True
2021-02-08
Il Super Bowl al tempo del Covid fa girare più soldi
True
Ansa
Quello andato in scena nella notte italiana a Tampa Bay tra Buccaneers e Chiefs è stato un Super Bowl unico, epocale. Per svariati motivi. Non solo perché ha consacrato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, Tom Brady come leggenda, al suo settimo titolo all'età di 43 anni, e rimandato quello che doveva essere un naturale e fisiologico passaggio di consegne con il futuro designato dell'Nfl, il quarterback dei Kansas City Chiefs Patrick Mahomes, oppure perché ad arbitrare è stata per la prima volta una donna, la 46enne Sarah Thomas, o perché per la prima volta nella storia dell'evento più seguito e trasmesso negli Stati Uniti gli spalti del Raymond James Stadium di Tampa Bay in Florida erano riempiti per un terzo da 22.000 spettatori di cui 7.500 operatori sanitari che hanno combattuto in prima linea contro la pandemia da coronavirus, e il resto da 30.000 sagome di cartone con ritratti i volti dei tifosi. La cinquantacinquesima edizione del Super Bowl sarà ricordata anche per i numeri record fatti registrare per giro d'affari e valore degli spazi pubblicitari. Il Covid ha messo a dura prova praticamente tutti i settori dell'economia mondiale senza risparmiare lo sport, è inutile negarlo. Nel caso dello sport per eccellenza negli States, il football e di quello che è l'evento principe, il più seguito e redditizio di tutto il Paese, si può dire che si è cercati non solo di limitare i danni, ma al tempo stesso di alzare la posta e puntare a nuovi business, segnando un vero e proprio cambio di passo nel giro d'affari che ruota attorno alla produzione e alla trasmissione di un evento così importante.
Per fare un confronto con l'Europa, soltanto la finale di Champions League registra numeri che si avvicinano a quelli generati dal Super Bowl. Nel 2018 l'atto conclusivo della massima competizione europea per club, la sfida tra Real Madrid e Liverpool giocata a Kiev, ha raggiunto in tutto il mondo un audience di 160 milioni di spettatori. C'è poi la finale della Coppa del Mondo di calcio, che però si disputa ogni quattro anni e che nel 2018, con Francia e Croazia a contendersi il titolo iridato a Mosca, ha registrato a livello globale 1,12 miliardi di ascolti.
Aspettando che la Nfl e la Cbs - la tv che ha trasmesso negli Usa il match tra Buccaneers e Chiefs - comunichino i dati degli ascolti di questo Super Bowl, occorre fare una riflessione sulla vendita e degli spazi commerciali televisivi durante l'evento. Se l'anno scorso 30 secondi di spot costavano a un'azienda in media 5,3 milioni di dollari, quest'anno il prezzo è salito a 5,6 per 30 secondi di pubblicità. Nel 1967 - anno della prima edizione della finale - il primo spazio pubblicitario fu venduto per 42.000 dollari. Gli spazi sono pochi, l'occasione di entrare praticamente in ogni casa e in ogni smartphone o altro dispositivo che possa trasmettere l'evento è ghiotta e di quelle da non farsi scappare. A ogni costo. O quasi. Perché l'aumento rispetto all'anno precedente, in piena crisi economica, da un lato ha sottolineato come Nfl - che ha visto in questi ultimi anni crescere molto il proprio brand grazie al Super Bowl - e Cbs abbiano dettato le regole per non piegarsi ai danni generati dal Covid e per giustificare comunque un innalzamento della qualità, dovuto all'obbligo di rimanere a casa della gente, dello show televisivo di un evento il cui solo nome crea un fascino magnetico impressionante anche su chi non segue abitualmente le vicende del football americano; dall'altro ha fatto ridimensionare