Su Aspi Gualtieri sceglie la fuga
Il ministro rinvia l’audizione in commissione Vigilanza su Autostrade. E svela il bluff dell’esecutivo. Per seguire Cdp spunta lo studio Rccd, fondato dal presidente di Enel.

Passano i giorni e il bluff del governo di Giuseppe Conte sulle minacce ai Benetton di rescissione delle concessioni autostradali inizia a emergere in maniera sempre più chiara. Tanto che ieri il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, non si è presentato in commissione parlamentare di Vigilanza su Cassa depositi e prestiti e proprio su Aspi (Autostrade per l’Italia). Doveva svolgersi nel primo pomeriggio, ma è stata rinviata a data da destinarsi. La versione ufficiale dell’assenza è che il numero uno del Mef doveva recarsi in fretta e furia da Conte per il decreto Agosto. «Ma tanto cosa avrebbe dovuto dire?», suggerisce chi sta seguendo il dossier. Del resto la situazione si è del tutto impantanata nelle ultime 48 ore. E i Benetton, capito il bluff, hanno iniziato ad alzare il prezzo. Per questo motivo Atlantia ha cambiato le carte in tavola rispetto al 14 luglio, rompendo con Cassa depositi e prestiti e mettendo sul tavolo due nuove opzioni, tra cui quella della quotazione in Borsa, un «liberi tutti» che permetterebbe ai Benetton e agli altri azionisti di massimizzare la cessione dell’88% delle partecipazioni.

La mancata audizione di Gualtieri, però, segnala anche una certa tensione all’interno della maggioranza giallorossa. Che non riguarda solo il nodo Aspi, ma tocca da vicino Cassa depositi e prestiti, dove l’amministratore delegato, Fabrizio Palermo, è in uscita nel 2021. Il Pd inizia a soffrire lo strapotere M5s su via Goito. Nei giorni scorsi una comunicazione di servizio ha informato che Pasquale Salzano, presidente di Simest e chief international affairs officer, avrà più poteri. In pratica il diplomatico di Pomigliano D’Arco, come il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, avrà un «pezzo» delle responsabilità istituzionali che erano in capo a Davide Collaccino. Sarà Salzano ad avere in mano «il presidio, l’indirizzo e il coordinamento organico di tutte le attività istituzionali» proprio con la Farnesina, decidendo «in coordinamento con la vicedirezione generale, le strategie e gli ambiti di intervento di Cdp in materia di cooperazione nazionale allo sviluppo». Ma a lato della riorganizzazione interna, è proprio su Aspi che i 5 stelle stanno lavorando di sponda con Cdp. C’è un trio infatti che inizia a farsi sentire nelle partite più delicate del governo Conte. È quello formato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, dal consigliere economico, Antonio Rizzo, e dal presidente di Enel, Michele Crisostomo. I tre viaggiano all’unisono da maggio, da quando Crisostomo, avvocato esperto di diritto tributario, ha preso il posto di Patrizia Grieco nel colosso per l’energia elettrica. Ma il legale che presiede Enel è molto di più. È socio di uno dei più importanti studi legali di Milano, Rccd, in via Boschetti, in materia di capital market assiste da tempo enti finanziari, banche d’investimento e istituzioni. Proprio a cavallo del 14 e 15 luglio, quando fu trovata la soluzione sul nuovo assetto societario di Aspi, Cdp decise di affidarsi a Rccd (Riolo, Calderaro, Crisostomo, Del Din), per seguire l’operazione. Atlantia, invece, è seguita da Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners. Poco meno di un mese fa si ragionava su un primo step in cui via Goito avrebbe dovuto assicurarsi una quota del 33% di Aspi tramite un aumento di capitale destinato a diluire Atlantia. A seguire Cdp avrebbe dovuto guidare una cordata di investitori istituzionali per rilevare un ulteriore 22%. Lo studio legale del presidente di Enel si era già messo al lavoro, ma adesso cosa accadrà? Il rapporto tra via Goito e Rccd è molto fitto. Una settimana fa il Fondo italiano consolidamento e crescita (Ficc), gestito da Fondo italiano d’investimento Sgr, partecipata sempre da Cassa depositi e prestiti, ha firmato l’ingresso nel capitale di Maticmind, società leader tra i system integrator operanti nel settore Ict. Quale studio legale ha seguito l’operazione? Sempre Rccd, fondato dall’attuale presidente Enel.

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