Riecco Sinner: debutto vincente e nuova fiamma
Jannik Sinner (Ansa)
Comodo successo al primo turno al Roland Garros: dimenticati i problemi all’anca.

Lo sport agonistico diventa una ragione di vita solo quando la vita può fare affidamento su altre ragioni: il desiderio di riscatto, l’ambizione, l’amore come corollario a un’esistenza da gladiatore. Deve averlo pensato anche il nostro Jannik Sinner, al termine dei 20 giorni più decisivi della sua carriera, tra un recupero lampo da un infortunio insidiosissimo, il traguardo di numero uno del mondo a portata di racchetta, un Roland Garros in bilico, ma cominciato nel migliore dei modi, una nuova fidanzata – la collega russa Anna Kalinskaya – che dalla tribuna parigina lo osservava giocare con gli occhi della dolce Samantha Frankel quando scendeva in campo Ivan Lendl o di Tatum O’Neal quando a gareggiare era John McEnroe. Altri tempi, stessa comunione d’intenti. Carburante umano, troppo umano, per un Sinner che, nel primo turno del Grande Slam sulla terra battuta francese, annienta lo statunitense Cristopher Eubanks, numero 43 delle classifiche, con la stessa facilità con cui si era preso gioco del bulgaro Dimitrov durante la finale del Master 1000 di Miami. Dall’ultimo torneo vinto è passato poco più di un mese, per il nostro numero uno un’era geologica. Nel mentre ha curato un’infiammazione all’anca che gli ha impedito di disputare al meglio il torneo di Montecarlo e lo ha costretto al forfait a Madrid e a Roma.

Ieri si scorgevano poche tracce di ruggine. Dolomiti Kid ha regolato con un agile 6-3 6-3 6-4 un Eubanks perfetto nel ruolo di sparring partner e vittima sacrificale; il gigante americano, a suo agio sulle superfici veloci come erba e cemento indoor, impacciato nel gestire i funambolismi rallentati della terra rossa. Sinner ne ha avuto ragione senza patirlo troppo. Al secondo turno se la vedrà con la vecchia gloria transalpina Richard Gasquet. «Sono contento di essere tornato in campo, il Roland Garros è un torneo speciale per me, qui ho giocato il mio primo quarto di finale in uno Slam. L’anca sta bene, non sono al 100% della forma, stiamo cercando di recuperarla». L’occasione è ghiotta: se il rivale Novak Djokovic venisse eliminato prima della finale, Jannik diventerebbe numero 1 Atp, ranking da proteggere dalla concorrenza di Carlos Alcaraz. A supportare il cuore del nostro eroe, la tennista russa Kalinskaja, numero 24 del ranking Wta, venticinquenne di Mosca, giocatrice potente ma incostante, sconfitta di recente nella finale del torneo di Dubai da Jasmine Paolini. «Stiamo insieme da qualche tempo», ammette Sinner, «di più non dico perché siamo molto riservati».

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