gli investimenti di alcuni marchi storici, o in alcuni casi perfino rinunciarvi. Fino all'anno scorso, l'azienda televisiva titolare dei diritti tv del Big Game, vendeva gli ultimi spazi pubblicitari entro il Giorno del ringraziamento, che nel 2020 cadeva il 26 novembre, e incassava negli ultimi anni in media 300 milioni di dollari. L'anno scorso, addirittura, in quello che per numeri si è classificato come l'undicesimo show più visto di tutti i tempi della storia della televisione americana, la Cbs era riuscita a fatturare attraverso la vendita degli spazi pubblicitari ben 435 milioni di dollari. Secondo le stime quest'anno si dovrebbe tornare agli incassi del 2013, quando si provava a uscire dalla crisi economica del 2008 e i 30 secondi di pubblicità erano venduti a 3,8 milioni di dollari. A una settimana dalla finale, la Cbs aveva comunicato di aver venduto l'80% degli spazi pubblicitari. Pepsi ha deciso per il decimo anno di fila di essere ancora lo sponsor ufficiale dell'Half time show, ovvero lo spettacolo durante l'intervallo che mediamente registra il picco degli ascolti e che quest'anno ha visto esibirsi il cantautore e produttore discografico canadese The Weekend. Il marchio di bibite ha deciso però di concentrare tutti gli sforzi proprio sull'Half time show appunto con la star musicale del momento, con uno spot che anticipava l'esibizione, con un sito creato ad hoc per avvicinare la gente al grande evento e infine con la creazione di una limited edition di bottigliette. Un all in che ha fatto però rinunciare alla trasmissione di qualsiasi altro spot con marchio Pepsi durante tutto il resto dell'evento.
Ci sono poi alcuni marchi storici come Hyundai, Ford, Little Caesars e Coca Cola che hanno deciso di non investire nemmeno un dollaro, lasciando spazi commerciali liberi nei quali si sono infilati immediatamente social network emergenti come TikTok e Trailer.
La cerimonia d'apertura del Big Game in diretta su TikTok

The Weekend (Ansa)
Il Super Bowl edizione 2021 passerà alla storia anche come il primo evento di tale portata trasmesso in diretta su TIkTok. Sulla piattaforma social è infatti andato in onda live il TikTok Tailgate, show condotto da Steve Harvey e MJ Acosta e nato dalla collaborazione tra il social network cinese e la National Football League. Gli utenti dell'app che nell'ultimo anno ha spopolato in tutto il mondo hanno potuto godersi lo spettacolo di apertura del Big Game con l'esibizione di Miley Cyrus, così come quella della cantante H.E.R., di Jazmine Sullivan ed Eric Church. Un modo per realizzare un vero e proprio concerto esclusivo virtuale e accessibile a un pubblico vasto.
La popstar originaria di Franklin, in Tennessee, prima di cantare e commuoversi sulle note della sua Wrecking ball, aveva infiammato tutti i suoi fan scrivendo: «Super Bowl LV! Io sarò al TikTok Tailgate! Non vedo l'ora di metter su uno spettacolo per gli ospiti d'onore del Nfl prima della partita…gli operatori sanitari da Tampa e da tutto il paese. Sto lavorando duramente alla set-list, credo che vi piacerà da morire!».
Per lo show che ha tenuto incollati davanti alla tv oltre 100 milioni spettatori soltanto negli Stati Uniti non è mancato proprio nulla: dall'attesissima esibizione di The Weekend durante l'intervallo della partita, passando per il discorso in video di Joe Biden e all'immancabile invasione di campo di un uomo che ha percorso il campo indossando un bizzarro costume rosa a perizoma e un paio di pantaloncini. Tutto conclusosi con un placcaggio degli uomini della sicurezza, degno di un'azione dei protagonisti in campo.
