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Putin: «Leader dell’Unione maialini di Biden»

Putin: «Leader dell’Unione maialini di Biden»
Vladimir Putin (Ansa)
Lo zar: «Dialogo impossibile con queste élite». I suoi avversari temono un’offensiva da 710.000 uomini.

Le trattative sulla pace in Ucraina corrono il rischio di impantanarsi, con i diretti protagonisti che si mostrano sempre più scettici sull’esito positivo. Che le proposte avanzate dall’Europa allontanino Mosca dai negoziati è evidente dalla reazione del presidente russo, Vladimir Putin. Pur dicendosi pronto a «negoziare una soluzione pacifica», durante un discorso al ministero della Difesa, lo zar ha avvisato che se l’Ucraina e i suoi «sponsor occidentali» non si impegneranno «in discussioni concrete», allora «la Russia otterrà con mezzi militari la liberazione delle sue terre storiche». Ed è proprio nei confronti dell’Europa che si è espresso con le parole più dure. Oltre a ribadire che, in modo «falso e assurdo», i leader Ue «stanno aumentando il livello di isteria, inculcando paure riguardo l’inevitabilità di uno scontro con la Russia», ha ammesso che non intravede la possibilità di un dialogo con i politici europei. Almeno fino a quando non cambieranno le élite politiche. E ha pure paragonato i leader dell’Europa a dei «maialini» che «si sono uniti all’amministrazione Biden nella speranza di trarre profitto dal crollo» della Russia, «recuperando ciò che era andato perduto e tentando di vendicarsi». Putin ha poi accusato «i Paesi Nato» di «rafforzare e modernizzare le loro forze offensive, creando e dispiegando nuovi tipi di armi, anche nello Spazio».

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Nuovi appuntamenti, nuove rotte. Costa Crociere ridisegna il 2026
Costa Crociere
La compagnia riprogetta il viaggio e innova flotta, cucina e itinerari esperienziali in destinazioni mare-terra. Dal Mediterraneo ai fiordi norvegesi, dal Giappone ai Caraibi, ogni solcata diventa una suggestione unica.

Il fascino delle destinazioni emblematiche esercita un’attrazione fatale sui viaggiatori. Pura illusione pensare di scardinare il desiderio di osservare un tramonto a Santorini, ammirare la Sagrada Familia, fotografare i Faraglioni di Capri o sfilare lungo La Croisette. Ma come evitare di finire in mezzo alla folla nelle destinazioni super gettonate?

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Lo showman tutto fatturato e permalosità
Rosario Fiorello (Imagoeconomica)
In tv e radio è mattatore assoluto, grazie a una simpatia travolgente, eppure in privato accetta malvolentieri qualsiasi critica. E che liti con Bruno Vespa, Roberto D’Agostino e Selvaggia Lucarelli. In Rai può fare quel che vuole, anche cucinare dove è vietato, suscitando invidie.

Cognome e nome: Fiorello Rosario Tindaro. «Lo showman più completo che la tv italiana abbia mai avuto», per Aldo Grasso. «Permaloso», «ossessionato dal consenso», nella vita di tutti i giorni ben diverso dall’uomo che appare sul palco, per Selvaggia Lucarelli, al centro di una querelle con lui ai tempi di Sanremo 2020.

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Tamaro: «Vogliono imporci un proletariato mentale»
Susanna Tamaro (Imagoeconomica)
La scrittrice contesta l’accanimento dello Stato verso le persone fuori dai canoni della normalità, come la «famiglia nel bosco»: «La psichiatrizzazione del “diverso” è tipica dei regimi. Forse l’obiettivo è plasmare una massa acritica facile da manovrare».

Susanna Tamaro, che cosa hanno in comune la vicenda di Vittorio Sgarbi e quella della famiglia nel bosco che lei ha messo in parallelo sul Corriere della Sera?

«Hanno in comune la psichiatrizzazione della persona, di Sgarbi e dei bambini. Cioè il fatto che chi non rispetta dei canoni di normalità efficiente è classificato come persona bisognosa di cure, di tutori e via dicendo. È una cosa veramente vergognosa, segno di regimi totalitari. Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone. Per le persone è normale avere un momento di cedimento, di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell’ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi».

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Veto della sinistra su San Acutis: «Meglio dedicare le vie alle donne»
San Carlo Acutis (Ansa)
L’amministrazione di Calcinaia (Pisa) fa muro «in nome della laicità e della parità».

«Se proprio dobbiamo dedicare delle nuove vie, preferiamo dedicarle a figure femminili». Il succo della discussione è stato su per giù questo e così, a Calcinaia (Pisa), la maggioranza di centrosinistra ha «scaricato» il povero San Carlo Acutis, l’influencer di Dio. I fatti risalgono a pochi giorni fa quando in consiglio comunale si discuteva la mozione della minoranza sull’intitolazione di una strada al giovane morto di leucemia fulminante, recentemente proclamato santo da papa Leone XIV.

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