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Il punto debole di Pechino è la forte dipendenza dall’estero per gas e petrolio. Ecco perché, dopo il Paese sudamericano, gli States potrebbero intervenire in Iran. Il Dragone dovrà aumentare gli acquisti da Mosca.

Dopo la fulminea operazione che ha portato Nicolás Maduro dal palazzo presidenziale di Caracas all’aula di un tribunale di New York, ci si interroga sulle conseguenze economiche e politiche della destituzione.

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I disagi comprendono infrastrutture ancora insufficienti, prezzi dell’energia in aumento e app molto diverse per il pagamento. Adiconsum: i costi «del pieno» superano la soglia di convenienza rispetto a benzina e diesel.

Se l’uso dell’auto elettrica è complicato nei giorni feriali, nel periodo delle festività diventa un vero e proprio girone dantesco. Punti di ricarica occupati da mezzi che non trovano altri parcheggi o da altrettante auto a spina, batterie che si esauriscono prima del previsto a causa del calo delle temperature (non tutti sono consapevoli che gli automatismi innescati con il freddo, a cominciare dal riscaldamento, richiedono energia supplementare) e che mollano l’utente letteralmente in mezzo a una strada e l’estenuante zapping tra le app per il pagamento. Per non parlare del costo. La bella favola che l’elettrico, oltre che a salvare il Pianeta, salva anche il portafoglio, è davvero una bella storia. A fine anno anche i più tenaci paladini dell’ideologia green qualche bilancio se lo fanno per scoprire che, a causa del caro elettricità, la vecchia utilitaria a benzina è più economica. Oltre che infinitamente più facile da gestire.

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Fotovoltaico: il sole che guida la transizione energetica italiana

L’energia solare, grazie alla sua natura rinnovabile e alla crescente efficienza dei moduli, è una soluzione flessibile e scalabile per accelerare la transizione verso l’energia pulita.

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Fuori gioco su energia e terre rare. Perché ora Macron «chiama» Putin
Emmanuel Macron e Vladimir Putin (Ansa)
Il presidente francese approfitta dello stallo nelle trattative a Miami, apre al Cremlino («parlarci è utile») e incassa il gradimento della controparte. Una mossa che avrebbe dovuto fare per prima la Meloni.

Finalmente qualcuno in Europa ha capito che l’Unione europea e l’asse dei volenterosi si stavano lentamente condannando alla irrilevanza. Perché al netto della retorica, i fatti ci dicono una cosa chiara da tempo: pensare di isolare Putin e rinunciare al dialogo era una «non mossa politica». E infatti il primo leader europeo che ha cercato apertamente il Cremlino è stato il presidente francese Macron, approfittando dello stallo delle trattative a Miami che puntavano su un trilaterale che portasse al tavolo America, Russia e Ucraina. Il presidente francese avrebbe fatto la prima mossa: del resto lui era stato l’ultimo a incontrarlo. Secondo le indiscrezioni Macron aveva già messo in moto la macchina diplomatica alla vigilia del suo viaggio in Cina, cercando lì una sponda; preferì però non forzare alla luce delle tensioni che il bilaterale stava portando a galla.

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I governi ricordino che il benessere è collegato all’aumento dell’energia utilizzata.

Quattro dritte ai politici per una sana politica energetica.

1 Più energia usiamo, maggiore è il nostro benessere.

Questo è cruciale comprenderlo. Qualunque cosa noi facciamo, senza eccezioni, usiamo energia. Coltivare vegetali, allevare animali, trasportare, conservare e preparare il cibo, curare la nostra salute, costruire le dimore dove abitiamo, riscaldarle d’inverno e rinfrescarle d’estate, spostarci da un posto all’altro, studiare fisica o violino, tutto richiede l’uso di energia. Se il nostro benessere consiste nella disponibilità di nutrirci, stare in salute, vivere in ambienti climatizzati, poterci spostare, realizzare le nostre inclinazioni, allora il nostro benessere dipende dalla disponibilità di energia abbondante e a buon mercato.

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