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Sfruttano anche i «morti per il clima» pur di salassarci con l’agenda verde

Sfruttano anche i «morti per il clima» pur di salassarci con l’agenda verde
(iStock)
Alluvioni, ma pure estati killer, aborti causati dal caldo, vittime delle cucine a gas: tutto fa brodo per imporci diktat e stangate.
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«In Iran è probabile un cambio di regime guidato dai Pasdaran»
Nel riquadro, il professor Nicola Pedde (Getty Images)
L’esperto Nicola Pedde: «Imprenditori in piazza: è una novità. Ma manca un leader. Un governo di militari potrebbe sostituire la teocrazia».
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Fronti caldi con Cuba e Groenlandia
Donald Trump (Ansa)
Washington sfida L’Avana: «Stop petrolio e soldi dal Venezuela». La Danimarca parla di un imminente vertice con gli States per l’isola. Uk e Nato vagliano l’invio di soldati.

Donald Trump torna a minacciare Cuba e lo fa a pochi giorni dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, rilanciando una linea di massima pressione sull’Avana. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha accusato l’isola di aver beneficiato per anni di ingenti forniture di petrolio e flussi finanziari provenienti dal Venezuela, offrendo in cambio «servizi di sicurezza» ai vertici del regime chavista.

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Francesca Scopelliti: «Il processo a Tortora non è mai finito»
Francesca Scopelliti (Imagoeconomica)
La compagna del giornalista, presidente del comitato «Cittadini per il sì»: «La storia di Enzo è il paradigma della malagiustizia, perciò disturba ancora gli oppositori della riforma. Separare le carriere sarà la svolta».

«Mai avrei creduto che esistesse un universo così straziante, vile, ingiusto, sotto la crosta di un’Italietta che non sa, che non ci pensa, non vuol sapere. Ma ora, frustato a sangue da questa realtà, il mio compito è uno: far sapere. E non gridare solo la mia innocenza, ma battermi perché queste inciviltà vengano a cessare». Così scriveva Enzo Tortora dal carcere, nelle Lettere a Francesca, mentre attraversava l’ora più buia del tritacarne mediatico e giudiziario.

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Cara Pilloud, la sua perspicacia è senza limiti
Béatrice Pilloud, Pg del Canton Vallese (Ansa)

Cara Béatrice Pilloud, cara procuratrice generale del Canton Vallese e responsabile dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, le scrivo questa cartolina per farle i complimenti: è riuscita, infatti, ad accorgersi che anche in Svizzera esiste il pericolo di fuga. Non è da tutti. Ci ha messo nove giorni, è vero. Glielo hanno ripetuto in tutte le lingue del mondo, è vero. Ma alla fine lei ci è arrivata. Nei giorni scorsi aveva rassicurato: pericolo di fuga? Non esiste. Ancora due giorni fa l’aveva ripetuto: pericolo di fuga? Non esiste. Poi l’illuminazione: il pericolo di fuga esiste. I due gestori del locale, Jacques Moretti e la moglie Jessica, indagati per la strage, potrebbero scappare. Chi l’avrebbe detto, eh? Avanti di questo passo, tra qualche mese potrebbe pure accorgersi che i due hanno avuto pure qualche copertura dalle pubbliche autorità. Non mettiamo limiti alla sua perspicacia.

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