La Commissione investiga sulla vendita di bambole sessuali con sembianze infantili da parte del colosso cinese dell'e-commerce, oltre alle irregolarità su algoritmi IA e alla pubblicità invasiva e subliminale. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier.
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Nell'ultimo biennio sono sempre più numerosi gli uomini e le donne che hanno deciso di sperimentare accessori per il piacere. Un mercato che è destinato a superare i 125 miliardi di fatturato globale entro il 2026.
L’Italia è una delle pochissime nazioni in Europa - insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania - priva di programmi curricolari che forniscano l’accesso a conoscenze di educazione sessuale. A dichiararlo è Mario Puiatti, presidente dell’Aied che sottolinea come «l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva» figuri tra gli obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
Secondo uno studio, otto studenti medi e universitari su dieci cercano le informazioni in ambito sessuale e riproduttivo su Internet, mentre solo uno su quattro si rivolge alla propria famiglia. Un dato interessante se si prende in considerazione la diffusione dei sex toys negli ultimi anni, anche nella fascia 18-24 (78% dichiara di averne uno).
Nell’ultimo biennio, uno studio di Gfk (Growth from Knowledge) ha inoltre evidenziato come il 73% degli italiani abbia infranto ogni tabù sulla sfera sessuale, specialmente durante i periodi di lockdown. Secondo la ricerca, il 41% delle donne intervistate appartenenti soprattutto alla fascia d’età under 36 avrebbe affermato di aver trovato piacere nell’utilizzo di sex toys.
MySecretCase, il primo negozio online in Italia per la vendita di prodotti dedicati al piacere, ha rilevato - in un sondaggio condotto per La Verità - come il 53% faccia uso occasionalmente di sex toys, mentre il 34% affermi di utilizzarli «spesso». Tra le motivazioni più comuni: i sex toys arricchiscono l’esperienza sessuale/sono eccitanti (36%); credo sia importante sperimentare sessualmente (19%); credo sia importante imparare a conoscere meglio il mio corpo (13%).
Tra i prodotti più utilizzati continua a figurare il “classico” vibratore (56%) con un nuovo interesse nel modello «Rabbit» reso celebre dalla serie tv Sex and the City nei primi anni Duemila (26%). Seguono plug (36%) e succhiaclitoride (32%). In merito alla scelta del sex toy preferito, il 26% degli intervistati dichiara che la scelta si basa sulle proprie preferenze di stimolazione (da soli o in coppia), mentre il 25% lo usa per rendere il piacere più intenso. Il 13% afferma invece che utilizzare sex toys li fa sentire più capaci.
Il benessere sessuale torna così ancora una volta al centro del dibattito e a guadagnare sono le decine di aziende che hanno fatto dei sex toys un vero e proprio business. Secondo l’Osservatorio «Global Sexual Wellness Market», il mercato dei prodotti dedicati al piacere raggiungerà i 125,1 miliardi di dollari entro il 2026, con un tasso di crescita del 12,4% l’anno. Il merito in gran parte è ascrivibile alle soluzioni offerte dall’e-commerce, che tra acquisti online e consegne anonime, hanno aiutato sempre più curiosi a vincere la timidezza e lanciarsi in un nuovo mondo. Per quanto riguarda l’Italia, sulla base delle stime dell’Osservatorio Dafne, il mercato italiano del piacere avrebbe un valore complessivo di 600 milioni di euro.
E se i giovani sono sempre più interessati a scoprire la loro sessualità, ecco che MySecretCase ha deciso di lanciare il «Bonus Goduria» dedicato a tutti coloro che sono nel 18esimo anno di età. Il bonus prevede che tutti gli iscritti alla piattaforma dedicata all’educazione sessuale MySecretCase Education, possano ricevere «un sex tour di cittadinanza e video corsi gratuiti».
«In MySecretCase abbiamo deciso di inserirci in questo vuoto educativo, su cui le istituzioni non riescono ancora a intervenire in modo efficace, e di investire in un nuovo spazio dedicato al benessere sessuale. Ripartendo - ancora una volta - dai più giovani e formando nuove generazioni sessualmente libere e consapevoli» ha dichiarato Norma Rossetti, fondatore del gruppo.
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MySecretCase, azienda leader nel settore di prodotti per adulti, ha registrato un aumento delle vendite pari al 50%. «C'è un forte desiderio di stare insieme, connettersi, fare l'amore, scoprirsi» ha commentato la fondatrice Norma Rossetti.
«Tu sei il tuo partner sessuale più sicuro» parola di New York. Il sindaco della Grande Mela ha infatti pubblicato una guida sul sesso ai tempi della quarantena che spiega come anche solo un bacio potrebbe causare il contagio e che sottolinea l'importanza dell'utilizzo di preservativi anche con il vostro partner di quarantena. Non solo, nelle due pagine che compongono il documento si parla anche del «sexting» come della migliore alternativa a un rapporto intimo e del consumo di materiale pornografico, prestando particolare attenzione alla disinfezione dei vostri device.
Su Tinder, la più nota app d'incontri al mondo, le conversazioni tra utenti sono diventate più lunghe del solito, fino al 27% in più. A sua volta, Pornhub ha segnato un aumento delle visite del 15% in media, con picchi del +47% attorno alle due di notte, e +25% attorno alle cinque del mattino. Ma sono i rivenditori di sex toys a mostrare i dati più interessanti. MySecretCase ad esempio ha visto aumentare del 50% gli acquisti di sex toys da parte delle coppie (conviventi) e dei single, proprio nei giorni successivi all'attuazione del decreto del Governo Conte relativo al contenimento della diffusione del contagio da virus Covid-19. MySecretCase nasce nel 2014 e si posiziona in Italia come il primo shop online per il piacere delle donne e delle coppie: un e-commerce di sex toys e accessori sexy che si distingue per qualità, innovazione, tono di voce e che integra l'aspetto dell'educazione sessuale attraverso un blog di informazione. «Crediamo che l'obbligo a restare chiusi fra le mura domestiche abbia spinto tutta la penisola a trovare strategie per godersi la quarantena, sia da soli sia in coppia. In questi giorni stiamo continuando a tenere aperte le comunicazioni con le nostre migliaia di utenti, tramite i canali social. Quello che percepiamo è che, oltre alle sacrosante campagne di solidarietà e al bombardamento intenso di informazioni, c'è un forte desiderio di stare insieme, connettersi, fare l'amore, scoprirsi» ha dichiarato Norma Rossetti, Founder di MySecretCase. «Con l'arrivo della quarantena abbiamo anche intensificato la nostra attività live nelle stories di Instagram, con video "how to" per l'utilizzo dei toys e favole erotiche raccontate alla sera, per concederci il lusso dello svago e del piacere, anche in tempi difficili».
