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2021-11-04
Le sfide del futuro per i consumatori al centro del Consumer Dialogue
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Il Commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders (Ansa)
Rischi e opportunità per i consumatori davanti alle sfide del futuro. È questo il tema attorno a cui è ruotato il Consumer Dialogue: evento dedicato alla nuova agenda europea dei consumatori, tenutosi ieri a Roma, nella cornice istituzionale di Palazzo Piacentini (sede del Ministero dello Sviluppo economico).
«Il terremoto generato dalla pandemia ha influenzato il comportamento dei consumatori che, per stato di necessità, si sono indirizzati verso l'e-commerce in modo significativo. Ci sono poi abitudini dei consumatori rispetto ai prodotti sostenibili, che devono essere tali e non di facciata. Ebbene, tutto questo evidentemente spinge tutti noi verso un aggiornamento degli strumenti giuridici (e non solo giuridici) di tutela del consumatore. Il mercato produce progresso e benessere, ma nel mercato i consumatori sono una parte fondamentale. Da qui l'importanza della cooperazione a livello europeo», ha dichiarato in apertura Giorgetti. «La sfida della sostenibilità ambientale non può essere vista senza considerare anche le altre gambe della sostenibilità: quella sociale e quella economica. Nel momento in cui dobbiamo riscrivere le regole di una competizione vera anche in questi settori, non possiamo dimenticarci che – oltre all'interesse dei venditori – c'è anche l'interesse di consumatori», ha proseguito il ministro, che ha infine citato il presidente americano, Herbert Hoover: «Competition is not only the basis of protection to the consumer, but is the incentive to progress». «Il Dialogo dei consumatori di oggi», ha poi affermato Reynders, «è l'ottavo dialogo a cui ho partecipato, ma il primo a cui ho partecipato di persona. Ci ha dimostrato, ancora una volta, il valore inestimabile di un tale esercizio. I Dialoghi dei consumatori confermano, ancora una volta, la loro estrema utilità, al fine di condividere buone pratiche ed esperienze. In questo contesto, l'Italia si è dimostrata un paese pioniere nelle tematiche relative all'educazione dei diritti dei consumatori».
Durante la prima tavola rotonda, dedicata alla trasformazione digitale, si sono susseguiti gli interventi di vari relatori. Il vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, Ginevra Cerrina Feroni, si è concentrata sull'intersezione tra protezione dei dati personali, concorrenza e tutela dei consumatori. A seguire, il Direttore generale per la tutela del consumatore dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Calabrò, ha parlato di come l'agenzia che rappresenta sta agendo per tutelare i consumatori. Di opportunità e rischi legati alla trasformazione digitale si sono occupati anche Mario Staderini di Agcom e Maria Grazia Pisanò del Centro europeo consumatori. Tutto questo, mentre Furio Truzzi, presidente di Aps Assoutenti, si è concentrato sui diritti dei consumatori e sull'importanza delle Pmi. Stefano Firpo, capo gabinetto del ministro per l'Innovazione tecnologica, ha invece parlato di come il tema della trasformazione digitale si intersechi al Pnrr.
La successiva tavola rotonda, dedicata alla transizione verde, si è concentrata innanzitutto sui rischi per i consumatori nel quadro di questo processo: dallo spreco alimentare alla necessità di ridurre la nostra impronta ambientale, passando per il problema del greenwashing. Principale filo conduttore si è, da questo punto di vista, rivelato il tema della responsabilizzazione del consumatore. È quindi in un tale quadro generale che si sono inseriti gli interventi degli altri relatori: il presidente di Enea, Gilberto Dialuce; il presidente dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Marcella Mallen; Laura D'Aprile, del ministero della Transizione ecologica; Antonio Matonti di Confindustria; Annalisa Mandorino, di Cittadinanzattiva. Tra gli strumenti proposti per aumentare la responsabilizzazione dei consumatori, Linda Laura Sabbadini dell'Istat ha citato in particolare il ricorso all'uso della statistica.
A chiudere l'evento sono infine intervenute Pinuccia Contino, in rappresentanza della Commissione europea, e Loredana Gulino, Direttore generale per il mercato e la concorrenza presso il Mise. Entrambe hanno messo in evidenza la fruttuosità delle tavole rotonde tenutesi, sottolineando ancora una volta l'importanza delle sfide che attendono l'Italia per il futuro. «Ognuno di voi», ha detto Loredana Gulino rivolgendosi ai relatori, «ha dato un pezzo importante nella costruzione di quella che sarà l'agenda italiana dei consumatori».
