De Gasperi 106, Riomaggiore (SP): appartamento a pochi metri dal mare e dai sentieri delle Cinque Terre;
- Hotel Helios, Via Gramsci 6, Santa Margherita Ligure (GE): terrazza con vista sul Golfo e ottimo ristorante interno.
Mangiare
- Trattoria Tripoli, Piazza Martiri dell’Olivetta 49, Portofino (GE): imperdibili il pesto e il risotto ai frutti di mare;
- Il Pescato Cucinato, Via Colombo 199, Riomaggiore (SP): ideale per ordinare un cono di pesce fritto da portarsi dietro a passeggio;
- Trattoria da Pezzi, Via Cavour 21, Santa Margherita Ligure (GE): tipica trattoria ligure in cui tornare più volte.
Il Cilento fuori stagione
Se il Cilento, di suo, è già selvaggio, in bassa stagione lo è ancor di più. Ad aspettarvi ci saranno tariffe economiche e una natura (caratterizzata da una costa frastagliata, cascate e colline) tutta per voi. Anzi, questa natura vi inviterà a fare un po’ di trekking autunnale tra i mille sentieri a disposizione degli amanti della zona.
Come il Cammino di San Nilo. Si parte da Sapri e si arriva a Palinuro, passando da Torraca, Casaletto Spartano, Morigerati, Caselle in Pittari, Rofrano, Montano Antilia e San Mauro La Bruca.
Ovviamente, di questi 103 km è possibile scegliere anche solo una piccola parte, quella montana o quella che si avvicina al mare. Boschi, macchia mediterranea e borghi medievali in un percorso che vede protagonista San Nilo di Àncyra, il quale scelse la solitudine come sua compagna. Questo è il momento migliore per sperimentare, almeno in parte, la sua esperienza ascetica.
Dormire
- Casa vacanze Don Mimì, Via Federico Piantieri, Acciaroli (SA): casa in posizione centrale e a pochi metri dal mare;
- Palazzo Gentilcore, Via Amendola 1, Castellabate (SA): elegante boutique hotel nel centro storico del borgo.
Mangiare
- I Cilentani Pizzeria Steakhouse Paninoteca, via Nicodemo Giudice 7/9, Sapri (SA): molto buona la carne e ottima la pizza;
- Ustaria Rosella, Piazza Umberto I 16, Sicilì (Morigerati, SA): prodotti genuini. Da provare il baccalà, preparato in diversi modi;
- Core a Core, Via Fratelli Capozzoli 13, Palinuro (SA): cucina di pesce ricercata in un luogo d’atmosfera.
La Sicilia fuori stagione
Se proprio non volete saperne dell’atmosfera autunnale, non vi resta che andare in Sicilia, dove in molte località si fa ancora il bagno a novembre inoltrato. E poi visitare la Sicilia in questo periodo, oltre a essere meno dispendioso, è anche più rilassante, data la minore affluenza di turisti.
Dove andare? Modica è perfetta se si vogliono unire mare e arte. La cittadina del Ragusano, infatti, è un esempio perfetto di Barocco Siciliano, tanto da essere diventata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Da non perdere:
- il Duomo di San Giorgio, che al tramonto – complice il suo colore dorato – si infuoca insieme al resto della città. Alta 62 metri, è una delle chiese barocche più monumentali di tutta la Sicilia;
- per godere del caldo colore che il tramonto conferisce a Modica, bisogna andare a Pizzo Belvedere, da cui ammirare Modica Bassa. È uno dei luoghi più fotografati della città;
- il Castello dei Conti di Modica: dominante tutta la città e affiancato dalla Torre dell’Orologio, testimonia la storia medievale di Modica;
- casa natale di Salvatore Quasimodo: aperta dalle 10:00 alle 13:00, dà la possibilità di ascoltare una registrazione della voce del poeta, che recita alcune poesie e un discorso;
- Marina di Modica: per tentare un tuffo ad autunno inoltrato.
Dormire
- Le Magnolie Hotel, Via Campailla 25: gusto nell’arredamento, colazione ottima e vista indimenticabile;
- Pietre Nere Resort & Spa, Via Pietre Nere Cava Ispica 142: camere di lusso, centro benessere e piscina all’aperto.
Mangiare
- Trattoria da Fabio, Str. Botta 97: obbligatori i cavati alla norma, i capunti con mollica e il coniglio alla stimpirata;
- Trattoria Il Girasole, Str. Mercè 63: da provare lo stinco di maiale, ma anche la caponata e le tagliatelle al ragù di agnello;
- Momò – Pane e Vino, Via Clemente Grimaldi 57: qui sono particolarmente amati i panini, preparati con ottimi ingredienti.
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