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L’aspirante jihadista fermato a Firenze: «Che Dio ci conceda di farli esplodere»
(Polizia di Stato)
Nelle chat il quindicenne nordafricano sognava di utilizzare le molotov. «Non servono, basta un’arma», gli diceva il suo guru.

Il quindicenne nordafricano, accusato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. È in cella, nel carcere minorile di Firenze, perché questa risulta «l’unica misura idonea», secondo il gip del tribunale per i minorenni, Giuditta Merli, che ha disposto l’ordinanza su richiesta del procuratore di Firenze, Roberta Pieri. Per il magistrato, infatti, «sussiste il concreto pericolo che l’indagato, se non adeguatamente cautelato, reiteri il reato intensificando il processo di radicalizzazione ed esponendo la collettività al rischio di atti di violenza dimostrativi e indiscriminati». Il ragazzo era già stato sottoposto a misura cautelare a ottobre 2025, con la medesima accusa però con collocamento in comunità.

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Sgominata una rete di figli di immigrati che voleva diffondere la jihad in Italia
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Arrestati cinque giovani, per gli inquirenti il capo sarebbe una ragazza di origine pakistana: «Verrà il nostro momento».
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L’ultimo jihadista ha 14 anni ed è italiano
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Il ragazzino di Potenza, di famiglia cattolica, arrestato dopo un lungo monitoraggio: si indottrinava online con video di attentati e aveva creato due gruppi Telegram per formare una «provincia» del Califfato nel Belpaese. Intanto aveva già iniziato ad armarsi.
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Progettavano di sterminare un paese per «allenarsi» alla jihad in Francia
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A processo sei terroristi che stavano pianificando una mattanza in un villaggio: «Ci basta una notte soltanto». Minacciato il sindaco del comune da dove sono partiti gli accoltellatori di Crépol: «Decapitata entro un mese».
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L’islamista indottrinava il fratellino
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L’estremista del Bangladesh arrestato a Genova aveva catechizzato il parente di 11 anni. Nei disegni del piccolo trovati riferimenti al fucile Ak-47 e alla moschea di Gerusalemme.
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