Continua a leggereRiduci
Un anno fa 30 secondi di spot durante lo show televisivo più seguito negli Usa costavano in media 5,3 milioni di dollari, oltre 4,6 milioni di euro. Quest'anno per acquistare uno spazio commerciale della stessa durata ce ne volevano 5,6.L'aumento dei costi e la crisi imposta dal Covid ha fatto sì che partner storici come Coca Cola, Hyundai e Ford si tirassero indietro dalla corsa allo spot favorendo social emergenti come TikTok.Lo speciale contiene due articoli.Quello andato in scena nella notte italiana a Tampa Bay tra Buccaneers e Chiefs è stato un Super Bowl unico, epocale. Per svariati motivi. Non solo perché ha consacrato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, Tom Brady come leggenda, al suo settimo titolo all'età di 43 anni, e rimandato quello che doveva essere un naturale e fisiologico passaggio di consegne con il futuro designato dell'Nfl, il quarterback dei Kansas City Chiefs Patrick Mahomes, oppure perché ad arbitrare è stata per la prima volta una donna, la 46enne Sarah Thomas, o perché per la prima volta nella storia dell'evento più seguito e trasmesso negli Stati Uniti gli spalti del Raymond James Stadium di Tampa Bay in Florida erano riempiti per un terzo da 22.000 spettatori di cui 7.500 operatori sanitari che hanno combattuto in prima linea contro la pandemia da coronavirus, e il resto da 30.000 sagome di cartone con ritratti i volti dei tifosi. La cinquantacinquesima edizione del Super Bowl sarà ricordata anche per i numeri record fatti registrare per giro d'affari e valore degli spazi pubblicitari. Il Covid ha messo a dura prova praticamente tutti i settori dell'economia mondiale senza risparmiare lo sport, è inutile negarlo. Nel caso dello sport per eccellenza negli States, il football e di quello che è l'evento principe, il più seguito e redditizio di tutto il Paese, si può dire che si è cercati non solo di limitare i danni, ma al tempo stesso di alzare la posta e puntare a nuovi business, segnando un vero e proprio cambio di passo nel giro d'affari che ruota attorno alla produzione e alla trasmissione di un evento così importante.Per fare un confronto con l'Europa, soltanto la finale di Champions League registra numeri che si avvicinano a quelli generati dal Super Bowl. Nel 2018 l'atto conclusivo della massima competizione europea per club, la sfida tra Real Madrid e Liverpool giocata a Kiev, ha raggiunto in tutto il mondo un audience di 160 milioni di spettatori. C'è poi la finale della Coppa del Mondo di calcio, che però si disputa ogni quattro anni e che nel 2018, con Francia e Croazia a contendersi il titolo iridato a Mosca, ha registrato a livello globale 1,12 miliardi di ascolti.Aspettando che la Nfl e la Cbs - la tv che ha trasmesso negli Usa il match tra Buccaneers e Chiefs - comunichino i dati degli ascolti di questo Super Bowl, occorre fare una riflessione sulla vendita e degli spazi commerciali televisivi durante l'evento. Se l'anno scorso 30 secondi di spot costavano a un'azienda in media 5,3 milioni di dollari, quest'anno il prezzo è salito a 5,6 per 30 secondi di pubblicità. Nel 1967 - anno della prima edizione della finale - il primo spazio pubblicitario fu venduto per 42.000 dollari. Gli spazi sono pochi, l'occasione di entrare praticamente in ogni casa e in ogni smartphone o altro dispositivo che possa trasmettere l'evento è ghiotta e di quelle da non farsi scappare. A ogni costo. O quasi. Perché l'aumento rispetto all'anno precedente, in piena crisi economica, da un lato ha sottolineato come Nfl - che ha visto in questi ultimi anni crescere molto il proprio brand grazie al Super Bowl - e Cbs abbiano dettato le regole per non piegarsi ai danni generati dal Covid e per giustificare comunque un innalzamento della qualità, dovuto all'obbligo di rimanere a casa della gente, dello show televisivo di un evento il cui solo nome crea un fascino magnetico impressionante anche su chi non segue abitualmente le vicende del football americano; dall'altro ha fatto ridimensionare gli investimenti di alcuni marchi storici, o in alcuni casi perfino rinunciarvi. Fino all'anno scorso, l'azienda televisiva titolare dei