Francesca, a 41 anni, non riesce più a camminare. Vive da reclusa, ha sempre bisogno di qualcuno che la aiuti: non è più autosufficiente. Adesso avverte anche dei bruciori interni: un dramma iniziato a cinque minuti dall’iniezione di Pfizer, per il quale non si trova ancora una terapia. Poi c’è Andrea, con un figlio di 17 anni che è finito in terapia intensiva per una miocardite post iniezione. Lui si è comprensibilmente spaventato, ha rifiutato la terza dose e per tutta risposta è stato sospeso dal lavoro. Simone, 43 anni, infermiere di Modena, da Moderna ha ricevuto un «regalino»: una malattia autoimmune che provoca dolori invalidanti. E adesso è in attesa di un’esenzione dal richiamo. Aidi, insegnante di 52 anni, si ritrova delle piaghe sulle gambe e un green pass scaduto. Sono alcune delle storie degli italiani danneggiati dal vaccino anti Covid, che la scienza snobba e lo Stato finge di non vedere. Noi, invece, non smetteremo di raccontare la tragedia che vivono ogni giorno.
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