È morto Ross Perot, il Trump degli anni Novanta

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Si è spento oggi, all'età di ottantanove anni, il miliardario texano, dopo una battaglia di cinque mesi con la leucemia. A renderlo noto, è stato il portavoce della sua famiglia, James Fuller. Magnate nel settore tecnologico, Perot si è sempre distinto per un forte interesse di natura politica, dalla profonda impronta populista. Molto critico della politica estera interventista dell'allora presidente repubblicano George H. W. Bush, si candidò come indipendente alle elezioni presidenziali del 1992, proponendo un programma particolarmente agguerrito: lotta alla delocalizzazione della produzione industriale, opposizione al controllo delle armi e istituzione di una democrazia diretta tramite la creazione di piattaforme elettroniche.

Petr Ilic Ciajkovskij, (Getty images)
Il grande compositore ebbe per tutta la vita una fitta e affettuosa corrispondenza con Nadezda von Meck, facoltosa ereditiera russa che ne finanziò l'attività, a patto di non incontrarsi mai. Grazie alla sua ospitalità, visitò l'Italia innamorandosi di Firenze e Venezia.
Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi (Getty images)
Teheran ignora gli Usa come ipotetici mandanti dell'omicidio del suo scienziato e continua a puntare il dito su Israele. Ma dietro l'attentato potrebbe esserci lo scontro tra falchi e colombe del regime degli ayatollah.
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