diritti tv del Big Game, vendeva gli ultimi spazi pubblicitari entro il Giorno del ringraziamento, che nel 2020 cadeva il 26 novembre, e incassava negli ultimi anni in media 300 milioni di dollari. L'anno scorso, addirittura, in quello che per numeri si è classificato come l'undicesimo show più visto di tutti i tempi della storia della televisione americana, la Cbs era riuscita a fatturare attraverso la vendita degli spazi pubblicitari ben 435 milioni di dollari. Secondo le stime quest'anno si dovrebbe tornare agli incassi del 2013, quando si provava a uscire dalla crisi economica del 2008 e i 30 secondi di pubblicità erano venduti a 3,8 milioni di dollari. A una settimana dalla finale, la Cbs aveva comunicato di aver venduto l'80% degli spazi pubblicitari. Pepsi ha deciso per il decimo anno di fila di essere ancora lo sponsor ufficiale dell'Half time show, ovvero lo spettacolo durante l'intervallo che mediamente registra il picco degli ascolti e che quest'anno ha visto esibirsi il cantautore e produttore discografico canadese The Weekend. Il marchio di bibite ha deciso però di concentrare tutti gli sforzi proprio sull'Half time show appunto con la star musicale del momento, con uno spot che anticipava l'esibizione, con un sito creato ad hoc per avvicinare la gente al grande evento e infine con la creazione di una limited edition di bottigliette. Un all in che ha fatto però rinunciare alla trasmissione di qualsiasi altro spot con marchio Pepsi durante tutto il resto dell'evento.Ci sono poi alcuni marchi storici come Hyundai, Ford, Little Caesars e Coca Cola che hanno deciso di non investire nemmeno un dollaro, lasciando spazi commerciali liberi nei quali si sono infilati immediatamente social network emergenti come TikTok e Trailer.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/super-bowl-2650397522.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="la-cerimonia-d-apertura-del-big-game-in-diretta-su-tiktok" data-post-id="2650397522" data-published-at="1612800634" data-use-pagination="False"> La cerimonia d'apertura del Big Game in diretta su TikTok The Weekend (Ansa) Il Super Bowl edizione 2021 passerà alla storia anche come il primo evento di tale portata trasmesso in diretta su TIkTok. Sulla piattaforma social è infatti andato in onda live il TikTok Tailgate, show condotto da Steve Harvey e MJ Acosta e nato dalla collaborazione tra il social network cinese e la National Football League. Gli utenti dell'app che nell'ultimo anno ha spopolato in tutto il mondo hanno potuto godersi lo spettacolo di apertura del Big Game con l'esibizione di Miley Cyrus, così come quella della cantante H.E.R., di Jazmine Sullivan ed Eric Church. Un modo per realizzare un vero e proprio concerto esclusivo virtuale e accessibile a un pubblico vasto.La popstar originaria di Franklin, in Tennessee, prima di cantare e commuoversi sulle note della sua Wrecking ball, aveva infiammato tutti i suoi fan scrivendo: «Super Bowl LV! Io sarò al TikTok Tailgate! Non vedo l'ora di metter su uno spettacolo per gli ospiti d'onore del Nfl prima della partita…gli operatori sanitari da Tampa e da tutto il paese. Sto lavorando duramente alla set-list, credo che vi piacerà da morire!».Per lo show che ha tenuto incollati davanti alla tv oltre 100 milioni spettatori soltanto negli Stati Uniti non è mancato proprio nulla: dall'attesissima esibizione di The Weekend durante l'intervallo della partita, passando per il discorso in video di Joe Biden e all'immancabile invasione di campo di un uomo che ha percorso il campo indossando un bizzarro costume rosa a perizoma e un paio di pantaloncini. Tutto conclusosi con un placcaggio degli uomini della sicurezza, degno di un'azione dei protagonisti in campo.
Donald Trump (Ansa)
Donald Trump rilancia la pressione su Teheran minacciando nuove azioni in caso di mancato accordo e lasciando aperta l’ipotesi di una breve proroga dell’ultimatum legato allo Stretto di Hormuz. L’Iran replica duramente, accusando Washington di «crimini di guerra» e respingendo ogni ultimatum. Sullo sfondo, l’Opec+ aumenta le quote di produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno.