In base a un sondaggio lanciato dall'e-commerce, in questi giorni oltre il 40% degli utenti ha usato i sex toys e il 43% delle coppie è ben accetto a provare nuove esperienze. Ma chi usa i sex toys? Secondo una ricerca condotta da MySecretCase il 40% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato per la prima una volta un sex toy prima dei 25 anni e il 10% entro la maggiore età. Vibratori e gadget di coppia sono ormai diventati un oggetto che accompagna gli adolescenti verso un profonda conoscenza di sé e del proprio corpo. Il mercato risulta però essere in espansione in tutte le fasce d'età: se nell'ultimo anno è cresciuta anche la percentuale dei senior che si avvicina ai sex toys - il 30% nella fascia 36-50 e quasi il 10% oltre i 50 anni - sono ancora i Millennial gli acquirenti più assidui (62%), grazie anche alla crescente presenza in rete di progetti, ad hoc, dedicati al benessere e all'informazione sessuale per i più giovani: una missione che MySecretCase ha sposato fin dall'inizio con progetti come Millennial Sex. Il 70% dei ragazzi, infatti, cerca online le informazioni legate alla sessualità e solo il 30% si si rivolge a professionisti e consultori. La città dove si fanno più acquisti è Milano, ma Roma e Napoli mostrano la maggiore crescita. Modena, Venezia e Verona si guadagnano invece il podio come città più spendaccione. E se durante tutto l'anno i toys si riconfermano il regalo più gettonato per la propria anima gemella (65%), il 25% decide, invece, di regalarli ad amici e, il 20% di acquistarli per sé. L'analisi dei dati ci rivela, inoltre, che gli utenti spenderanno mediamente tra gli 80 e i 90 euro.
La vendita di sex toys non sta avendo un periodo d'oro soltanto in Italia. Sinful, il più grande rivenditore di prodotti per adulti della Scandinavia ha registrato un aumento del 110% delle vendite in Danimarca durante la prima settimana di aprile. In Norvegia, la crescita ha invece raggiunto un incredibile 121%. Per Lelo - marchio di sex toys di lusso nato a Stoccolma - le vendite sono aumentate del 60% mentre l'applicazione Coral, nata per dare consigli sull'intimità, ha visto un aumento dei download pari al 45%. Anche in Nuova Zelanda, le vendite di sex toys sono triplicate, e Ritex - il maggiore produttore di preservativi della Germania - ha raddoppiato il suo fatturato, superando i 12 milioni.
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2019-02-11
Il mercato dei sex toys cresce dieci volte più del Pil. Il vibratore? Ora vince premi di design
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- L'Emilia Romagna sul podio delle regioni con più sexy shop. Il settore cresce del 2,3% ogni anno. In tutta Italia, a fine 2018, presenti 323 negozi e poi c'è l'ecommerce.
- Vince l'estetica: i vibratori diventano oggetti d'arredo. Luka Matutinovic, global marketing director dell'azienda svedese Lelo: «In questo momento, c'è un trend verso device molto più hi tech e rivolti alla coppia».
- Sex Sade è il primo negozio di Milano a proporre, tra i banchi di biancheria intima, prodotti destinati al rapporto a due.
- Oltre il 40% dei giapponesi tra i 18 e i 32 anni è vergine. In un Paese ipermoderno, dove robot e intelligenza artificiale sono all'ordine del giorno, il sesso rimane un tabù. Viaggio all'interno di M's, il centro commerciale più grande al mondo che vende solo giochi erotici.
Lo speciale contiene quattro articoli.
Dire «ti amo», in giapponese, non è per nulla semplice. Se in ogni lingua, infatti, esiste una frase specifica per manifestare i propri sentimenti, nel paese del Sol Levante confessare i propri sentimenti è talmente imbarazzante da aver abolito i «ti amo» e averli sostituiti con dei più innocui e modesti «suki da yo», letteralmente «mi piaci». Se l'amore è un tabù, il sesso è esattamente l'opposto. Non lasciatevi ingannare da chi ripete, da anni, che in Giappone la sessualità non è contemplata, il sesso a Tokyo e dintorni è letteralmente ovunque. E non parliamo di riviste o siti web specializzati. Parliamo piuttosto di combini (negozi simili ai nostri minimarket aperti 24 ore su 24. Ndr.), di centri commerciali, di famosissimi negozi low cost, come i 100 yen o i Donki, in cui tutto viene venduto per qualche monetina. Il sesso è così diffuso che, nei vicoli di Kabukicho, il quartiere a luci rosse nei pressi di Shinjuku gestito dalla yakuza (la mafia locale) non si fatica a trovare distributori automatici che vendono slip usati da studentesse in cerca di sbarcare il lunario o sex toy da tenere in tasca o in borsetta.

Non illudetevi però: il sesso in Giappone non si pratica. Per nulla. O quasi. Se ne parla, si guarda, si ascolta, ma non si fa. Sono le statistiche a confermare quella che a tratti può sembrare una leggenda metropolitana. Secondo il governo Giapponese, circa il 60% delle donne tra i 18 e i 34 anni è single. Di queste, il 42% non ha mai avuto rapporti sessuali. La percentuale sale per gli uomini con un 70% di single nella fascia d'età 18-34 e un 44% di vergini.
