Delitto Attanasio. Il testimone ignorato: «Racket di visti, la Farnesina sapeva»
Un funzionario italiano denunciò già nel 2017 traffici e scarsa sicurezza nell’ambasciata in Congo: «Fui minacciato dai locali».
Un funzionario italiano denunciò già nel 2017 traffici e scarsa sicurezza nell’ambasciata in Congo: «Fui minacciato dai locali».
L’agguato cinque anni fa. Prima della sua ultima missione, il carabiniere di scorta chiese un’auto blindata (che sarebbe stata subito disponibile) e più protezione.
Il padre dell’ambasciatore ucciso in Africa: «L’attentato è stato un attacco politico contro l’Italia, spero che domani i giudici non riconoscano l’immunità agli imputati».
Dietro la morte dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio si celerebbe il presidente della Repubblica del Ruanda, Paul Kagame: è questa la pesante accusa che il padre comboniano, Filippo Ivardi Ganapini, ha lanciato lo scorso 10 giugno su Panorama.it.
Secondo la Procura, l'ambasciatore fu ucciso da una banda criminale poiché viaggiava su un convoglio poco sicuro. Iscritto al registro un funzionario africano dell'Onu.
Per l'Onu, il transito dell'auto di Luca Attanasio nella zona a rischio era autorizzato dalle autorità locali. Ma Kinshasa smentisce
Agguato a Kibumba, muoiono il nostro diplomatico Luca Attanasio, un carabiniere e un autista locale. I tre viaggiavano in un convoglio delle Nazioni unite. Le misure di sicurezza, però, erano inesistenti.Sono diversi i gruppi armati che operano in quell'area, che…
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