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Centri sociali ed ex Br fanno festa. Impedirono 50 sfratti: tutti salvi
L'ex sede del centro popolare occupato «Gramigna» di Padova (Ansa)
Dopo 11 anni, reato prescritto per 75 attivisti pro occupazioni di Padova. Avevano addirittura minacciato dei non udenti, legittimi assegnatari di uno stabile. Tra gli imputati due nomi legati alle nuove Brigate rosse.

Un’organizzazione dedita all’occupazione abusiva di appartamenti ed edifici pubblici, che per anni ha imperversato a Padova e dintorni. Così almeno l’hanno definita gli uomini della Digos che hanno indagato 75 persone, accusandone alcune di associazione a delinquere, occupazione abusiva, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il tribunale, di fronte alle accuse, ha decretato il liberi tutti: non perché i fatti non sussistano, ma in quanto il processo è arrivato troppo tardi, con una sentenza emessa 11 anni dopo l’accertamento degli abusi. I giudici perciò hanno dichiarato prescritti i reati e buonanotte ai suonatori, anzi: agli occupatori.

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Loggia Ungheria, assolto Amara: «Non ha rivelato segreti d’ufficio»
Piero Amara (Ansa)
Il pc del finanziere morto, con i verbali finiti al «Fatto», consultato da «sconosciuti».

Per la micidiale fuga di notizie del 2021 sulla cosiddetta Loggia Ungheria, il Tribunale di Milano ha assolto (come richiesto dalla Procura) l’ex avvocato Piero Amara, mentre ha condannato a 2 anni e 6 mesi il manager Vincenzo Armanna per calunnia. Quest’ultimo, secondo il giudice, avrebbe falsamente accusato l’ex poliziotto Filippo Paradiso di avere fatto circolare i verbali di interrogatorio di Amara (segretati) sulla presunta associazione segreta. Rimane un mistero chi abbia diffuso quelle carte giudiziarie.

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Stefano Esposito: «Il pm che mi accusò rovinandomi la vita è rimasto al suo posto»
Stefano Esposito (Ansa)
L’ex dem, assolto dopo 7 anni di calvario: «Quel magistrato fece intercettazioni illegittime. Il Csm non lo ha nemmeno trasferito».
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Assolto il primario di Trento. Non era il mostro? Ormai è in Francia
Il Palazzo di giustizia di Trento. Nei riquadri, Saverio Tateo e Sara Pedri
Il dottor Tateo e la vice accusati di aver provocato il suicidio di Sara Pedri con le loro lavate di capo in sala operatoria. Il giudice: un responsabile può alzare i toni. Le carriere sono segnate e la stampa non si scuserà.
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Iracheno stupra le malate nel letto dell’ospedale. I giudici non lo condannano
(IStock)
  • Aveva bloccato la porta con un tavolo e staccato il campanello d’allarme, però è stato dichiarato incapace di intendere. A Modena egiziano di 17 anni violenta una donna.
  • Lista Paesi sicuri: proposta Ue che ricomprende fra gli altri Bangladesh, Egitto e Tunisia. Soddisfazione di Palazzo Chigi. In Albania i clandestini trasferiti nel Cpr provocano alcuni disordini.

Lo speciale contiene due articoli.

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