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Dimmi La Verità | Sara Kelany (Fdi): «La sinistra mente sui centri in Albania»

Ecco #DimmiLaVerità del 24 aprile 2026. La deputata di Fdi Sara Kelany spazza via le bugie della sinistra sui centri in Albania.

«Carta mutata dai giudici». Barbera scuote la politica
Auguato Barbera (Imagoeconomica)
L’intervista all’ex presidente scuote la politica. Fdi: «Ha rivelato che certe toghe sono sovversive». Gasparri: «Costituzione da svecchiare». Calenda: «Non è voto sulla Meloni».
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Cari lettori, noi amiamo la Verità poiché sappiamo di non possederla
L’incontro con i lettori del quotidiano dimostra una cosa: è una comunità non allineata, lontana dalle parrocchie ideologiche e dai conformismi. Si tratta di un’area di opinione vasta, esigente, che non chiede certezze ma onestà intellettuale e fedeltà ai fatti.
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Ladro ucciso da carabiniere: gli avvocati vogliono i soldi dati dai lettori della «Verità»
(IStock)
Incredibile: i legali di famiglia del bandito puntano i 450.000 euro raccolti con la nostra sottoscrizione. Chiedono a noi pure le spese legali, benché abbiano patrocinio gratuito.

Vogliono chiedere ai lettori della Verità i soldi per pagare le spese legali dei familiari del pregiudicato siriano ucciso. Incredibile ma vero, gli avvocati delle parti civili non solo puntano alle donazioni raccolte, ma intendono chiedere ai sottoscrittori di provvedere a pagare la loro difesa.

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Marroccella, oltre alla provvisionale da 125.000 euro, deve sborsarne quasi 9.000 in più per coprire le spese degli avvocati dei parenti del pregiudicato siriano che si sono costituiti parte civile. La moglie del militare: «Momento difficile, grazie ai lettori della “Verità”».

Ieri si è chiusa la sottoscrizione, lanciata venerdì 9 gennaio dalla Verità. In appena nove giorni è arrivato un numero altissimo di donazioni, l’ultimo dato prima del week end indicava la strabiliante cifra di 417.000 euro, più del triplo di quanto dovrà versare come provvisionale il quarantaquattrenne vicebrigadiere Emanuele Marroccella, il carabiniere della radiomobile di Roma, originario di Napoli e residente ad Ardea, condannato il 7 gennaio a tre anni di reclusione per «eccesso colposo nell’uso legittimo di armi», senza che gli siano state riconosciute le attenuanti generiche.

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