Il problema, secondo molti esperti del settore, è la sovraesposizione al sesso che avviene nel Paese. Non il lavoro, i turni massacranti, la voglia solo di dormire per recuperare le forze dopo ore passate in ufficio. Bensì la continua possibilità di trovare stimoli ovunque ci si trovi: in metrò, nel supermercato sotto casa, in taxi e addirittura negli uffici. Questo bombardamento continuo porterebbe a un calo del desiderio così elevato da aver allarmato i vertici governativi del Paese.

Ad Akihabara, il quartiere otaku per eccellenza, il sesso è di casa in ogni angolo. Non per niente, nelle strade coloratissime di questa area di Tokyo ci si imbatte ogni dieci passi in una ragazzetta, perlopiù minorenne, travestita da cameriera con autoreggenti e crestina, che invita a recarsi in uno dei tanti maid café dell'area. Questi locali sono frequentati da uomini di ogni età, in giacca e cravatta, che pagano per farsi intrattenere dalla cameriera preferita. Ma attenzione: in questa pratica non c'è niente di sessuale. I giochi in questione sono davvero giochi: forza 4, palline colorate da far rimbalzare, e così via. L'eccitazione sta tutta nel vedersi dedicare attenzioni da una giovinetta carina, truccata e sorridente. Nei maid cafe si paga tutto: la consumazione è obbligatoria e l'ingresso costa circa 15 euro. Poi c'è il cibo, la foto, il momento di gioco. Il tutto va consumato nel giro di 45 minuti, a volte 1 ora. Poi si torna alla realtà.
Tra un negozio di manga e un café, spicca nei pressi della stazione della metropolitana dell'area un palazzo altissimo verde pisello. Guardandolo con il naso all'insù, si scorgono nelle vetrine poster di ragazze manga e costumi. A primo acchito, dunque, potrebbe sembrare uno dei mille negozi simili ad Animate e Mandarake che si trovano nell'area e che vendono oggettistica e fumetti. L'errore, in questo caso, non potrebbe essere che dei più madornali. Quel grande palazzo racchiude al suo interno, spalmato per sette piani, il paradiso del sesso di Tokyo. Si chiama M's pop department store e non è altri che il più grande sex shop della città. Aperto nel 2001 a Ueno, si è trasferito nello stesso anno ad Akihabara, in quella che di lì a poco sarebbe divenuta la Mecca dei nerd. Una volta varcate le porte di M's ci si trova immersi in quello che è un vero e proprio centro commerciale del sesso. Al piano terra i prodotti sono tra i più vari: si spazia da preservativi in scatole di legno di Hakone a quelli nelle confezioni con il monte Fuji o i sakura. Non mancano, ovviamente, scaffali interi di condom con i personaggi di manga e anime o racchiusi in pacchetti che ricordano i dolci tipici nipponici. Sullo stesso piano sono disponibili anche lozioni e lubrificanti al profumo di the macha, il famoso the verde in polvere giapponese, o in bottiglie simili alle botti di sake. Tra le bottigliette più gettonate ci sono quelle che aiuterebbero a eccitarsi con profumi di parti intime o di zone erogene (femminili e maschili). In questo caso a giocare il ruolo principale è lo storytelling all'interno della confezione in cui si racconta, in un breve estratto erotico, l'origine del profumo. Il secondo piano è dedicato agli uomini. Qui si trovano bambole gonfiabili di ogni fattezza e dimensione (da quelle piccolissime che misurano solo 20 centimetri a quelle a grandezza naturale e persino le oversize), vagine in silicone modellato ispirate alle idol locali e vibratori che si muovono al ritmo dei videogiochi. Un'intera area del piano è dedicata invece l Tenga, un tubo in silicone utilizzato per la masturbazione e così venduto e apprezzato in Giappone da avere addirittura merchandise dedicato. Oltre infatti al prodotto, possiamo trovare magliette, felpe, cappellini, polsini, slip, tazze e borse in tessuto personalizzate con il logo dei questo sex toy. «Il secondo piano è il più visitato.» ci racconta il responsabile del negozio Yasojima «La maggior parte delle persone che acquistano sono giapponesi, di sesso femminile. Solo il 20% è composto da stranieri che arrivano per sentito dire e, generalmente, sono molto appassionati della cultura giapponese». Incredibilmente, invece, gli uomini sono una minoranza «il cliente tipo ha tra i 30 e i 45 anni, è un business man o lavora in ufficio, non ha una relazione e spesso non ne ha mai avute». Tornando al negozio, il terzo piano è invece l'universo delle donne. Qui è presente, oltre a una vasta selezione di vibratori di design, un angolo dedicato al sadomaso. «Il prodotto più venduto» ci spiega Yasojima «sono le corde per lo shibari (l'antica arte giapponese di legare il partner durante giochi erotici, evoluzione dell'hojojutsu, un'arte marziale nata per immobilizzare i prigionieri di guerra. Ndr). Vengono acquistate dalle coppie, anche straniere. È un ottimo regalo». Se il quarto piano con la sua lingerie sexy è molto più simile ai sex shop occidentali, il quinto piano è il vero regno del sesso giapponese. Lungo le pareti si trovano infatti centinaia di costumi per il cosplay, di ogni tipologia e dimensione. Sulle scale che portano a questo piano si trovano polaroid e foto di ragazze giapponesi che indossano i costumi venduti. «In questo caso i turisti sono più numerosi dei giapponesi» ci spiegano «circa l'80% dei visitatori stranieri acquisti in questo piano con tax free. I "locals" invece comprano solo per occasioni particolari o per feste a tema e Halloween». Gli ultimi due piani di M's sono dedicati ai video pornografici, ai manga hentai e a riviste specializzate, alcune anche piuttosto estreme. Con una particolarità: i genitali maschili in Giappone vengono sempre censurati, con pixel o sagome nere.

Pur essendo un Paese estremamente moderno e sviluppato, il modo di vivere il sesso è ancora molto old fashion, a tratti antiquato. Le donne vivono il piacere come un'onta, gli uomini come qualcosa da non raccontare e da sperimentare in solitaria. M's prova da anni a rimuovere questa patina di vergogna dai giapponesi mostrando tutto, alla luce del sole, senza nascondere nulla.