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L'appuntamento tenutosi ieri a Roma a Palazzo Piacentini, si è diviso in due parti. Nella prima, il titolare del Mise, Giancarlo Giorgetti, ha aperto i lavori insieme al Commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders. Nella seconda, si sono invece susseguite due tavole rotonde di esperti che, moderate da La Verità, hanno affrontato la questione delle principali sfide che attendono i consumatori nell'ambito della trasformazione digitale e della transizione verde.Rischi e opportunità per i consumatori davanti alle sfide del futuro. È questo il tema attorno a cui è ruotato il Consumer Dialogue: evento dedicato alla nuova agenda europea dei consumatori, tenutosi ieri a Roma, nella cornice istituzionale di Palazzo Piacentini (sede del Ministero dello Sviluppo economico).«Il terremoto generato dalla pandemia ha influenzato il comportamento dei consumatori che, per stato di necessità, si sono indirizzati verso l'e-commerce in modo significativo. Ci sono poi abitudini dei consumatori rispetto ai prodotti sostenibili, che devono essere tali e non di facciata. Ebbene, tutto questo evidentemente spinge tutti noi verso un aggiornamento degli strumenti giuridici (e non solo giuridici) di tutela del consumatore. Il mercato produce progresso e benessere, ma nel mercato i consumatori sono una parte fondamentale. Da qui l'importanza della cooperazione a livello europeo», ha dichiarato in apertura Giorgetti. «La sfida della sostenibilità ambientale non può essere vista senza considerare anche le altre gambe della sostenibilità: quella sociale e quella economica. Nel momento in cui dobbiamo riscrivere le regole di una competizione vera anche in questi settori, non possiamo dimenticarci che – oltre all'interesse dei venditori – c'è anche l'interesse di consumatori», ha proseguito il ministro, che ha infine citato il presidente americano, Herbert Hoover: «Competition is not only the basis of protection to the consumer, but is the incentive to progress». «Il Dialogo dei consumatori di oggi», ha poi affermato Reynders, «è l'ottavo dialogo a cui ho partecipato, ma il primo a cui ho partecipato di persona. Ci ha dimostrato, ancora una volta, il valore inestimabile di un tale esercizio. I Dialoghi dei consumatori confermano, ancora una volta, la loro estrema utilità, al fine di condividere buone pratiche ed esperienze. In questo contesto, l'Italia si è dimostrata un paese pioniere nelle tematiche relative all'educazione dei diritti dei consumatori».Durante la prima tavola rotonda, dedicata alla trasformazione digitale, si sono susseguiti gli interventi di vari relatori. Il vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, Ginevra Cerrina Feroni, si è concentrata sull'intersezione tra protezione dei dati personali, concorrenza e tutela dei consumatori. A seguire, il Direttore generale per la tutela del consumatore dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Calabrò, ha parlato di come l'agenzia che rappresenta sta agendo per tutelare i consumatori. Di opportunità e rischi legati alla trasformazione digitale si sono occupati anche Mario Staderini di Agcom e Maria Grazia Pisanò del Centro europeo consumatori. Tutto questo, mentre Furio Truzzi, presidente di Aps Assoutenti, si è concentrato sui diritti dei consumatori e sull'importanza delle Pmi. Stefano Firpo, capo gabinetto del ministro per l'Innovazione tecnologica, ha invece parlato di come il tema della trasformazione digitale si intersechi al Pnrr.La successiva tavola rotonda, dedicata alla transizione verde, si è concentrata innanzitutto sui rischi per i consumatori nel quadro di questo processo: dallo spreco alimentare alla necessità di ridurre la nostra impronta ambientale, passando per il problema del greenwashing. Principale filo conduttore si è, da questo punto di vista, rivelato il tema della responsabilizzazione del consumatore. È quindi in un tale quadro generale che si sono inseriti gli interventi degli altri relatori: il presidente di Enea, Gilberto Dialuce; il presidente dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Marcella Mallen; Laura D'Aprile, del ministero della Transizione ecologica; Antonio Matonti di Confindustria; Annalisa Mandorino, di Cittadinanzattiva. Tra gli strumenti proposti per aumentare la responsabilizzazione dei consumatori, Linda Laura Sabbadini dell'Istat ha citato in particolare il ricorso all'uso della statistica.A chiudere l'evento sono infine intervenute Pinuccia Contino, in rappresentanza della Commissione europea, e Loredana Gulino, Direttore generale per il mercato e la concorrenza presso il Mise. Entrambe hanno messo in evidenza la fruttuosità delle tavole rotonde tenutesi, sottolineando ancora una volta l'importanza delle sfide che attendono l'Italia per il futuro. «Ognuno di voi», ha detto Loredana Gulino rivolgendosi ai relatori, «ha dato un pezzo importante nella costruzione di quella che sarà l'agenda italiana dei consumatori».
