Rovinati dal vaccino: le storie
Francesca, Andrea, Simone e Aidi: sono alcune delle storie degli italiani danneggiati dal vaccino anti Covid, che la scienza snobba e lo Stato finge di non vedere. Noi, invece, non smetteremo di raccontare la tragedia che vivono ogni giorno.

Francesca, a 41 anni, non riesce più a camminare. Vive da reclusa, ha sempre bisogno di qualcuno che la aiuti: non è più autosufficiente. Adesso avverte anche dei bruciori interni: un dramma iniziato a cinque minuti dall’iniezione di Pfizer, per il quale non si trova ancora una terapia. Poi c’è Andrea, con un figlio di 17 anni che è finito in terapia intensiva per una miocardite post iniezione. Lui si è comprensibilmente spaventato, ha rifiutato la terza dose e per tutta risposta è stato sospeso dal lavoro. Simone, 43 anni, infermiere di Modena, da Moderna ha ricevuto un «regalino»: una malattia autoimmune che provoca dolori invalidanti. E adesso è in attesa di un’esenzione dal richiamo. Aidi, insegnante di 52 anni, si ritrova delle piaghe sulle gambe e un green pass scaduto. Sono alcune delle storie degli italiani danneggiati dal vaccino anti Covid, che la scienza snobba e lo Stato finge di non vedere. Noi, invece, non smetteremo di raccontare la tragedia che vivono ogni giorno.


Da non perdere

Taroccato lo studio sul «vaccino universale»
Salute

Taroccato lo studio sul «vaccino universale»

Un paper pubblicato nel 2022 che intendeva gettare le basi per un siero efficace contro tutte le varianti del Covid è stato ritirato: conteneva «dati fabbricati» e «immagini falsificate». Intanto continuiamo a pagare: dal 2023 l’Italia ha speso un miliardo in fiale.

Salute

Dalla Russia con «calore». Vodka, piacere a 40 gradi

In realtà anche i polacchi rivendicano l’origine e il nome di questa acquavite, ottenuta per lo più dalla distillazione di cereali o patate. Esiste anche quella alla frutta, ma è una variante non tradizionale e meno alcolica. Comunque la scegliate, il suo consumo deve essere occasionale.