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L’amichettismo da abbattere del signor No

L’amichettismo da abbattere del signor No
Enrico Grosso, presidente del Comitato del No (Imagoeconomica)
Il leader del Comitato antiriforma di Aosta beccato a dibattere su una causa con il capo del Tribunale durante un convegno. Ecco perché non vogliono separare le carriere...

Avete presente lo slogan di chi si oppone al referendum sulla giustizia? È del tipo: giù le mani dalla magistratura che deve rimanere libera e indipendente. Bene, immaginate se il presidente del Comitato «Sì referendum», il professor Nicolò Zanon, venisse beccato a perorare la causa di un suo cliente con il presidente del tribunale che sta esaminando la pratica in questione. Il commento più moderato, immagino, sarebbe: «Visto? Ecco la prova: quelli che sostengono il Sì vogliono condizionare i giudici».

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Mentre il Papa torna a essere l'unica autorità morale che parla di pace e teologia, per il tycoon esiste un solo "scelto da Dio" che non siede a Roma ma nello Studio Ovale.

Sarà italiana la futura serra per coltivare piante nello spazio. A lavorarci è Franco Malerba, primo astronauta italiano e oggi imprenditore con la startup Space V.

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Bulgaria nell’euro in barba al popolo. Quattro mesi dopo vince un «Orbán»
Il neopresidente bulgaro Rumen Radev (Ansa)
Sofia ha ignorato le proteste dei cittadini contro l’ingresso nella moneta unica. Risultato: trionfa un candidato scettico sull’Ue e per il dialogo con la Russia. La sinistra non aveva ancora finito di brindare per l’Ungheria...

Sono passati pochi giorni dall’esito delle elezioni ungheresi, che hanno visto l’ex premier Viktor Orbán sconfitto da un politico membro della famiglia dei Popolari europei, Péter Magyar, inspiegabilmente acclamato dai progressisti. Ieri mattina, sul tavolo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al tredicesimo piano del palazzo Berlaymont a Bruxelles, è atterrato un altro spinoso dossier dall’area dell’ex cortina di ferro, quello bulgaro.

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La Svizzera manda fatture monstre ai feriti italiani di Crans-Montana
Ansa
Le famiglie ricevono conti fino a 75.000 euro per 15 ore di ricovero nella Confederazione.

Dolore e rabbia non riescono a placarsi. A quasi quattro mesi dalla strage di Crans-Montana (il rogo del Constellation, bar dei coniugi Jessica e Jacques Moretti, ove la notte di Capodanno morirono 41 giovani tra cui sei italiani e oltre 100 rimasero feriti) le prassi della Svizzera continuano a tormentare genitori straziati.

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