Dalle morti agli obiettori. Sull’aborto e la legge 194 sfornano bugie da 45 anni
L’interruzione di gravidanza è stata imposta grazie a numeri gonfiati e fake news. E sulla norma feticcio, gli stessi relatori dicevano: «Vediamo come va e cambiamola».
L’interruzione di gravidanza è stata imposta grazie a numeri gonfiati e fake news. E sulla norma feticcio, gli stessi relatori dicevano: «Vediamo come va e cambiamola».
Nella riforma del Codice della strada il via libera alla censura. Quale sia lo scopo di questo comma è chiarissimo: i dem lo hanno proposto per impedire a Pro Vita e ad altre associazioni pro life di posizionare cartelloni contro…
La parte «aperturista» di clero e politica ritiene che gli articoli sulla difesa della vita e sui consultori bastino a rendere accettabile la norma. Ma la verità è che allarga al massimo le maglie per interrompere la gravidanza.
L'associazione Luca Coscioni lancia l'allarme: «La 194 è fortemente disattesa» (ma i dati del ministero dicono il contrario). Aggiunge che il «ben il 31%» della popolazione vuole rivedere la legge: vuol dire che il 69% invece la pensa all'opposto.
Persino il Jacques Delors Institute, di cui è presidente Letta, traccia un quadro inquietante sull’inverno demografico europeo. Eppure la sinistra frigna perché ci sono poche interruzioni di gravidanza e fa trincee attorno alla 194 (che nessuno vuole abolire).
Il «diritto» all’aborto è un totem della sinistra a cui vanno opposte politiche a tutela di madre e figlio. Senza ambiguità.
Il vescovo di Ventimiglia: «È intrinsecamente negativa, poiché legittima l’uccisione di un essere umano nel grembo materno. Se messa in discussione, divampano polemiche perché c’è una dittatura ideologica».
Rimosso il cartellone anti aborto davanti alla clinica Mangiagalli di Milano. Per il Pd era «una terribile provocazione» da cancellare subito. Curioso: era appeso da settembre e non aveva suscitato sconcerto.
La decisione dei giudici americani raccontata solo attraverso il politicamente corretto.
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