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Giorgio Bocca (Getty images)
Già negli anni Novanta e Duemila il giornalista prendeva di mira i liberal che si sentono moralmente superiori e hanno la tara dei diritti: «Oggi a essere progressisti sono i ricchi; i poveri sono reazionari»
Getty Images
Nel 1988 il giornalista di sinistra pubblicò una inchiesta sulla discriminazione in cui compaiono le stesse polemiche di oggi. Mostrò che il nostro Paese non odia i diversi: l'immigrazione mal gestita crea tensioni.
ANSA
Nella mia personale classifica Indro Montanelli era il numero 1, mentre Giorgio Bocca stava alla pari con Enzo Biagi. Insieme schierato e autonomo, il suo credo politico nel tempo è cambiato: elogiò Bettino Craxi, poi votò Lega perché lo aveva cacciato. Infine contrastò anche il Carroccio.
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