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Le casse dei professionisti italiani investono 36 miliardi nell'economia reale. Ma all'estero

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  • Solo tra il 2016 e il 2017 il valore del patrimonio totale delle casse è aumentato di 5,3 miliardi (il 6,6% in più). Una buona notizia, visto l'andamento del mercato del lavoro che predilige il precariato e dunque il proliferare di contratti poco remunerativi. I più «esterofili» sono i fondi pensione: hanno puntato sul Pil tricolore 38,3 miliardi di euro, mentre gli investimenti non domestici hanno raggiunto quota a 79,5 miliardi.
  • Nonostante le prestazioni offerte nel 2017, nelle tasche dell'Enpam (medici) sono rimasti 998 milioni di euro, una cifra che distacca di gran lunga il secondo istituto in classifica. La cassa forense che si prende cura delle pensioni degli avvocati ha chiuso l'anno passato con un saldo positivo per 659 milioni di euro.
  • In difficoltà ci sono i geometri e soprattutto i giornalisti. Ogni 100 euro che l'Inpgi incassa da contributi ne spende 132,5 per pagare le pensioni, per tutte le altre prestazioni e per le spese di gestione.

Lo speciale contiene tre articoli.

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«Chi pensava alla fine degli Usa ha sbagliato»
Germano Dottori (Imagoeconomica)
L’analista Germano Dottori: «Gli americani guardano da tempo con preoccupazione agli sviluppi del processo di integrazione in atto nell’Ue, in parte anche per colpa nostra. Per Trump pure la Nato può essere messa in discussione, se non porta vantaggi tangibili».
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(Ansa)

Il 13 dicembre 2025 i pannelli del soffitto si staccano e vengono mantenuti con delle stecche. Il video è agli atti dell'inchiesta sul rogo di Crans-Montana in cui sono morte 40 persone, di cui 6 italiane. Quei pannelli hanno preso fuoco mentre Cyane (la dipendente con il casco che si vede nel video) sulle spalle di un collega serviva lo champagne con le candele luminose nelle bottiglie, un rituale che veniva spesso ripetuto come ha confermato negli interrogatori il proprietario Jacques Moretti. Sotto esame anche le uscite di sicurezza bloccate: una con chiavistello, l'altra con uno sgabello. In entrambi i casi Moretti ha puntato il dito contro clienti e dipendenti.

I vescovi pregano per il no
Matteo Zuppi (Imagoeconomica)
Invece di predicare il Vangelo, pontificano sulla riforma Nordio. Zuppi, capo della Cei: «C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare. Autonomia e indipendenza sono essenziali».

Il presidente dei vescovi italiani, cardinale Matteo Zuppi, aprendo i lavori del Consiglio episcopale, è intervenuto anche sull’imminente referendum per la riforma della giustizia, invitando i cattolici ad andare alle urne «perché l’equilibrio tra poteri previsto in Costituzione è da preservare; perché la separazione delle carriere è l’assetto del Csm sono temi che, come pastori, non ci lasciano indifferenti; perché l’autonomia è l’indipendenza della magistratura sono connotati essenziali del nostro sistema». Preso alla lettera, il discorso di Zuppi è un invito ai cattolici a votare convintamente Sì: la riforma infatti rafforza sia l’equilibrio dei poteri che l’indipendenza della magistratura. Ma si sa: vatti a fidare dei preti, modo di dire che nasce dalla percezione che, a volte, i rappresentanti della Chiesa abbiano comportamenti contrari alla dottrina che predicano, o agiscano secondo interessi personali piuttosto che spirituali.

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Se piovono coltellate è colpa del governo. Gabanelli dà i numeri
Milena Gabanelli (Ansa)
«Il Corriere» scopre il disagio giovanile (ma si dimentica delle restrizioni Covid) e le violenze dei ragazzi immigrati.

Piovono coltellate, colpa del governo. Se i reati delle cosiddette baby gang sono in vistoso aumento nelle città più grandi, non è colpa né del disagio sociale, né della povertà materiale o di spirito e neppure dei genitori che non sanno educare la figliolanza. No, è tutta colpa dell’esecutivo. Almeno per il Corriere della Sera, che ieri titolava: «Baby gang in aumento. Dove sbaglia il governo. Dal 2019 raddoppiati i minori con i coltelli in tasca e le risse. Le presenze minorili in carcere cresciute del 40%».

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