Clamorosa retata di primari. La sanità lombarda è sotto inchiesta: indagato anche l’ex magistrato della giunta Maroni
ANSA
  • Medici del Pini e del Galeazzi di Milano si sarebbero lasciati corrompere da un imprenditore, Tommaso Brenicci, che vantava il monopolio degli apparati ortopedici dei due ospedali. In alcuni casi avrebbero mentito ai pazienti, effettuando operazioni inutili.
  • Il referente degli indagati era l’ex procuratore di Pavia Gustavo Cioppa, scelto da Maroni nel 2015 come sottosegretario alla presidenza per la legalità e la trasparenza proprio in ambito sanitario. Peccato che proprio il figlio dell’ex magistrato ricevesse consulenze come avvocato dall’ ospedale.
  • L’inchiesta nata dopo quella su Norberto Confalonieri nel 2017 rinviato a giudizio per la presunta sponsorizzazione di protesi in cambio di tangenti e sospetti danni fisici su tre pazienti.

Lo speciale contiene tre articoli

«Il magistrato Cioppa mi aiuterà come sottosegretario alla Presidenza, collaborerà con me e mi aiuterà con la sua esperienza in tutte le cose che faccio, in particolare nella sanità, perché voglio garantire l’attuazione della riforma, voglio garantire entro fine anno le nuove nomine e voglio garantire che le nuove strutture della sanità lombarda sul territorio possano partire con persone competenti, oneste e capaci e che sappiano interpretare al meglio il nuovo modello organizzativo». Parlava così l’ex governatore Roberto Maroni quando il 23 ottobre del 2015 nominò Gustavo Cioppa come sottosegretario alla trasparenza e alla legalità di regione Lombardia.

A distanza di tre anni l’ex procuratore uscente di Pavia, dove ha lavorato per sette anni, finisce indagato per favoreggiamento e abuso d’ufficio nell’ultima inchiesta sulla sanità lombarda, con un giro d’affari di 5milioni di euro e tangenti per quasi mezzo milione. Cioppa, secondo gli inquirenti, era una sorta di referente e portavoce negli ambienti regionali degli interessi di Giorgio Maria Calori, il responsabile dell’unità operativa di Chirurgia ortopedica riparativa del Gaetano Pini, professore a contratto all’università di Milano dal 2002. L’imprenditore Tommaso Brenicci, titolare di società come Absool medica srl, Orbital High Tecnologies srl, Eon Medica srl , tutte impegnate nella vendita all’ingrosso di materiale ortopedico, sapeva di avere una corsia preferenziale sul Pini. E Cioppa gli poteva dare una mano. Anche perché il figlio del magistrato, Carlo Gustavo, avvocato, risulta aver percepito direttamente dal Pini compensi pari 33.000 mila euro nel 2013 e 11.000 nel 2014. Non solo. Nel 2013 e 2014, poi, risultano erogati sempre dall’ospedale fiore all’occhiello dell’ortopedia milanese, circa 57.000 euro a favore dello Studio Legale Cioppa di cui proprio Carlo è rappresentante legale.

E’ un finale amaro per la giunta Maroni, da poco uscente e sostituita dal nuovo presidente Attilio Fontana, perché Cioppa era stato nominato in regione dopo l’arresto del vicepresidente e ex assessore alla Sanità Mario Mantovani. I reati andavano dall’abuso di ufficio alla turbativa d’asta fino a corruzione e concussione. Finì indagato anche l’ormai ex assessore al Bilancio Massimo Garavaglia. Il processo è ancora in corso. Ma non è stato l’unico scandalo in regione dell’ex giunta, perché sempre sulla sanità cascò Fabio Rizzi, ex presidente della commissione sanità di Regione Lombardia, firmatario della famosa riforma, finito indagato nell’operazione Smile, quella di «Lady Dentiera» Maria Paola Canegrati: gli indagati furono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. Rizzi patteggiò cinque mesi dopo, ammettendo le proprie responsabilità. Il Tribunale di Monza lo ha condannato a scontare due anni e sei mesi per corruzione. Non solo. Il 22 marzo scorso il pm Eugenio Fusco, lo stesso che ha indagato sull’inchiesta delle protesi ortopediche al Gaetano Pini, ha chiesto due anni e sei mesi per Maroni, accusato di aver esercitato pressioni per far ottenere un viaggio a Tokyo e un contratto di lavoro a Maria Grazia Paturzo e Mara Carluccio, due donne già collaboratrici ai tempi del ministero dell’Interno. Maroni ha già detto di essere «tranquillo. Le accuse formulate contro di me sono ridicole». Nei prossimi mesi si avrà la sentenza.

20180410201850154.pdf

20180410201927906.pdf

Da non perdere

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte
Inchieste

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte

Quasi amici. Anzi, no: proprio amici amici. Lo dice Domenico Arcuri, ex commissario straordinario durante l’emergenza Covid, a proposito di Giuseppe Conte, commissario che indaga sulla gestione dell’emergenza Covid. Vi pare un’anomalia o quanto meno una frequentazione poco opportuna? Può…