omicidio ambasciatore italiano

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Delitto Attanasio. Il testimone ignorato: «Racket di visti, la Farnesina sapeva»
Un funzionario italiano denunciò già nel 2017 traffici e scarsa sicurezza nell’ambasciata in Congo: «Fui minacciato dai locali».

«I magistrati si sono orientati verso la ricerca di una responsabilità. E si è scelto il colpevole perfetto, cioè il World food program, che non può essere portato in giudizio». L’uomo che parla è un funzionario della Farnesina ancora in servizio. Non è un osservatore esterno. È uno che quella sede l’ha vissuta. Che conosce Kinshasa, località del Congo in cui ha sede l’Ambasciata italiana, i suoi equilibri e le sue distorsioni. E che, prima ancora che l’ambasciatore Luca Attanasio arrivasse in quel Paese, aveva messo nero su bianco tutte le criticità.

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