Marianna Baroli
Emilia Romagna sul podio delle regioni con più sexy shop. Il settore cresce del 2,3% ogni anno

Gifer
Secondo le previsioni più aggiornate il Pil italiano crescerà nel 2019 di appena lo 0,2%. Bene. Anzi, male. Ma c'è un settore industriale (perché che si tratti di un'industria non c'è alcun dubbio) che cresce molto, ma molto più velocemente di tutto il resto dell'Italia. Sì, è quello, il sesso. Basti pensare che il numero dei sexy shop è aumentato del 23,3% in 10 anni. Cioè, mediamente, del 2,3% ogni anno.
Cercheremo di evitare facili giochi di parole (come, per esempio, che il mercato "tira" o che le vendite "si impennano") e proviamo a considerare il mercato del sesso come un qualunque altro comparto industriale. I numeri dicono che la crescita del numero dei negozi è sintomo di una domanda sempre più intensa di oggetti per il piacere, sia femminile che maschile. Quali? Lo vediamo tra un momento. Intanto diamo un'occhiata a quali sono le Regioni dove i sexy shop sono aumentati maggiormente di numero.
Complessivamente in Italia ci sono 61 negozi in più rispetto al 2009: da 262 a 323 a fine dicembre 2018. La Regione che ne ha visti spuntare di più è l'Emilia Romagna, dove, evidentemente, sanno bene che cosa è il divertimento. Qui, in 10 anni, il saldo fa segnare 17 sexy shop in più: da 14 del 2009 ora sono 31 con un incremento sbalorditivo del 121,4%. Seguono poi il Lazio, con 14 negozi in più (da 19 a 33, +73,7%), e la Lombardia con 11 in più (da 60 a 71, +18,3%). Ma ci sono anche Regioni che mostrano un saldo negativo, ovvero regioni dove, tra il 2009 e il 2018, i sexy shop che hanno aperto non hanno compensato il numero di quelli che hanno chiuso. E' il caso del Friuli Venezia Giulia, -2 negozi (da 14 a 12); della Liguria, -5 (da 11 a 6); delle Marche, -2 (da 8 a 6); del Piemonte, -4, (da 39 a 35) e del Trentino Alto Adige, -1 (da 5 a 4). Particolare il caso della Val d'Aosta, anch'essa con saldo negativo, con la differenza che, avendo perso due sexy shop tra il 2009 e il 2018, ha...perso tutti i sexy shop esistenti.
E a livello provinciale? Le province più affollate di sexy shop sono Milano, Roma e Torino, rispettivamente con 34, 26 e 23 negozi. In tutta Italia sono solo 9 le province che, a fine 2018, non avevano sul proprio territorio nessun sexy shop: Potenza, Viterbo, Lodi, Sondrio, Macerata, Verbania, Nuoro, Agrigento e Aosta.
Non esistono dati ufficiali sul fatturato generato da questi negozi, né è possibile sapere con certezza che cosa gli italiani comprano nei sexy shop sotto casa, ma esistono precisi numeri a livello mondiale. Il valore di questo comparto industriale è pari a circa 8 miliardi di dollari e, così come il numero dei sexy shop in Italia, è destinato a salire in modo rapidissimo. Nel 2021, cioè tra soli due anni, il fatturato mondiale sarà di 8,5 miliardi di dollari. Per dare un'idea delle cifre in gioco basti dire che 8,5 miliardi di dollari è il valore del mercato mondiale delle stampanti 3d; è quanto Microsoft ha pagato per comprare Skype ed è anche il valore del mercato mondiale delle cialde da caffè. La differenza con le cialde è che cresce più velocemente.
Torniamo ai numeri. L'oggetto più venduto al mondo è il "classico" vibratore, che conquista il 21,46% dell'intero fatturato mondiale. A distanza segue il pene di gomma che è al 15,61%. Al terzo posto viene l'anello per il pene, con il 12,68% del mercato degli oggetti più comprati. Dalla quarta posizione in poi si scende in un campo minato. Le perline anali, infatti, sono al 9,76%, mentre le vagine di gomma all'8,78%. A seguire, ultimo articolo sopra il 5% di fetta di mercato, ci sono le bende col 5,61%. Il restante 26,1% dei sex toy venduti sono articoli come gli attrezzi per la pratica del bondage, le manette, sostegni di vario genere, palline vaginali... La fantasia non manca, e i soldi neppure.
Non solo gratificanti ma anche belli: i vibratori di Lelo sono oggetti di design

Lelo
Nel periodo di San Valentino, i dati registrati su Lelo mostrano un interessante aumento delle vendite e che ben il 60% degli acquisti sono stati effettuati da donne. Candele per massaggi, manette di seta, frustini in suede, ma anche sex toy in silicone liscio o placcati in oro, sono tra gli oggetti più acquistati online dal sesso femminile in cerca di una serata stuzzicante. Per chi non lo conoscesse, Lelo è il brand svedese che ha rivoluzionato il mondo dell'erotismo e dei sex toy introducendo linee sinuose e oggetti di alto design, ben lontani dal classico dildo in gomma. Il Global marketing director Luka Matutinovic racconta a La Verità quali sono state le chiavi del successo che hanno permesso al marchio di conquistare una fetta importante del mercato dei vibratori.
Quali sono gli aspetti più importanti per un'azienda di sex toy?
«Costruire un brand nell'industria per adulti è difficile. Ma è possibile. Fare marketing nel settore dei sex toy a livello globale è impegnativo e richiede tempo, ma risulta poi essere gratificante e altrettanto molto divertente sperimentare. Se hai una solida offerta di prodotti e un messaggio forte, non c'è motivo per cui non puoi avere successo. Ciò che contraddistingue Lelo come azienda è la coerenza. I fondatori di Lelo provenivano tutti da ambienti creativi, come design e ingegneria; e per questo, Lelo fonda l'intero processo di produzione, sviluppo e lavorazione di un prodotto su concetti di design concreti e lineari, immutabili nel tempo e riconoscibili grazie ad uno stile inconfondibile, anche se non si ha familiarità con il brand. Il linguaggio visivo di Lelo è stato coerente dal primissimo prodotto, Lily, fino a quelli che sono stati lanciati quest'anno. Ogni prodotto Lelo è immediatamente riconoscibile dal design e parte della stessa famiglia. Lo stesso vale per il packaging, l'artwork, il pos (punti vendita): tutto è progettato sotto un insieme di linee guida di stile strettamente garantite, che assicurano un prodotto degno di portare il logo Lelo. E ciò che stabilisce ogni attività del nostro brand come brand effettivo è la coerenza».
