famiglia e provita

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  • È ormai diventata la prima causa di morte tra i 15 e i 29 anni, superando gli incidenti stradali. Dopo i lockdown si è registrato un boom. Non a caso, l’isolamento sociale è una delle maggiori cause. I più esposti sono i maschi.
  • La psicologa Michela Pensavalli: «Un figlio depresso è ancora uno stigma. I segnali di pericolo non sono sempre eclatanti. Occhio alle frasi di autosvalutazione: vanno prese sul serio, anche se espresse in modo scherzoso».
  • La preghiera è terapeutica, pure per gli adolescenti: i sociologi concordano nel rilevare i benefici del credo religioso, inteso come frequentazione regolare di un luogo di culto.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Famiglia, la grande calunniata
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  • L’addio a Michela Murgia è stata l’occasione per riproporre i classici attacchi. Eppure la letteratura scientifica dimostra che all’interno dei nuclei tradizionali le persone sono più felici e in salute. Mentre le donne subiscono meno violenze.
  • L’istituto fu una delle prime vittime della rivoluzione. Con effetti nefasti per la società.

Lo speciale contiene due articoli

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Al bimbo serve la madre, non un proprietario
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Chi compra un bambino spezza un legame con la mamma creatosi nell’utero e provoca in lui una ferita che non si rimarginerà mai. Per avere una famiglia servono un uomo e una donna, l’amore e una gravidanza. Non basta la voglia di togliersi un capriccio.
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Il film «trumpiano» batte «Indiana Jones»
«Sound of freedom»
  • Malgrado il boicottaggio di Hollywood e una furiosa campagna denigratoria sulla stampa, «Sound of freedom» incassa più del sequel con Harrison Ford. La pellicola, interpretata dal cattolico Jim Caviezel, è una denuncia contro il traffico di minori.
  • Carriera alias a scuola, il portavoce di Pro Vita Jacopo Coghe: «Siamo stupiti da questa norma, ne chiediamo subito il ritiro».

Lo speciale contiene due articoli.

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Ultimo appello in difesa di chi soffre: la legge Bazoli è uno schiaffo per tutti
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Basta ipocrisie: il ddl in discussione non elimina il dolore della malattia, ma i malati.
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