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Deficit con la Cina per 46,3 miliardi
Deposito container in Cina (Ansa)
Nel 2025 si temeva il crollo dell’export verso gli Usa per i dazi. Invece è salito del 7,2% e il surplus ha rallentato a 34 miliardi. Import da Pechino +16,4% e -6,6% di esportazioni.

Mentre i riflettori europei erano accesi sui dazi imposti dal presidente americano Donald Trump, non ci accorgevamo che la Cina ci invadeva con i suoi prodotti. Un assalto al mercato europeo che si è intensificato nel 2025 usando anche la triangolazione con Paesi del Sud Est asiatico, come Vietnam e Cambogia per bypassare lo sbarramento delle tariffe. L’invasione ha approfittato anche del fatto che tutta l’attenzione politica e mediatica era rivolta al «gigante cattivo» cioè gli Stati Uniti.

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Il deficit commerciale con Pechino tocca i 73 miliardi nei primi dieci mesi dell’anno. L’industria (divisa) chiede tutele, ma Merz dovrebbe stravolgere il modello tedesco.

Ogni stagione ha il suo «Fate presto!». Questa volta, l’esortazione non è rivolta all’Italia ma alla Germania, e non per tagliare il debito pubblico bensì per tagliare i legami con la Cina. Il lamento degli industriali tedeschi, sempre più in difficoltà di fronte alla potenza industriale cinese, risuona potente nei corridoi della cancelleria di Berlino.

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Diminuisce il deficit ma resta la tensione con le banche dopo l’uscita del Mef
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Bene i conti. Le parole di Giorgetti piombano sul negoziato dell’esecutivo con gli istituti per avere una maggiore liquidità.
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Il governo promette: deficit sotto il 3% già nel bilancio 2026. Senza toccare la casa
Il ministro Giancarlo Giorgetti (Ansa)
  • Il Piano strutturale varato dal Cdm: riforma fiscale, detrazioni ridotte e meno spese dei ministeri. Non cambia il catasto.
  • Approvato il decreto con il Testo unico sui versamenti. Il viceministro Leo: vogliamo limitare errori e contestazioni e di conseguenza far risparmiare anche i contribuenti.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il calvario di Macron inizierà dopo i Giochi
Emmanuel Macron (Ansa)
  • Il presidente ha puntato sulla kermesse per stemperare le tensioni politiche post voto, far dimenticare i buchi di bilancio e lanciare una nuova grandeur in salsa arcobaleno. Ma a settembre, col deficit al 5%, per lui arriverà la vera resa dei conti: formare un governo.
  • I nuotoatori azzurri evitano la Senna. Il tecnico Antonelli: «Ci fidiamo degli organizzatori, ma preferiamo non correre rischi».

Lo speciale contiene due articoli.

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