Illy, in Borsa entro il 2026. Raddoppio della produzione a Trieste
Cristina Scocchia (Imagoeconomica)

Cristina Scocchia da inizio 2022 è l’amministratore delegato di Illy, il colosso del caffè con sede a Trieste.

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La quotazione in Borsa? “Entro il 2026”. Il rincaro delle materie prime? “Abbiamo aumentato i nostri listini di appena il 3% a gennaio e del 3% lo scorso anno, a fronte di un aumento dei costi delle materie prime del 17%. Anche in questo modo si è un’impresa sostenibile”. I prossimi obiettivi? “Crescere in Cina, la patria del tè, dove puntiamo a triplicare il fatturato”. Cristina Scocchia da inizio 2022 è l’amministratore delegato di Illy, il colosso del caffè con sede a Trieste.

Un’eccellenza italiana, simbolo dell’espresso, che proprio quest’anno compie 90 anni e che continua a crescere. Anche nel primo semestre ha registrato un incremento del 5% dei ricavi, sui 567,7 milioni di euro di fatturato del bilancio 2022. Ma a spiccare, nei conti, è stata la redditività, in crescita a doppia cifra con il +21%.

“Merito del lavoro per migliorare l’efficienza operativa che è stato fatto – spiega Scocchia – e della scelta decisa di puntare sull’espansione internazionale ed in particolare sugli Stati Uniti, che ci ha premiato con un incremento delle vendite del 16% nel primo semestre su quel mercato, e ora sulla Cina”. La scalata al colosso asiatico da parte del gruppo è appena iniziata. Con settembre è diventato operativo l’accordo quadriennale con Hangzhou Onechance Tech, gigante delle vendite da 800 milioni di capitalizzazione quotato sulla Borsa di Shenzen.

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