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In sedia a rotelle per i vaccini. Speranza gli dà dell’assassino

In sedia a rotelle per i vaccini. Speranza gli dà dell’assassino
Roberto Speranza (Ansa)
L’ex ministro, contestato da uno dei tanti danneggiati durante la presentazione del suo libro, prima lo infama: «È pagato da “Fuori dal coro”». Poi gli concede un’udienza privata, ma solo per irriderlo («ha firmato la liberatoria») e accusarlo di ammazzare la gente con la sua protesta: «Non si vaccinano più».
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Remigrazione, il Pd vuole il bavaglio. Salvini: «Non è da veri democratici»
Matteo Salvini (Ansa)
Il leader leghista: «Noi stiamo con i cittadini che non ragionano come la sinistra».

Il 18 aprile la manifestazione dei Patrioti della Lega in piazza del Duomo a Milano ci sarà, ma reazioni e polemiche non si fermano. Il Pd a Palazzo Marino, tramite la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, nei giorni scorsi aveva provato a esortare Prefettura e Questura per annullare l’evento, ma senza esito.

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Claudio Borghi: «Sì al gas russo, a chiederlo è il Paese»
Claudio Borghi (Imagoeconomica)
Il leghista: «Non si può governare contro l’opinione pubblica. E se Kiev chiudesse i tubi non meriterebbe più l’aiuto italiano. Il Patto di stabilità? Finiamola di stare sottomessi, facciamo i nostri interessi come la Francia».
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Usa e Iran pronti alla sfida navale. E Putin prova a far da mediatore
Vladimir Putin (Getty Images)
Il Cremlino si fa avanti, Trump minaccia blocchi e confische su Hormuz e sanzioni alla Cina. Carro Idf contro soldati italiani.

Si è concluso senza alcuna intesa il ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran ospitato a Islamabad, in Pakistan. A certificare lo stallo è stato il vicepresidente americano JD Vance: «Per 21 ore abbiamo avuto discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo».

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«L’America pensava di bluffare ma ha bisogno della tregua»
Dario Fabbri (Imagoeconomica)
L’analista geopolitico Dario Fabbri: «Iran e Israele hanno vinto e continuano con i bombardamenti. Hormuz adesso è una ferita per Trump che, per aprirlo, pensa a un’occupazione».

«I negoziati sono fatti apposta per sbattere le porte, per pronunciare i “basta, me ne vado” e poi tornare sui propri passi. In una guerra la rottura di un negoziato è probabile che accada, fa parte dei giochi».

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