Lo Stretto di Hormuz resta il punto più sensibile del conflitto tra Stati Uniti e Iran, mentre sul terreno si moltiplicano attacchi, ritorsioni e messaggi incrociati che mantengono alta la tensione nel Golfo Persico e oltre. La giornata di domenica si è aperta con la conferma del recupero del secondo pilota americano disperso dopo l’abbattimento dell’F-15E avvenuto nei giorni scorsi in territorio iraniano. L’operazione, condotta da forze speciali statunitensi con il supporto di un dispositivo aereo, si è conclusa con il rientro del militare e senza ulteriori perdite tra i commando, secondo quanto riferito da fonti americane.
Il presidente Donald Trump ha rivendicato il successo dell’intervento, parlando di un’azione seguita direttamente dalla Situation Room e definendola «tra le più audaci». La missione ha però lasciato dietro di sé un ulteriore elemento di frizione: Teheran sostiene infatti che durante le operazioni di ricerca sarebbero stati abbattuti mezzi militari statunitensi, mentre Washington non ha confermato questa ricostruzione.
Sul piano politico e diplomatico, la linea dello scontro resta netta. Trump ha rilanciato la pressione su Teheran, lasciando intendere che la scadenza dell’ultimatum per una soluzione negoziata o per la riapertura dello Stretto potrebbe essere oggetto di una breve proroga, come suggerito da un messaggio pubblicato su Truth con riferimento a martedì sera. In parallelo, la Repubblica islamica ha risposto con toni durissimi. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scritto su X che «non otterrete nulla commettendo crimini di guerra», accusando gli Stati Uniti di trascinare la regione verso un’escalation più ampia e indicando come unica via possibile il rispetto dei diritti iraniani e la fine della pressione militare ed economica.
Il nodo strategico resta Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno ribadito che lo stretto «non tornerà mai più al suo stato precedente», lasciando intendere un cambiamento strutturale nella gestione di una delle principali rotte mondiali del petrolio. La dichiarazione si inserisce in un quadro già segnato da transiti irregolari e interruzioni parziali del traffico navale, con ripercussioni immediate sul mercato energetico globale.
Sul fronte economico, l’Opec+ ha deciso un aumento teorico della produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio. La misura, confermata da diverse fonti dell’organizzazione, arriva in un contesto in cui la capacità reale di incremento appare limitata dalle tensioni militari e dalle difficoltà operative in diversi Paesi produttori. L’Opec+ ha inoltre espresso preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche e per l’instabilità delle rotte marittime, sottolineando come tali fattori stiano contribuendo a una maggiore volatilità dei mercati.
La dinamica militare resta diffusa su più fronti. In Israele, un missile iraniano ha colpito un edificio a Haifa causando feriti e gravi danni strutturali. In Libano, nuovi raid israeliani nei pressi di Beirut hanno provocato vittime e feriti, mentre l’Unifil ha avvertito del rischio di ulteriori rappresaglie lungo la linea di contatto tra Hezbollah e Israele. Nel Golfo, i pasdaran hanno rivendicato anche un attacco contro una nave legata a Israele nei pressi degli Emirati Arabi Uniti, episodio non ancora confermato dalle autorità locali.
In questo quadro, anche le grandi potenze cercano di mantenere aperti canali diplomatici. La Russia, attraverso il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, ha invitato Washington ad «abbandonare il linguaggio degli ultimatum» per favorire un ritorno ai negoziati, mentre ha ribadito la richiesta di cessare gli attacchi contro infrastrutture civili, inclusa la centrale di Bushehr dove operano tecnici russi. La giornata si chiude quindi con un equilibrio ancora instabile: da un lato la pressione militare e le operazioni mirate sul terreno, dall’altro tentativi di gestione diplomatica e contenimento degli effetti economici del conflitto. Ma lo Stretto di Hormuz, più di ogni altro elemento, continua a rappresentare la variabile che può spostare rapidamente lo scenario da una crisi regionale a un confronto più ampio.
Continua a leggereRiduci
Un aereo, la guerra, un tesoro e un uomo misterioso. Un giallo che oggi potrebbe vivere in un film. Una storia due minuti più lunga del solito ma che vale la pena conoscere.
