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Lo scontro nello Studio ovale ricorda Hermes

Lo scontro nello Studio ovale ricorda Hermes
Volodymir Zelensky, Donald Trump, J. D. Vance (Ansa)
Il dialogo conflittuale tra Trump, Vance e Zelensky fa tornare alla mente la mitologia greca, con il tycoon nel ruolo di Giove e il suo vice in quello di Marte. Forse il leader ucraino riuscirà a farsi perdonare, ma negoziare con Mosca sembra impossibile.
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Sala scimmiotta i flop di Mamdani: se potessi pure io tasserei i ricchi
Beppe Sala (Ansa)
Il sindaco che sarà ricordato per le operazioni sul mattone vuol rifarsi una verginità.

C’è qualcosa di comico nella frase con cui Beppe Sala adesso dice che, se potesse, tasserebbe i ricchi. È una frase che il sindaco di Milano ha regalato ieri al Corriere della Sera a margine di un incontro pubblico. Il primo cittadino non fa altro che scimmiottare Zohran Mamdani a New York, dimenticando quello che diventato il capoluogo lombardo e che i provvedimenti del nuovo idolo della sinistra stanno avendo risultati fallimentari.

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Paolo Del Debbio commenta le tensioni tra cattolici e protestanti americani, lo scontro fra Donald Trump, il Papa e Giorgia Meloni e ragiona sul ruolo politico della Chiesa di Roma.

Renzi tenta Vannacci: «Lasci la Meloni». Rumors sulla Salis: piace pure a Marina
Matteo Renzi e Roberto Vannacci ospiti di «Pulp Podcast» di Fedez
Il leader Iv porta il generale da Fedez per rompere il centrodestra. «L’Espresso»: endorsement dei Berlusconi per il sindaco ligure.

Dio solo sa perché, ogni volta che nella politica italiana c’è qualcosa di poco chiaro, spunta sempre la manina di Matteo Renzi. Che sia un abile e scaltro manovratore ce ne siamo accorti in più occasioni, ma che dal basso delle sue infinitesime percentuali al voto, riesca sempre, in un modo o nell’altro, a influenzare questo o quello, condizionando i partiti e finendo per diventare la stampella di qualche governo, resta un mistero.

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Vescovi e centri sociali contro la Lega
Matteo Salvini ad un gazebo della Lega per la manifestazione dei Patriots del 18 aprile (Ansa)
La maggioranza di Sala definisce «incompatibile con l’identità civile e democratica di Milano» la manifestazione dei Patriots di oggi pomeriggio. Don Paolo Selmi, uomo di Delpini, rilancia il raduno della sinistra radicale mentre «Avvenire» tifa per le frontiere aperte.

Il consiglio comunale di Milano, alla fine, ha votato a favore della censura. Con 23 voti a favore, cinque contrari e tre astenuti, l’aula di Palazzo Marino ha approvato un ordine del giorno voluto dalla presidente Elena Buscemi del Partito democratico per esprimere «ferma condanna dell’Amministrazione nei confronti dei contenuti del Remigration summit».

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