retribuzioni

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Rasizza: «L’occupazione tiene. Il vero problema sono le retribuzioni»
Rosario Rasizza (Imagoeconomica)
L’ad di Openjobmetis: «Oggi c’è mercato per mezzo milione di persone- Firma dei contratti nazionali più veloce. Cinquantenni ricercatissimi».

«I dati Istat ci parlano di una situazionale occupazione buona e in tenuta: dal nostro Osservatorio, possiamo confermare questo trend. Quanto agli stipendi, i contratti nazionali andrebbero rinnovati il prima possibile senza le lungaggini dovute a battaglie ideologiche». Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, Associazione italiana delle Agenzie per il lavoro, e amministratore delegato di Openjobmetis, presente sul mercato Italiano da 25 anni, fa il punto sul mercato del lavoro partendo dalle ultime rilevazioni dell’Istat.

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Malgrado l’auto, in Italia aumentano i salari
(IStock)
  • Nonostante la crisi dell’industria, negli ultimi tre mesi le retribuzioni sono cresciute del 2% più dell’inflazione e nei servizi hanno superato il +4%. Le politiche del governo funzionano. Serve un altro sprint con il rinnovo dei contratti scaduti a 7 milioni di addetti.
  • Dopo Volkswagen altre case Ue rivedono le stime al ribasso. Margini giù pure per Ford.

Lo speciale contiene due articoli.

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  • In arrivo la direttiva sulla retribuzione garantita per legge. In realtà c’è un’ampia forbice tra i Paesi (21 su 27) che lo adottano: dai 2.256 euro del Lussemburgo ai 332 della Bulgaria. L’obiettivo è politico e salderà l’asse statalista tra i grillini, il Pd e la Cgil.
  • Salario minimo: Per la Cisl va «esteso e rafforzato» mentre la Uil teme che sostituisca i contratti.

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