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Dopo la chiusura con il proscioglimento della vicenda giudiziaria che ha riguardato la nota influencer, di buono resta solo lo storico dolce.
Piercamillo Davigo (Ansa)
La vicenda prende forma nel rapporto tra Paolo Storari, sostituto procuratore a Milano, e Piercamillo Davigo, allora consigliere del Csm. È con Storari che si consuma il primo snodo decisivo. Le motivazioni affermano che Davigo non si limita a ricevere informazioni, ma «rafforza e legittima» la scelta di Storari di consegnargli i verbali dell’avvocato Piero Amara, coperti da segreto investigativo. Lo fa prospettando una tesi giuridica che la Corte definisce esplicitamente «tutt’altro che fondata»: l’idea che il segreto non sia opponibile al Csm e, per estensione, al singolo consigliere. Una prospettazione che, secondo i giudici, ha avuto un ruolo causale diretto nella rivelazione, integrando il concorso «dell’extraneus nel reato proprio».
Qui la sentenza insiste su un punto che rende la condotta di Davigo particolarmente grave: la piena consapevolezza delle regole. I giudici ricordano che anche laddove il Csm abbia poteri di acquisizione, questi sono rigorosamente incanalati in procedure formali: soggetti legittimati, passaggi istituzionali, protocollazione, possibilità per l’autorità giudiziaria di opporre esigenze investigative. Nulla di tutto questo avviene. I verbali passano di mano in modo informale, in un incontro riservato, su una chiavetta Usb. Per la Corte non è un dettaglio, ma la prova che Davigo sceglie consapevolmente di porsi fuori dalle regole. Ottenuti gli atti, il comportamento contestato non si ferma. Le motivazioni ricordano che Davigo, «violando i doveri inerenti alle proprie funzioni ed abusando della sua qualità», riferisce l’esistenza di atti coperti da segreto a più soggetti, tra cui il primo presidente della Corte di Cassazione Pietro Curzio e il consigliere Sebastiano Ardita. La Corte è esplicita: Davigo non aveva alcuna legittimazione a divulgare quelle informazioni «al di fuori di una formale procedura». Ed è proprio questo passaggio che porta i giudici a sottolineare come l’ex magistrato abbia agito «ergendosi a paladino della legalità», ma senza titolo. Un aspetto centrale delle motivazioni riguarda gli effetti istituzionali di questa scelta. I giudici parlano di una diffusione selettiva della conoscenza, che genera tensioni, diffidenze e prese di distanza all’interno del Csm. La procedura, osserva la Corte, serve proprio a evitare che notizie delicate circolino in modo incontrollato. Davigo, scegliendo la via informale, accetta - o sottovaluta - questo rischio, contribuendo a un corto circuito istituzionale che nulla ha a che vedere con la tutela della legalità.
La sentenza respinge anche uno degli argomenti difensivi più ricorrenti nel dibattito pubblico: l’assoluzione di Storari non travolge la responsabilità di Davigo. La condanna a un anno e tre mesi di reclusione segna così una cesura netta nella parabola del dottor Sottile, il cui comportamento è descritto dai giudici come abusivo, consapevole e privo di legittimazione. Ottima pubblicità per il Sì al referendum.