Ansa
Il presidente Domenico Centrone ha detto che «alcune norme sono direttamente connesse con quelle appena sottoposte alla volontà popolare». Fa riferimento al divieto di trasferimento da una funzione all'altra, dalla giudicante alla inquirente, che per la magistratura ordinaria è stato appena bocciato e che invece è qui disposta per la contabile. Al centro delle loro preoccupazioni c'è soprattutto il meccanismo del silenzio-consenso che secondo loro mina l'efficienza dei controlli sulla spesa pubblica. Infine non piace che si dia potere al procuratore generale.L'Anm dei magistrati contabili lancia un appello a governo e parlamento per cambiare o abolire la riforma provando a sfruttare il gancio del referendum. Chiedono si rinunci alla riforma che porta il nome del ministro Tommaso Foti, FdI (era capogruppo alla Camera). Non era una riforma di rango costituzionale, per questo bastava una maggioranza semplice per approvarla e da gennaio è legge. «La recente legge di riforma della Corte dei Conti contiene disposizioni di delega al Governo che mirano a introdurre misure simili a quelle non approvate dal Referendum costituzionale». Le toghe contabili percepiscono la riforma Foti come una diminutio del loro lavoro. Le pubbliche amministrazioni potranno rivolgersi alla Corte dei Conti per un parere sulle procedure da loro avviate e se non dovesse arrivare una risposta entro un determinato periodo di tempo, si darà per buona la procedura. La pubblica amministrazione potrà procedere senza paura di dover rispondere di danni erariali. Alla Corte dei Conti spaventa la mole di lavoro che dovranno sbrigare in poco tempo. Costretti a lavorare di più e velocemente per permettere allo stato di lavorare per il Paese. Proprio come chiede l'Unione europea.
Con la riforma cambiano i limiti al quantum del danno che può essere posto a carico del singolo. Salvo i casi di dolo o illecito arricchimento, la Corte dei conti deve: ridurre l’addebito, ponendo a carico del responsabile non più del 30% del danno accertato; verificare che la condanna non superi il doppio della retribuzione lorda annua (nell’anno di inizio della condotta, o in quello precedente/successivo) oppure il doppio del corrispettivo o dell’indennità percepiti per la funzione che ha generato il danno.
Poi si inseriscono regole più precise sulla prescrizione. Per la responsabilità per colpa grave, il termine decorre dal momento in cui il danno si è verificato (condotta ed evento), non dalla data in cui l’amministrazione o la Procura contabile ne hanno avuto effettiva conoscenza. In caso di occultamento doloso, la prescrizione decorre dal momento della scoperta, ma l’occultamento deve consistere in comportamenti attivi o nella violazione di specifici obblighi di comunicazione.
Il giudice contabile avrà un nuovo potere sanzionatorio: oltre alla condanna al risarcimento, si potrà disporre, nei casi più gravi, la sospensione dalla gestione di risorse pubbliche per un periodo tra sei mesi e tre anni.
La riforma tipizza anche la colpa grave, stabilendo che ricorre quando si verifica: violazione manifesta delle norme di diritto applicabili; travisamento del fatto; affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrovertibilmente esclusa dagli atti; negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrovertibilmente dagli atti. Infine si prevede l'obbligo di copertura assicurativa e presunzione di non responsabilità per gli organi politici. La responsabilità contabile tende così a concentrarsi su dirigenti, funzionari e soggetti che hanno un ruolo operativo, mentre si attenua il coinvolgimento diretto di sindaci, assessori e altri organi di vertice politico. Nei fatti, chi firma tecnicamente l’atto diventa il principale soggetto esposto, specie negli enti locali, nelle società partecipate e nei settori a forte rilevanza finanziaria.
Continua a leggereRiduci
Getty Images
Visitare questa località austriaca in estate significa immergersi in un’atmosfera dove il lusso discreto incontra la tradizione contadina, creando un mix unico, perfetto per chi cerca sport, piaceri raffinati e del sano relax .