Com'è il mercato in questo momento?
«Ogni giorno l'industria dei sex toy assiste a un crescente atteggiamento positivo da parte dei propri consumatori, che stanno man mano accettando prodotti per la vita intima come parte della quotidianità. Il brand Lelo sta guidando questa propensione: i prodotti che progettiamo sono studiati per essere belli ed eleganti. Il mercato si sta espandendo periodicamente. Ci sono molte più persone attratte dalla curiosità di provare i sex toy e quest'ultimi stanno diventando sempre meno un tabù. Per questo, speriamo che il mercato dei sex toy e il mercato mainstream andranno di pari passo: al momento non sembra così irrealistico affermare che succederà entro i prossimi 20 anni (su certi aspetti sta già iniziando)».
Parlare di sex toy è ancora visto come un tabù?
«L'atteggiamento nei confronti dei sex toy sta cambiando. È un processo lento, ma stiamo assistendo a un "disgelo" nella concezione dell'intimità e della sessualità, così come parlare di sesso e piacere. Le persone stanno diventando più aperte, più curiose e più disponibili a scoprire nuovi piaceri».
Qual è il cliente ideale Lelo?
«Non esiste il cliente Lelo perfetto, vogliamo dare il meglio a chiunque sia interessato all'acquisto di un sex toy. Ogni prodotto può essere maggiormente adatto a un gruppo di persone, ma non esiste l'archetipo del cliente Lelo. Ci muoviamo su una fascia di età compresa tra 18 e 64 anni e la suddivisione tra acquirenti di sesso femminile e di sesso maschile è pressoché identica».
Lelo pone grande attenzione nel design dei suoi prodotti. Come mai questa scelta?
«Quando Lelo ha lanciato i suoi primi prodotti più di dieci anni fa, questi si sono distinti perché non assomigliavano ad alcuno dei sex toy fino ad allora conosciuti. Sembravano oggetti d'arte, ornamentali, eleganti e belli, come un pezzo di design o un'installazione artistica. Lo stile Lelo, miglioratosi nel tempo, si basa su linee sinuose e levigate, forme eleganti e seducenti. Se noi stessi non ci sorprendiamo, allora non stiamo facendo il nostro lavoro nel modo giusto».
Qual è il futuro dei sex toy?
«La natura dell'innovazione nell'industria dei sex toy è la stessa di ogni industria tecnologica: le tendenze sono dettate dal consumatore. In questo momento, c'è un trend verso sex toy molto più inclusivi e sessualmente progressivi. I prodotti non sono più giudicati solo su quanto siano piacevoli, ma su quanto sia positivo l'atteggiamento del brand che li ha creati. Speriamo che questa tendenza continui e cresca: i brand con messaggi positivi come Lelo perseguono l'obiettivo di abbattere i tradizionali tabù, un obiettivo davvero importante e impegnativo. In futuro, possiamo solo aspettarci che l'uomo e la tecnologia vivano in sinergia, intersecandosi sempre più. Un sex toy oggigiorno è già una connessione tra l'innovazione e l'uomo e nello specifico i sex toy Lelo sono molto più avanti rispetto alla maggior parte di altri prodotti dello stesso settore. Ci auguriamo che i sex toy diventino onnipresenti quasi come gli smartphone (o qualunque sia l'equivalente futuristico di uno smartphone)».
Avete anche creato una linea di preservativi. Ci potete raccontare di più su questa scelta?
«Ci sono due motivi principali per cui abbiamo deciso di sviluppare Lelo Hex. Innanzitutto, l'obiettivo era quello di iniziare una conversazione con il consumatore per confrontarsi con una realtà difficile: le malattie sessualmente trasmissibili (Mst) continuano a registrare allarmanti dati in crescita, più velocemente di quanto ci si immagini. Parte di ciò è dovuto al calo nell'uso del preservativo, in particolare tra i giovani. Questo ci porta al secondo obiettivo: creare un preservativo abbastanza attraente da incoraggiare le persone a ricominciare a usarlo. Perché il sesso sicuro può e dovrebbe essere bellissimo. Questo è quello che abbiamo fatto per anni a Lelo, e i preservativi Hex sono l'apice di questa esperienza. Il preservativo non è cambiato dall'introduzione del serbatoio 70 anni fa. Il problema è che il mercato dei preservativi è rimasto stabile per anni, senza alcuna pulsione all'innovazione. Le persone usano meno i preservativi, anche per una mancanza di innovazione concreta nel settore. Hex non è solo progettato per migliorare il sesso sicuro, ma è anche progettato per dare nuova vita al settore nel suo complesso».
Quali sono i vostri best seller?
«Ciò che è interessante nel portfolio di Lelo è che non c'è un singolo prodotto di spicco a livello globale. Tuttavia, l'anno scorso il più grande prodotto venduto è stato Sona: il primo massaggiatore clitorideo a onde soniche, con batteria ricaricabile via Usb, impermeabile e con tecnologia Cruise Control. Sona è completamente in silicone lucido, con linee sinuose: un prodotto innovativo nel settore. Nel mare degli stimolatori clitoridei, Lelo Sona si è distinto e ha avuto un grande successo quando è stato lanciato nell'ottobre del 2017, ottenendo consensi in tutto il mondo. È diventato ben presto un sex toy molto richiesto e apprezzato, ma ogni nostro cliente ha il proprio prodotto Lelo preferito».
Qual è la vostra missione?