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Donald Trump (Ansa)
È stata una giornata di tensione, quella di ieri, tra le due sponde dell’Atlantico. Mentre l’Europarlamento sospendeva indefinitamente la ratifica dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Ue, Donald Trump è intervenuto al Forum di Davos, tenendo un intervento battagliero in cui ha criticato i Paesi europei su svariati fronti. «Certi luoghi in Europa, francamente, non sono più riconoscibili», ha dichiarato. «Vorrei che l’Europa andasse bene, ma non sta andando nella giusta direzione», ha aggiunto, citando «l’aumento della spesa pubblica, l’immigrazione di massa incontrollata e le importazioni straniere senza fine». «Qui in Europa abbiamo visto il destino che la sinistra radicale ha cercato di imporre all’America», ha anche affermato. Trump ha poi criticato il Vecchio continente sulla questione energetica. «Grazie alla mia vittoria elettorale a valanga, gli Stati Uniti hanno evitato il catastrofico collasso energetico che ha avuto luogo in ogni nazione europea, che ha perseguito il “Green new scam”: forse il più grande imbroglio della Storia», ha dichiarato, storpiando il nome del Green new deal («scam», in inglese, significa infatti «truffa»). Sotto questo aspetto, l’inquilino della Casa Bianca ha messo nel mirino l’energia eolica e ha sottolineato come il ricorso alla tecnologia green aumenti la dipendenza da Pechino. «Più turbine a vento ha un Paese, più ci perde. Gli stupidi le comprano, ma la Cina vince», ha detto. Trump è poi andato all’attacco della Danimarca sulla questione della Groenlandia («un pezzo di ghiaccio in cambio della pace»). «La Danimarca è caduta in mano alla Germania dopo appena sei ore di combattimenti ed è stata totalmente incapace di difendere sia sé stessa sia la Groenlandia. Quindi gli Stati Uniti sono stati costretti a farlo e lo abbiamo fatto», ha tuonato, riferendosi all’invasione della Danimarca da parte del Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale. Il presidente americano ha inoltre bollato Copenaghen come «ingrata», ribadendo di aver bisogno della Groenlandia per una necessità di «sicurezza nazionale strategica». Al tempo stesso, Trump ha però escluso l’uso della forza per acquisire l’isola più grande del mondo. «Non devo usare la forza, non voglio usare la forza, non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia», ha dichiarato, senza tuttavia rinunciare a mettere sotto pressione gli europei. «Potete dire di sì e vi saremo molto grati, oppure potete dire di no e ce ne ricorderemo», ha infatti affermato, riferendosi all’acquisizione dell’isola. In questo quadro, il presidente americano ne ha anche approfittato per dare una bacchettata alla Nato. «Gli Stati Uniti sono trattati in modo molto ingiusto dalla Nato. Diamo così tanto e riceviamo così poco in cambio». Insomma, Trump non ha risparmiato dure critiche agli alleati europei. Ma il presidente americano, ieri, si è occupato anche di vari dossier internazionali, a partire della crisi ucraina. «Credo che ora siano arrivati al punto in cui possono unirsi e raggiungere un accordo», ha affermato, parlando di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. «Se non ci riescono», ha continuato, «sono stupidi. Questo vale per entrambi. E so che non sono stupidi. Ma se non ci riescono, sono stupidi». Ieri pomeriggio, la Cnn ha, in particolare, riferito che Trump dovrebbe incontrare oggi il presidente ucraino a Davos. Ma non è tutto. Oltre a sottolineare di avere un «ottimo rapporto» con il leader cinese, Xi Jinping, l’inquilino della Casa Bianca si è infatti espresso anche sul Medio Oriente, auspicando che Hamas proceda con il disarmo. «Se non lo faranno, saranno spazzati via. Molto rapidamente», ha affermato, per poi rivendicare gli attacchi statunitensi di giugno ai siti nucleari iraniani. «Erano molto vicini ad avere un’arma nucleare e li abbiamo colpiti duramente, e la distruzione è stata totale», ha detto. Tra l’altro, proprio ieri, il cardinal segretario di Stato, Pietro Parolin, ha reso noto che Trump ha invitato papa Leone XIV a entrare nel Board of peace per Gaza. Inoltre, sempre ieri, l’inquilino della Casa Bianca, a margine del Forum di Davos, ha avuto degli incontri con il presidente polacco, Karol Nawrocki, con quello egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, e con quello elvetico, Guy Parmelin, oltre che con il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte. Con quest’ultimo, Trump ha annunciato di aver raggiunto un accordo sulla Groenlandia che, se dovesse concretizzarsi, offrirebbe un’«ottima soluzione» per i Paesi della Nato e scongiurerebbe i nuovi dazi americani ai Paesi europei.Nel suo intervento in Svizzera, Trump ha parlato anche di questioni interne: ha definito Jerome Powell uno «stupido», rendendo noto che annuncerà presto la scelta del suo successore. La centralità è comunque spettata alla politica internazionale, con speciale riferimento, alle crescenti tensioni con gli alleati europei. In particolare, chi, nel Vecchio continente, sta tornando a premere per la linea dura nei confronti della Casa Bianca è Emmanuel Macron che, proprio ieri, Trump ha deriso per gli occhiali da sole con cui si era presentato martedì. Il presidente francese sta del resto cercando di spingere Bruxelles a ricorrere allo strumento anti coercizione: uno scenario che acuirebbe le fibrillazioni transatlantiche. Non dimentichiamo che il vicepremier cinese, He Lifeng, ha criticato i dazi statunitensi. E che l’inquilino dell’Eliseo ha rafforzato i legami con Pechino. In Svizzera sta, insomma, andando in scena uno scontro geopolitico particolarmente serrato. Tuttavia, spingendo sul pedale della linea dura con Washington - soprattutto su input francese - gli europei rischiano di finire tra le braccia della Cina. Il che non sarebbe uno scenario esattamente allettante.
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