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Putin: «Leader dell’Unione maialini di Biden»

Putin: «Leader dell’Unione maialini di Biden»
Vladimir Putin (Ansa)
Lo zar: «Dialogo impossibile con queste élite». I suoi avversari temono un’offensiva da 710.000 uomini.

Le trattative sulla pace in Ucraina corrono il rischio di impantanarsi, con i diretti protagonisti che si mostrano sempre più scettici sull’esito positivo. Che le proposte avanzate dall’Europa allontanino Mosca dai negoziati è evidente dalla reazione del presidente russo, Vladimir Putin. Pur dicendosi pronto a «negoziare una soluzione pacifica», durante un discorso al ministero della Difesa, lo zar ha avvisato che se l’Ucraina e i suoi «sponsor occidentali» non si impegneranno «in discussioni concrete», allora «la Russia otterrà con mezzi militari la liberazione delle sue terre storiche». Ed è proprio nei confronti dell’Europa che si è espresso con le parole più dure. Oltre a ribadire che, in modo «falso e assurdo», i leader Ue «stanno aumentando il livello di isteria, inculcando paure riguardo l’inevitabilità di uno scontro con la Russia», ha ammesso che non intravede la possibilità di un dialogo con i politici europei. Almeno fino a quando non cambieranno le élite politiche. E ha pure paragonato i leader dell’Europa a dei «maialini» che «si sono uniti all’amministrazione Biden nella speranza di trarre profitto dal crollo» della Russia, «recuperando ciò che era andato perduto e tentando di vendicarsi». Putin ha poi accusato «i Paesi Nato» di «rafforzare e modernizzare le loro forze offensive, creando e dispiegando nuovi tipi di armi, anche nello Spazio».

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La Biennale apre, il padiglione della Russia nì
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa)
Le autorità di Mosca, ufficialmente mai invitata all’evento, stanno organizzando un party privato così da acuire le polemiche tra Giuli e Buttafuoco. Gli ispettori del Mic inviano la relazione a Palazzo Chigi: smontato il caso delle dimissioni in blocco della giuria.

Non bastava Beatrice, c’è pure Pietrangelo; per il governo l’arte non è un paradiso malgrado i nomi ieratici. C’è un coup de thétre: il famoso padiglione russo della Biennale ristrutturato nel 2019 col beneplacito del Comune di Venezia, sabato 9 maggio aprirà nonostante la Fondazione Biennale non abbia invitato la Russia all’esposizione. I russi faranno un vernissage a inviti, privato, e già stanno montando le opere nel loro padiglione perché a casa loro fanno come gli pare.

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  • Obiettivo: proteggere lo Stretto di Bab el Mandeb dalle tensioni regionali. Per mantenere la stabilità gli Usa puntano sull’Eritrea.
  • Le missioni europee Aspides e Atalanta, che devono garantire la libera circolazione, rispondono a quartier generali diversi e non condividono i dati. E i Paesi africani continuano a diffidare delle ex potenze coloniali.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 4 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 4 maggio con Carlo Cambi

Rubio prova con la doppia ricucitura. A Roma vedrà il Papa (e forse Meloni)
Marco Rubio (Ansa)
Il segretario di Stato americano nella Capitale il 7 maggio. Un appuntamento atteso da premier e Leone XIV per superare le intemerate di Trump. Che torna a minacciare Teheran: «La loro proposta è inaccettabile».

È una missione difficile, ma non impossibile, quella che attende Marco Rubio a Roma giovedì e venerdì di questa settimana. Il segretario di Stato americano dovrà, infatti, cercare di ricucire i rapporti dell’amministrazione Trump tanto con la Santa Sede quanto con il governo italiano.

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