Il cuore pulsante dell'estate è il monte Hahnenkamm. Salire con la celebre funivia Kitz bühel Cable Cars non è solo un modo per raggiungere la quota, ma è anche un viaggio panoramico sulla valle. In cima, i sentieri si snodano tra malghe fiorite e punti di sosta iconici come il Berghaus Tirol, dove la vista spazia dalle Alpi di Kitzbühel agli Alti Tauri.
Per chi ama le due ruote, la regione è un punto di riferimento mondiale per l’e-bike. Grazie ai servizi di noleggio e alla vasta rete di sentieri segnalati, è possibile esplorare vette e vallate senza necessariamente avere il fiato di un atleta olimpico. Le pendenze diventano un piacere e le distanze si accorciano, lasciando più tempo per ammirare il paesaggio. Kitzbühel è anche una mecca per gli appassionati di mountain bike. Sentieri immersi nei boschi, percorsi tecnici per esperti e itinerari panoramici per e-bike permettono a tutti di trovare la propria dimensione. Gli impianti di risalita funzionano anche nei mesi estivi, facilitando l’accesso ai tracciati in quota e regalando discese spettacolari tra radure e single track. Eventi sportivi e competizioni animano la stagione, richiamando biker da tutta Europa. Anche chi è alle prime armi può affidarsi a guide esperte o partecipare a tour organizzati per scoprire gli angoli più suggestivi della regione in totale sicurezza.
Con oltre mille chilometri di sentieri segnalati, Kitz bühel è una destinazione ideale per chi ama camminare. I percorsi si snodano tra dolci colline alpine, boschi ombrosi e pascoli punteggiati di baite tradizionali. Per chi cerca un itinerario più rilassante, i sentieri intorno al lago Schwarzsee offrono passeggiate facili, ideali anche per famiglie. Qui è possibile alternare trekking leggero a soste rigeneranti sulle rive del lago, magari con un tuffo nelle sue acque limpide. Se si viaggia in famiglia, il Parco faunistico di Aurach è una tappa imperdibile. A pochi chilometri dal centro, è possibile camminare tra cervi, daini e mufloni in un ambiente naturale protetto: un'esperienza che incanta grandi e piccini.
Kitzbühel non è solo sport. Il centro, con le sue facciate colorate, ospita il Museo di Kitzbühel, dove scoprire la storia locale e le opere di Alfons Walde, l'artista che ha immortalato l'anima invernale della città.
Il centro storico, poi, è un piccolo gioiello architettonico: case color pastello, balconi fioriti e boutique di alta gamma convivono armoniosamente. La via principale è un susseguirsi di negozi esclusivi, atelier artigianali e marchi internazionali. Qui lo shopping diventa un’esperienza piacevole, tra moda sportiva di lusso, oggetti di design e specialità gastronomiche locali. Una tappa obbligatoria per gli acquisti è da Frauenschuh. Non è un semplice negozio, ma l'essenza dello stile alpino contemporaneo: materiali pregiati e design funzionale che incarnano il «Kitz-look».
Caffè all’aperto e ristoranti gourmet invitano a prendersi una pausa, assaporando piatti della tradizione tirolese rivisitati in chiave contemporanea. L’atmosfera è sofisticata ma mai ostentata, perfetta per chi cerca una vacanza attiva senza rinunciare al comfort.
La proposta gastronomica della città è altrettanto variegata e profonda, partendo dall'esperienza culinaria offerta dal ristorante Das Mocking, situato proprio alla base della Streif, che propone una cucina moderna capace di valorizzare i prodotti del territorio con un tocco creativo. Per chi cerca l'accoglienza più genuina, il ristorante Zum Rehkitz offre i grandi classici della tradizione tirolese in un'atmosfera calda e autentica, mentre una sosta all'Hallerwirt ad Aurach permette un'immersione totale nella storia e nella genuinità contadina. Nel cuore pulsante della città, il ristorante Das Reisch completa l'offerta con un ambiente raffinato dove la cucina internazionale si fonde sapientemente con i sapori del luogo.
Informazioni: www.kitzbuehel.com.
Continua a leggereRiduci