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Le toghe rosse d’accordo con Nordio
Carlo Nordio (Ansa)
Il ministro attaccato dall’ex giudice Giancarlo Caselli perché vorrebbe che dopo due assoluzioni finisse il processo. Ma Md condivide lo sconcerto: «Oggi impugnazioni più limitate».

Se ci fosse un indice di Borsa anche per la barbarie giuridica saremmo in piena bolla. Sarà l’effetto del referendum sulla giustizia, o il ritorno in tv dei grandi gialli irrisolti, ma ormai c’è anche una discreta gara alla forca. L’ultimo episodio ha per vittima Carlo Nordio, che mercoledì ha osato dire, da «semplice uomo di legge», che è sconcertato dalla vicenda processuale di Alberto Stasi e che forse sarebbe il caso, alla seconda assoluzione, di chiuderla lì con i processi.

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«Nordio in Uruguay da Cipriani». Il Guardasigilli fa causa a Ranucci
Carlo Nordio (Ansa)
Il ministro è pronto ad avviare, come rivela «Il Foglio», «un’azione risarcitoria» contro Mister «Report» (già richiamato dalla Rai) per le sue accuse lanciate su Rete 4. Il giornalista poteva parlare solo del libro in uscita.

Mentre continuano a volare gli stracci in casa Rai tra la direzione approfondimenti e il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, il Foglio fa sapere che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, starebbe preparando un’«azione risarcitoria in sede civile» nei confronti del conduttore di Rai 3. La causa scatta a causa delle gravi dichiarazioni rilasciate su Rete 4 nella trasmissione È sempre Cartabianca.

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La Rai richiama Ranucci all’ordine. «Sono stato troppo generoso...»
Sigfrido Ranucci (Ansa)
Il giornalista si difende dopo la reprimenda di viale Mazzini per le uscite nel salotto tv di Bianca Berlinguer.

«Caro Sigfrido, voglio richiamare la tua attenzione sulle dichiarazioni da te rese nel corso della trasmissione di un’emittente concorrente di cui sei stato ospite e in particolare sulle affermazioni concernenti il ministro della Giustizia Nordio». Comincia così la lettera di Paolo Corsini a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report che martedì scorso, nello studio di È sempre Cartabianca, ha detto che il Guardasigilli ha visitato il ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay.

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Il Pg di Milano si discolpa: «Nessuno mandò indietro la relazione sulla Minetti»
Nicole Minetti (Ansa). Nel riquadro, il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa
Gaetano Brusa: «Mai accaduta una cosa del genere in 40 anni». Verranno sentiti pure i medici italiani del bimbo. Giorgia Meloni esausta: «Ai cittadini interessa ben altro».

La solita fiera all’italiana. Sul caso della grazia a Nicole Minetti ognuno scarica le colpe sull’altro e, alla fine, non ha sbagliato nessuno. Il Quirinale dà la colpa al ministero, il ministero fa cadere le responsabilità sulla Procura generale di Milano, la Procura generale di Milano sostiene di aver fatto tutto bene e riscarica sul Colle. E si riparte da capo.

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Il giornalismo d’assalto per Ranucci: accusa Nordio ma sbaglia data e nomi
Sigfrido Ranucci (Ansa)
Su Rete 4, il conduttore di «Report» sgancia una presunta bomba contro il ministro: «È stato ospite di Giuseppe Cipriani nel ranch in Uruguay». Il Guardasigilli chiama in diretta per smentirlo. Il giornalista inanella errori e gaffe.

Ucci ucci, sento odore di Ranucci, nel senso di Sigfrido. Brutta bestia l’invidia: c’è chi c’ha gli Epstein files e chi Nicole Minetti, igienista dentale alla corte di Silvio Berlusconi. L’hanno condannata per favoreggiamento della prostituzione e poi l’hanno graziata. E graziosa lo è. La grazia in questo Paese la concede il presidente della Repubblica (articolo 87 della Costituzione); è una sua esclusiva prerogativa e al Quirinale c’è anche un ufficio apposito che studia le pratiche.

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