gin

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Dai monaci agli alchimisti. Il miracolo del gin con una origine italiana
I precursori di questo distillato a base di orzo e frumento fermentati (e aromatizzati al ginepro) si possono rintracciare nella nostra penisola. Nel Seicento un medico olandese lo propose come farmaco per curare dolori di stomaco, reumatismi e gotta. Ma fu in Gran Bretagna che il superalcolico trovò infine la sua patria d’elezione.

Sapete che molto probabilmente noi italiani abbiamo inventato il gin, il distillato a base di frumento e orzo fermentati ed aromatizzati al ginepro? Il protogin parrebbe proprio essere nato in Italia, lo dimostrerebbe un testo alchemico del 1555 di Alessio Piemontese, Secreti del Reverendo Donno Alessio Piemontese. E comunque pare che, qualche secolo prima, i monaci benedettini distillassero già il vino insieme con le bacche di ginepro e altre botaniche per ottenere una bevanda alcolica ad effetto tonico e curativo. Un vino «gineprato», insomma, che era una sorta di proto-protogin, di cui parla anche il Compendium Salernitanum, opera medica del 1055.

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Una questione di spirito, quella dei superalcolici in Italia
(iStock)

Grappa, gin e distillati rientrano in un mercato che vale oltre mezzo milione di euro. A scommettere sul comparto c'è anche la generazione di nuovi adulti, che si fa promotrice di una cultura identitaria ed educativa.

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I cocktail dell'estate
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Rum, tequila e gin sono i protagonisti di questi caldi mesi. Mixati sapientemente per creare esperienze uniche, in location da capogiro.

Lo speciale contiene gallery fotografiche.

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Distillati a zero gradi. I grandi cocktail adesso vanno bene anche per gli astemi
(IStock)
La tendenza del «mocktail» ha conquistato etichette storiche. Che offrono versioni analcoliche di gin, vermouth e amari.
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Il gin primordiale, avventura tutta italiana
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Il liquore creato in Olanda nel Seicento ha un antenato salernitano vecchio di mille anni. I monaci medioevali campani insegnarono come ricavare benefiche infusioni da erbe e piante. Sulla tassa per la distillazione la monarchia inglese rischiò la rivolta popolare.
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