germania cina

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Il deficit commerciale con Pechino tocca i 73 miliardi nei primi dieci mesi dell’anno. L’industria (divisa) chiede tutele, ma Merz dovrebbe stravolgere il modello tedesco.

Ogni stagione ha il suo «Fate presto!». Questa volta, l’esortazione non è rivolta all’Italia ma alla Germania, e non per tagliare il debito pubblico bensì per tagliare i legami con la Cina. Il lamento degli industriali tedeschi, sempre più in difficoltà di fronte alla potenza industriale cinese, risuona potente nei corridoi della cancelleria di Berlino.

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La Germania vende a Pechino prodotti per 97 miliardi (soprattutto automotive) ed è l’unico Paese dell’Unione ad avere un saldo positivo nella bilancia commerciale. Massiccio aumento delle esportazioni alimentari francesi in Asia. L’Italia è indietro.
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Ci conviene dare una mano ai tedeschi che hanno bisogno di mollare Pechino
Olaf Scholz e Xi Jinping (Ansa)
Berlino rafforza i legami con Taipei e si smarca dal Dragone, mirando a ripristinare il ruolo di potenza primaria. Prioritario dunque per Roma è instaurare un dialogo capace di massimizzare convergenze e collaborazioni.
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L’istituto Ifo azzera la crescita del 2024 inizialmente prevista a +0,4%. Anche il 2025 sarà debole. Pesano gli errori per seguire l’ideologia green: dall’addio all’atomo alla spinta sull’auto a batteria. I liberali di Fdp chiedono di cancellare lo stop ai motori termici.
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A Mosca una sfilata in tono dimesso. E la Wagner è un caso
Ansa

Pochi mezzi e basso profilo per la celebrazione della vittoria. Yevgeny Prigozhin dà della «testa di c...» al «nonno». Ce l’ha con Vladimir Putin?

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