intervista

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Sergio Cammariere: «Ho iniziato a improvvisare a 10 anni»
Sergio Cammariere (Ansa)
L’artista: «Durante una marcetta feci il mio primo «solo blues». In Brasile decisi di dedicarmi alla mia musica. A Sanremo sono andato quando non me l’aspettavo più. Sono parente di Rino Gaetano, l’ho scoperto per caso».
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«Carta mutata dai giudici». Barbera scuote la politica
Auguato Barbera (Imagoeconomica)
L’intervista all’ex presidente scuote la politica. Fdi: «Ha rivelato che certe toghe sono sovversive». Gasparri: «Costituzione da svecchiare». Calenda: «Non è voto sulla Meloni».
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«Trump ha sottovalutato l’Iran. L’Italia ora potrebbe mediare»
Marco Carnelos (Imagoeconomica)
L’ex ambasciatore in Iraq Marco Carnelos: «Leader Ue imbarazzanti. Dovrebbero ricordare la lezione di Berlusconi in politica estera: si dialoga con tutti, dalla Russia al Medio Oriente».

«Mai come oggi i leader mondiali dovrebbero ricordarsi della lezione di Silvio Berlusconi in politica estera. E rintracciare ciò che è ancora attuale dello spirito di Pratica di Mare: sapersi mettere nei panni dell’interlocutore, coltivare il dialogo senza pregiudizi è un prerequisito per il successo della diplomazia». Marco Carnelos è stato ambasciatore italiano in Iraq e inviato speciale in Siria. Ha scritto con Giovanni Castellaneta il libro Berlusconi, il mondo secondo lui. Una lezione di politica estera nell’attuale disordine globale (Guerini Associati).

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Giorgio Mulè: «Per il No una compagnia di smemorati»
Giorgio Mulè (Imagoeconomica)
Il forzista vicepresidente della Camera: «Certi giudici hanno dimenticato ciò che dicevano come antidoto alla malagiustizia, e l’Alta corte era nel programma del Pd. Vassalli voleva le carriere separate, fu fermato dal partito più potente: l’Anm».
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Jerry Calà: «Soltanto qui in Italia la parola “comico” è un po’ dispregiativa»
Jerry Calà (Getty Images)
L’attore: «I ragazzi che scoprono i miei film mi chiedono se non avevo paura a dire battute che adesso non si possono più fare».

Marco Ferreri, il più enigmatico regista italiano, soffriva d’insonnia. Trascorreva varie notti a vedere i film con Jerry Calà. In un’intervista tv antecedente al 1993 osservò: «Calà mi piace». Infatti, colui che consacrò Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gérard Depardieu, volle proprio il Gatto emerso nel 1977 a Non stop, come protagonista di Diario di un vizio. Tuttavia, l’apice della «libidine» per l’attore siciliano, classe 1951, trasferitosi prima a Milano e poi, dopo la prima media, definitivamente a Verona, si verificò al Festival del cinema di Berlino.

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