«Lelo è un brand che unisce le persone: vicinanza, intimità, passione, sessualità, Lelo è tutto questo e molto altro. I nostri progetti offrono un quid in più a tutti coloro che cercano il piacere, in un mondo pervaso dall'ordinarietà. Mentre il mondo si spinge verso i limiti del sesso e della sessualità, Lelo continua a lottare contro i tabù, ponendo le basi su cui il consumatore potrà tracciare il proprio percorso. Il sesso è divertente. Ecco perché Lelo è un parco giochi per i più curiosi».
M. Baroli
Non chiamatelo sexy shop. C'è Sex Sade, la prima «fetish boutique» d'Italia

Facebook Sex Sade
Sex Sade è una piccola realtà milanese dalla lunga storia. Nasce nel 1998 come prima «fetish boutique» italiana, ben prima che milioni di donne sentissero parlare di Christian Grey e le sue 50 sfumature. Le titolari si chiamano Arianna e Martina e da anni collezionano clienti - e recensioni a cinque stelle - per il loro mondo ironico e cortese di raccontare un mondo che agli occhi di molti è ancora tabù. Sex Sade è una realtà unica, «una risposta alternativa alle esigenze delle persone che cercano qualcosa di irriverente, audace e divertente». Vi starete chiedendo cosa differenzi questo tipo di boutique da un sexy shop. La risposta è semplice: la clientela. Mentre i principali frequentatori dei secondi sono uomini alla ricerca di prodotti per l'autoerotismo, in una «fetish boutique» le clienti sono donne e i prodotti sono soprattutto destinati al rapporto di coppia. Per questo motivo tra gli oggetti in vendita si possono trovare costumi sexy, completi intimi più o meno aggressivi e qualsiasi tipo di sex o soft toy.
In 17 anni il negozio è molto cambiato. Non in fatto di look, che rimane un po' vintage e fa l'occhiolino all'universo delle pin up, ma in merito all'offerta. Martina spiega infatti che inizialmente si trovavano a servire una clientela esperta nel bondage e quindi disposta a pagare per prodotti di qualità. È stato l'avvento di internet e la diffusione del concetto di feticismo che ha aiutato il negozio a vendere oggetti di generi diversi a prezzi decisamente più accessibili. È così che la clientela è aumentata - e ora spazia da adolescenti a donne più mature - e Sex Sade è diventata una delle «fetish boutique» di maggiore successo. Il loro segreto? Dare vita a un'ambiente dove chiunque possa sentirsi a proprio agio e, nonostante l'argomento trattato, evitare un linguaggio volgare.
Quale messaggio lancia quindi Sex Sade alle loro clienti? «Nell'attuale periodo storico, dove noi donne siamo costantemente messe alla prova dai canoni che la società e i media ci impongono, siamo convinte che imparare a conoscere noi stesse, valorizzando il nostro aspetto e facendo trasparire con armonia le diverse sfumature di se, sia l'arma giusta per essere competitive. Ed è la sicurezza raggiunta, la chiave per sentirsi belle, autentiche e irresistibili».
Mariella Baroli
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David Len - Unsplash
- Chi cerca giocattoli erotici spende dai 99 centesimi ai 400 dollari. A livello globale lo scorso anno il settore ha chiuso con oltre 18 miliardi di fatturato e nel 2021 si avvicinerà ai 30 miliardi.
- Luka Matutinovic, Global marketing director del brand svedese Lelo, spiega come gli aggeggi erotici rappresentino sempre meno un tabù: «Le persone stanno diventando più aperte e più curiose ».
- Il 17% degli acquisti è destinato al classico vibratore, ma la tecnologia ha dato vita a diverse innovazioni: tramite l'intelligenza artificiale gli strumenti si collegano pure alla realtà virtuale
Lo speciale contiene tre articoli.
Un mercato che lo scorso anno valeva 18,6 miliardi di dollari a livello globale e che cresce a forte velocità: è quello dei sex toys. Vibratori, dildo, palline vaginali, lingerie da burlesque e altri oggetti di piacere sono sempre più apprezzati dai consumatori di tutto il mondo: secondo l'ultimo rapporto della società di analisi e ricerca Technavio, intitolato "Global Sex Toys Market 2017-2021", il mercato mondiale dei giocattoli sessuali dovrebbe accelerare a un Cagr (compound annual growth rate, o tasso annuo di crescita composto, ndr) pari a quasi il 7% fino al 2021, anno in cui il valore totale del mercato dovrebbe superare i 29 miliardi di dollari.
In questo variegato settore si trovano oggetti di ogni genere e di ogni fascia di prezzo, da 99 centesimi a quasi 400 dollari per i gadget più tecnologici: la parte del leone la fanno i "classici" vibratori, che nel 2016 rappresentavano il 17% del mercato globale e dovrebbero raggiungere il 24% entro il 2021, con una crescita annua di quasi il 2% delle quote di mercato. Secondo la società di ricerca Statistic Brain, il 23% degli adulti utilizza gadget di qualche genere durante i rapporti intimi. A dare una spinta decisiva alla crescita del settore negli ultimi anni è senz'altro l'ecommerce, che ha il vantaggio di far superare agli acquirenti l'imbarazzo dell'acquisto di questi prodotti. Su Google sono soprattutto gli americani a cercare informazioni dettagliate sui sex toys, seguiti da inglesi e sudafricani.
Anche in Europa il business è in crescita esponenziale: lo scorso anno il fatturato è cresciuto del 20% rispetto al 2016. In Italia la crescita è stata del 6%, grazie soprattutto al canale online: nel nostro Paese i sexy shop sono circa 500, ma a registrare l'attività più intensa sono i siti di ecommerce. Secondo le rilevazioni della piattaforma specializzata MySecretCase, a comprare online sono soprattutto le donne, che nel 2017 rappresentavano il 40% delle vendite contro il 25% degli uomini; ma anche le coppie si mostrano molto interessate, con una percentuale del 35%, in aumento di 10 punti rispetto alle rilevazioni del 2014-2016. I giocattoli erotici piacciono in particolare alle ragazze: la fascia di età tra i 20 e i 30 anni ha registrato infatti lo scorso anno un incremento degli acquisti del 300% rispetto al 2016. L'acquirente tipo spende in media tra gli 80 e i 90 euro e il 70% fa gli ordini in orario d'ufficio (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18): chi compra i giocattoli erotici li usa poi regolarmente (nel 60% dei casi). I sex toys sono molto gettonati nelle grandi città, con Milano che si rivela la città più dinamica in termini di vendite con il 20%, seguita da Roma al 15% e Torino al 5%; nel 2017 è stato però il Sud a crescere a una velocità doppia (+40%) rispetto a Nord (+20%) e Centro (+15%).
