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Sono una toga progressista e vi spiego perché voterò Sì
Nel riquadro, il Pm Massimo Russo (Imagoeconomica)

L’articolo di Massimo Russo: «Ero nella corrente fondata da Giovanni Falcone e mi dispiace che da sinistra i colleghi attacchino la legge Nordio, che completa il percorso avviato dai riformisti. E ci rende più autorevoli».

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Gaia Tortora: «Non perdono i giudici di mio padre. C’era del dolo, non fu un errore»
Gaia Tortora (Imagoeconomica)
La giornalista: «Nella serie “Portobello” ho ritrovato lo spirito di papà, Fabrizio Gifuni ha studiato. La riforma? Non è contro la magistratura, ma per il suo corretto funzionamento. Le toghe fuori dalle correnti non toccano palla».

Gaia Tortora, chi era tuo padre?
«Un uomo per bene. Che amava leggere e fare il suo lavoro. Un giornalista prima e un conduttore televisivo poi».

Come si comportava in famiglia?

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ll voto del Csm dopo il «Mattarella show» è il migliore spot per la riforma Nordio
Il Csm durante la visita di Sergio Mattarella (Ansa)
Appena Re Sergio, martedì, ha lasciato la riunione, il plenum ha distribuito incarichi secondo i voleri delle correnti: basta.

Raccolgo volentieri l’invito della Verità di spiegare le buone ragioni della riforma, non offuscate dalla cattive intenzioni che le si attribuiscono. Con alcuni colleghi curo da anni un blog divulgativo sui temi della giustizia e, in particolare, sui guasti del «correntismo». Si chiama toghe.blogspot.com altrimenti noto come «Uguale per tutti».

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Il centrodestra fa buon viso. Nordio: «Giusto abbassare i toni»
Carlo Nordio (Ansa)
Schlein ringrazia l’inquilino del Quirinale. Tajani: «Ma le sue parole valgano per tutti».

È apparso «condivisibile» l’intervento del capo dello Stato a tutto l’arco parlamentare. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio «l’esortazione» di Sergio Mattarella è «opportuna in questo momento in cui i toni si sono riscaldati al di là della ragionevolezza». Nordio però ha anche precisato di aver sempre sostenuto fin dal primo giorno che il dibattito fosse mantenuto in termini pacati e razionali esclusivamente nel suo ambito naturale, «quello di una riforma costituzionale - che attua un’idea di un grande eroe della Resistenza, Giuliano Vassalli - senza conferirgli un significato politico o polemico, rispettando gli avversari e chi la pensa diversamente da noi senza arrivare a espressioni che possono appunto riscaldare i toni, come ci ha ricordato bene il presidente Mattarella».

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«Cerchiamo, con un’attività di prevenzione, di evitare che quei tristi momenti si ripetano». Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella conferenza stampa al termine del Cdm, riferendosi alle norme introdotte con il decreto sicurezza e al fenomeno delle Brigate rosse.

Nordio ha definito il fenomeno delle Br come «nato per una insufficiente attenzione, anche da parte dello Stato, verso queste forme di aggressività odiosa nei confronti delle forze dell’ordine. Ricordiamo le espressioni “compagni che sbagliano” e “sedicenti Brigate rosse”». La nuova norma introdotta dal decreto sicurezza «non è uno scudo penale, che invece vuol dire impunità: qui l’impunità non c’è per nessuno, quindi è una parola impropria», ha aggiunto in merito al nuovo provvedimento contenuto nel decreto, che istituisce un registro separato per i reati commessi con «causa di giustificazione».

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