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Sbarchi, ok alla struttura di missione. Dialogo con l’Ue per aiutare la Tunisia

Sbarchi, ok alla struttura di missione. Dialogo con l’Ue per aiutare la Tunisia
Antonio Tajani (Imagoeconomica)
  • Vertice tra Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Matteo Salvini e Alfredo Mantovano con l’obiettivo di contrastare gli arrivi. E collaborare con i Balcani e con i Paesi del Nord Africa. Sullo sfondo il ripristino di missioni militari congiunte a Tunisi.
  • La Geo Barents interviene senza coordinarsi con La Valletta e li prende a bordo Molto probabile l’approdo in Italia, che nel 2023 ha già accolto oltre 28.000 immigrati.

Lo speciale contiene due articoli

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Voto Sì perché la riforma mette fine a scambi di favore e a incarichi per affiliazione
Seduta del Csm. Nel riquadro, il sostituto procuratore di Massa Marco Mansi (Ansa)
Con la separazione delle carriere di pm e giudici si realizza il principio della terzietà. E il sorteggio del Csm elimina gli accordi incrociati con la politica sulle nomine apicali.

Perché votare Sì al referendum del 22-23 marzo? Al prossimo referendum si vota per approvare o no norme costituzionali, dirette a stabilire principi in materia di giustizia, in base ai quali opereranno le leggi in materia. I precetti della Costituzione non sono immutabili: possono, infatti, essere cambiati per adeguarli al mutare delle condizioni. La nuova riforma non dà attuazione ad altri principi costituzionali (sarebbe incongruo), ma conferma quelli già stabiliti, saldandosi con loro e rafforzandoli.

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Il pm dell’omelia rema contro Nordio: «Ho spinto i fedeli a recarsi ai seggi»
Don Carlo Parodi e Francesco Paolo Cardona Albini durante la messa a Genova
Il magistrato Cardona Albini sull’intervento in una chiesa di Genova: «Non ho fatto campagna elettorale». Ma persino un avvocato iscritto al Pd lo contesta: «Luogo inadatto». Il sacerdote don Parodi: «È stato un servizio civico».
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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Mario Mantovani durante la sessione plenaria a Strasburgo.

Ursula e Kallas scoprono la realtà: «Regole saltate, l’Ue diventi potenza»
Kaja Kallas e Ursula von der Leyen (Ansa)
Alla Commissione si accorgono che i vecchi tempi «non torneranno». Ma con le «transizioni» ci hanno già messi fuori gioco. Infatti Parigi critica l’attivismo di Bruxelles. E Berlino va da sola in cerca di materie prime.

«L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà». Con i loro tempi, a Bruxelles hanno attraversato le cinque fasi del lutto. Adesso sono arrivati all’ultima: l’accettazione. Così, ieri, Ursula von der Leyen ha potuto arringare gli ambasciatori dell’Ue, invitandoli a considerare che «non possiamo più fare affidamento» sul beneamato «sistema basato sulle regole» e che occorrono nuove strategie «per difendere i nostri interessi».

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