Un tale successo di vendite implica una moltiplicazione dell'offerta di prodotti che non sempre sono però sicuri. I sex toys, che si utilizzano tra l'altro in zone del corpo particolarmente delicate, potrebbero infatti mettere a rischio la nostra salute se realizzati con materiali pericolosi, come plastiche di provenienza non accertata o il jelly, di consistenza gelatinosa, che potrebbe contenere ftalati, sostanze che in grandi quantità rappresentano un rischio per la salute. Gli esperti di MySecretCase consigliano quindi di scegliere sex toys realizzati in silicone medicale, considerato il materiale più sicuro in assoluto, oppure in vetro, acciaio o ceramica. In caso di articoli realizzati in plastica, in particolare Pvc, il suggerimento è di cercare quelli con la dicitura "senza ftalati" e in generale è meglio prediligere i prodotti a marchio CE, ovvero realizzati in conformità agli standard produttivi europei.
Chiara Merico
«L'atteggiamento nei confronti dei sex toys sta cambiando»

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Il brand che ha rivoluzionato il mondo dei sex toys si chiama Lelo ed è svedese. Il Global marketing director Luka Matutinovic racconta quali sono state le chiavi del successo che hanno permesso al marchio di conquistare una fetta importante del mercato dei vibratori.
Quali sono gli aspetti più importanti per un'azienda di sex toys?
«Costruire un brand nell'industria per adulti è difficile. Ma è possibile. Fare marketing nel settore dei sex toys a livello globale è impegnativo e richiede tempo, ma risulta poi essere gratificante e altrettanto molto divertente sperimentare. Se hai una solida offerta di prodotti e un messaggio forte, non c'è motivo per cui non puoi avere successo. Ciò che contraddistingue Lelo come azienda è la coerenza. I fondatori di Lelo provenivano tutti da ambienti creativi, come design e ingegneria; e per questo, Lelo fonda l'intero processo di produzione, sviluppo e lavorazione di un prodotto su concetti di design concreti e lineari, immutabili nel tempo e riconoscibili grazie ad uno stile inconfondibile, anche se non si ha familiarità con il brand. Il linguaggio visivo di Lelo è stato coerente dal primissimo prodotto, LILY ™, fino a quelli che sono stati lanciati quest'anno. Ogni prodotto Lelo è immediatamente riconoscibile dal design e parte della stessa famiglia. Lo stesso vale per il packaging, l'artwork, il PoS (punti vendita): tutto è progettato sotto un insieme di linee guida di stile strettamente garantite, che assicurano un prodotto degno di portare il logo Lelo. E ciò che stabilisce ogni attività del nostro brand come brand effettivo è la coerenza».
Com'è il mercato in questo momento?
«Ogni giorno l'industria dei sex toys assiste a un crescente atteggiamento positivo da parte dei propri consumatori, che stanno man mano accettando prodotti per la vita intima come parte della quotidianità. Il brand Lelo sta guidando questa propensione: i prodotti che progettiamo sono studiati per essere belli ed eleganti. Il mercato si sta espandendo periodicamente. Ci sono molte più persone attratte dalla curiosità di provare i sex toys e quest'ultimi stanno diventando sempre meno un tabù. Per questo, speriamo che il mercato dei sex toys e il mercato mainstream andranno di pari passo: al momento non sembra così irrealistico affermare che succederà entro i prossimi 20 anni (su certi aspetti sta già iniziando)».
Parlare di sex toy è ancora visto come un taboo?
«L'atteggiamento nei confronti dei sex toys sta cambiando. È un processo lento, ma stiamo assistendo a un "disgelo" nella concezione dell'intimità e della sessualità, così come parlare di sesso e piacere. Le persone stanno diventando più aperte, più curiose e più disponibili a scoprire nuovi piaceri».
Qual è il cliente ideale Lelo?
«Non esiste il cliente Lelo perfetto, vogliamo dare il meglio a chiunque sia interessato all'acquisto di un sex toy. Ogni prodotto può essere maggiormente adatto a un gruppo di persone, ma non esiste l'archetipo del cliente Lelo. Ci muoviamo su una fascia di età compresa tra 18 e 64 anni e la suddivisione tra acquirenti di sesso femminile e di sesso maschile è pressoché identica».
Lelo pone grande attenzione nel design dei suoi prodotti. Come mai questa scelta?
«Quando Lelo ha lanciato i suoi primi prodotti più di dieci anni fa, questi si sono distinti perché non assomigliavano ad alcuno dei sex toys fino ad allora conosciuti. Sembravano oggetti d'arte, ornamentali, eleganti e belli, come un pezzo di design o un'installazione artistica. Lo stile Lelo, miglioratosi nel tempo, si basa su linee sinuose e levigate, forme eleganti e seducenti. Se noi stessi non ci sorprendiamo, allora non stiamo facendo il nostro lavoro nel modo giusto».
Qual è il futuro dei sex toy?
«La natura dell'innovazione nell'industria dei sex toys è la stessa di ogni industria tecnologica: le tendenze sono dettate dal consumatore. In questo momento, c'è un trend verso sex toys molto più inclusivi e sessualmente progressivi. I prodotti non sono più giudicati solo su quanto siano piacevoli, ma su quanto sia positivo l'atteggiamento del brand che li ha creati. Speriamo che questa tendenza continui e cresca: i brand con messaggi positivi come Lelo perseguono l'obiettivo di abbattere i tradizionali tabù, un obiettivo davvero importante e impegnativo. In futuro, possiamo solo aspettarci che l'uomo e la tecnologia vivano in sinergia, intersecandosi sempre più. Un sex toy oggigiorno è già una connessione tra l'innovazione e l'uomo e nello specifico i sex toys Lelo sono molto più avanti rispetto alla maggior parte di altri prodotti dello stesso settore. Ci auguriamo che i sex toys diventino onnipresenti quasi come gli smartphone (o qualunque sia l'equivalente futuristico di uno smartphone)».
