{{ subpage.title }}

True

«Repubblica» al pride. Molinari convoca i redattori alla parata

«Repubblica» al pride. Molinari convoca i redattori alla parata
Maurizio Molinari (Imagoeconomica)
Con una lettera ai suoi giornalisti, il direttore del quotidiano invita tutti alla sfilata dell’orgoglio gay. Con tanto di striscione.
Continua a leggere Riduci
Trump: «Oggi la firma». Ma Teheran frena
Donald Trump (Ansa)
  • Pakistan e Stati Uniti confermano la sottoscrizione del memorandum (che avverrà a distanza), ma la diplomazia iraniana tentenna: «Non nelle prossime 24 ore». I pasdaran: «Insolita insistenza del tycoon solo per il suo compleanno». Lui intanto attacca Obama.
  • L’Idf: «Uccisi 7 membri di Hezbollah». Il sacerdote: «La morte è nostra vicina di casa».

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggere Riduci
Il club dei ricchi resta un fantasma. I pm attendono le amiche di Epstein
Milano, le fondatrici americane di The Core querelate dai soci per truffa e bancarotta.

Doveva essere il ritrovo dei soci più esclusivi di Milano. Rischia di diventare un caso giudiziario. Nei prossimi giorni le amiche di Epstein, Jennie Enterprise e Dangene Enterprise, fondatrici americane del progetto di lusso mai aperto in corso Matteotti 14, dovrebbero tornare a Milano dopo quasi un mese lontane dalla scena.

Continua a leggere Riduci
Se si vuol trovare la «vera destra» basta rimettere al centro la vita
Un'immagine della Manifestazione nazionale per la vita svoltasi ieri a Roma (Ansa)
La nascita di Futuro nazionale ha proposto di nuovo il dibattito su chi rappresenti al meglio i conservatori. Per dirimere il battibecco, si riparta dalla visione del mondo: più verticalità, senso del sacro e dell’umano.

Abbiamo assistito nell’ultima settimana a un dibattito i cui fuochi ancora non si sono spenti a proposito della «vera destra«. È una discussione antica che, se condotta con superficialità o con rancore, non conduce da nessuna parte e si può rivelare, più che sterile, controproducente.

Continua a leggere Riduci
Fa paura la sinistra, non Vannacci
Elly Schlein (Getty Images)
L’elettore moderato o radicale di centrodestra non deve temere la «feccia» di Futuro nazionale, come l’ha ribattezzata ieri il generale. La iattura sarebbero Schlein premier, Renzi agli Esteri, Conte all’Economia, Speranza alla Salute, Zan alla Famiglia e Landini al Lavoro.

Da giorni l’attenzione della grande stampa è concentrata sul generale Vannacci, il nuovo pericolo nero. Strumentalmente i giornali passano al setaccio le idee e la squadra di Futuro nazionale nella speranza che, enfatizzando le notizie che riguardano il nuovo partito, i moderati della coalizione al governo si spaventino e se la diano a gambe levate. Oppure che gli elettori più radicali di Lega e Fratelli d’Italia si facciano conquistare dalle proposte dell’uomo forte, voltando le spalle ai rispettivi partiti.

Continua a leggere Riduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy