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Sui rimpatri Ue stavolta le toghe sono isolate

Il Consiglio d’Europa, promotore dei diritti umani, valida il nostro modello per la gestione dei flussi in accordo con Paesi terzi. Ok agli hub «esterni» destinati agli irregolari. Giorgia Meloni: «Il protocollo Albania diventa prassi». Smacco a Ong e giudici solidali.

«Da oggi il Piano Mattei è una strategia europea». Giorgia Meloni scandisce soddisfatta la frase, consapevole che il progetto - costruito due anni fa anche per regolamentare le migrazioni - avesse un senso, una concretezza e un’adesione al diritto internazionale al di là delle pernacchie da curva sud della sinistra cattodem, dei giudici e delle ong a rimorchio. Alla conversione a U dell’Unione su uno dei temi chiave per la sua stessa esistenza mancava un sì: è arrivato ieri dal Consiglio d’Europa, l’organismo più appiattito sui presunti diritti universali, direttamente collegato alle associazioni umanitarie di ogni ordine e grado, sempre pronto a denunciare violazioni dei diritti umani, con attenzione maniacale alle forze dell’ordine italiane. Ebbene: sì a cambiare politica, sì ai rimpatri dei richiedenti asilo respinti, sì a rispedire al mittente i criminali, sì agli hub in Paesi terzi, per esempio l’Albania.

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Chi nasconde le stragi islamiche è complice
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Ecco #DimmiLaVerità del 29 giugno 2026. Gianni Alemanno ci parla dell'emergenza carceraria in Italia e del generale Vannacci.

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Dopo quattro tentativi Keiko Fujimori conquista la presidenza del Perù. La figlia dell'ex capo dello Stato Alberto eredita un Paese segnato da instabilità, corruzione e continui cambi di governo, con la difficile sfida di ricostruire la fiducia nelle istituzioni.
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«È ora di cambiare la legge sull’affido. I figli vanno ascoltati»
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Il Garante per l’infanzia Marina Terragni: «Una sedicenne non può decidere con chi vivere, è assurdo. Le case famiglia siano l’extrema ratio».
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