Avete anche creato una linea di preservativi. Ci potete raccontare di più su questa scelta?
«Ci sono due motivi principali per cui abbiamo deciso di sviluppare Lelo HEX™. Innanzitutto, l'obiettivo era quello di iniziare una conversazione con il consumatore per confrontarsi con una realtà difficile: le malattie sessualmente trasmissibili (Mst) continuano a registrare allarmanti dati in crescita, più velocemente di quanto ci si immagini. Parte di ciò è dovuto al calo nell'uso del preservativo, in particolare tra i giovani. Questo ci porta al secondo obiettivo: creare un preservativo abbastanza attraente da incoraggiare le persone a ricominciare a usarlo. Perché il sesso sicuro può e dovrebbe essere bellissimo. Questo è quello che abbiamo fatto per anni a Lelo, e i preservativi HEX™ sono l'apice di questa esperienza. Il preservativo non è cambiato dall'introduzione del serbatoio 70 anni fa. Il problema è che il mercato dei preservativi è rimasto stabile per anni, senza alcuna pulsione all'innovazione. Le persone usano meno i preservativi, anche per una mancanza di innovazione concreta nel settore. HEX™ non è solo progettato per migliorare il sesso sicuro, ma è anche progettato per dare nuova vita al settore nel suo complesso».
Quali sono i vostri best seller?
«Ciò che è interessante nel portfolio di Lelo è che non c'è un singolo prodotto di spicco a livello globale. Tuttavia, l'anno scorso il più grande prodotto venduto è stato Sona: il primo massaggiatore clitorideo a onde soniche, con batteria ricaricabile via Usb, impermeabile e con tecnologia Cruise Control. Sona è completamente in silicone lucido, con linee sinuose: un prodotto innovativo nel settore. Nel mare degli stimolatori clitoridei, Lelo Sona si è distinto e ha avuto un grande successo quando è stato lanciato nell'ottobre del 2017, ottenendo consensi in tutto il mondo. È diventato ben presto un sex toy molto richiesto e apprezzato, ma ogni nostro cliente ha il proprio prodotto Lelo preferito».
Qual è la vostra missione?
«Lelo è un brand che unisce le persone: vicinanza, intimità, passione, sessualità, Lelo è tutto questo e molto altro. I nostri progetti offrono un quid in più a tutti coloro che cercano il piacere, in un mondo pervaso dall'ordinarietà. Mentre il mondo si spinge verso i limiti del sesso e della sessualità, Lelo continua a lottare contro i taboo, ponendo le basi su cui il consumatore potrà tracciare il proprio percorso. Il sesso è divertente. Ecco perché Lelo è un parco giochi per i più curiosi».
Smartphone e rossetto si trasforma in vibratore

Ian Dooley - Unsplash
La tecnologia la fa da padrone anche nel mondo dei sex toys. I nostri smartphone ad esempio possono trasformarsi in veri e propri vibratori grazie a una serie di app create proprio per il piacere. Una di queste si chiama "Women feel love" ed è disponibile gratuitamente per Android. L'interfaccia è semplice e intuitiva, vi basta soltanto scegliere la potenza e la durata della vibrazione. Per Lelo, azienda leader del settore, è un periodo molto interessante per sex toys, «un tempo dove le continue innovazioni tecnologiche e la sempre più libera interpretazione del piacere personale costituiscono il presupposto per un futuro radioso». Da queste premesse è nato Sona, il primo stimolatore clitorideo a utilizzare onde soniche invece delle ormai classiche vibrazioni. Insieme a lui, l'azienda svedese ha prodotto una serie di sex toys - da utilizzare soli o in coppia - telecomandati. Grazie alla tecnologia SenseMotion, telecomando e oggetto si muovono alla stesso ritmo. Il sex toy può essere attivato fino a 12 metri di distanza, attraverso i muri e persino sott'acqua. Insomma un vibratore completamente wireless. MIA 2 è invece il classico vibratore da borsetta. Grande come un rossetto e dal design minimale può essere portato ovunque e ricaricato attraverso una comoda porta Usb.
Per My Secret Case - primo ecommerce italiano - uno dei sex toys più amati si chiama Eidolon. Creato da Magic motion, funziona tramite app. Avete capito bene. Dopo aver acquistato il vostro "giocattolo" vi basterà scaricare l'applicazione dedicata sul vostro smartphone e scegliere la vibrazione perfetta. Siime eye è invece un vibratore con videocamera integrata per condividere tutto, ma davvero tutto quello che succede. Anche la stampa 3D offre grandi possibilità per il futuro del mercato, anche se al momento i costi siano ancora molto alti e i tempi di realizzazione decisamente più lunghi della media. L'esempio di maggior successo di sex toy creato tramite stampa 3D è quello di Tenga. Tenga 3D è dedicato alla clientela maschile, una manica in stampa antibatterica dalla texture a spirale. Flessibile e facile da usare dona sensazioni incredibili. Se invece quello che offre il mercato non fa per voi, esistono una serie di portali e negozi (il più famosi si chiama Cunicode e si trova a Barcellona) dove è possibile stampare un sex toys su misura. Hello touch è invece il primo vibratore da indossare e il più piccolo al mondo. Si calza su indice e medio come un guanto ed è composto da due capsule vibranti ricoperte da silicone. Per cambiare ritmo e intensità basta usare il controller da polso. Il trend più interessante per gli anni futuri è però quello della realtà virtuale. Già esploso con la creazione di porno in realtà virtuale, molte aziende stanno lavorando per creare una sinergia tra l'universo VR e quello dei sex toys. Infine Arduino ha creato il primo sex toy con intelligenza artificiale.
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