Tutte le tracce dell’inchiesta Striano che portano dritto al complotto Metropol
Nelle carte di Roma e Perugia sugli «spioni» la frenetica ricerca dei nomi legati alla macchinazione contro la Lega.
Nelle carte di Roma e Perugia sugli «spioni» la frenetica ricerca dei nomi legati alla macchinazione contro la Lega.
Gianluca Meranda, che al Metropol trattava tonnellate di petrolio, dal 1° giugno è senza lo studio. La banca lo scarica: «Non era lì per noi». L'ex sindacalista Francesco Vannucci: «Lavoro per lui».L'azione penale si basa sulla «notizia» di illecito. Qui…
Il procuratore capo di Milano dice che la registrazione «è stata acquisita con un normale verbale». Un'ovvietà che lascia intatti i dubbi su chi l'abbia fatta e su come sia finita in mano ai pm. Con lo spettro della ricettazione.
L'uomo che inguaia il vicepremier sceglie a sorpresa di non rispondere alle domande. La massoneria italiana scarica il superteste Gianluca Meranda: «Lo abbiamo espulso nel 2015».Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista attaccano frontalmente il ministro dell'Interno, Giuseppe Conte si…
Tanti punti non tornano in quello che ci raccontano. Non si sa chi ha registrato la conversazione di Gianluca Savoini, né se i cronisti dell'«Espresso» hanno assistito davvero all'incontro. E non ci sono tracce di soldi e petrolio.
Dopo giorni, l’ex direttore dell’«Espresso» rompe il silenzio. Ma non dice nulla sul trappolone al Metropol organizzato dai suoi cronisti e scoperto dalla «Verità». Cerca solo di ingraziarsi Fdi per blindarsi il posto.
In più di un'occasione il sito ha pubblicato storie smentite o palesemente non verificate, come le illazioni su Donald Trump. Fra i suoi informatori anche agenti dei servizi segreti.
Un audio svela che l’avvocato era già stato informato dell’uscita. Nella registrazione insulti a Matteo Salvini e ai membri del partito: «Ignoranti. Facciamo il segno della croce».
Il vicepremier prende le distanze dal leghista e apre alla commissione d'inchiesta sui soldi ai partiti: «Ne facciano pure sette o otto». Il Cremlino: «Non commentiamo». Sceneggiata della dem Lia Quartapelle che si presenta in via Bellerio carica di rubli.
Prima e dopo il trappolone teso a Savoini, l’agente dell’«Espresso» Meranda e il suo compare avevano intavolato altre trattative per partite di petrolio. Tutte fallite. E nessuna degna di interesse per la Procura, che si accende solo quando si parla…
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