Produzione industriale in ripresa. A maggio crescita sopra le attese
Su dello 0,5% rispetto ad aprile, anche se resta sotto i livelli dello scorso anno.

L’economia italiana è sulla via della ripartenza. Come spiega l’Istat, le previsioni per l’economia internazionale sono moderatamente positive. A maggio, in Italia, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha registrato un incremento su base congiunturale, interrompendo la fase di calo dei precedenti due mesi. In particolare, tra febbraio e aprile gli scambi di beni in valore sono cresciuti rispetto ai tre mesi precedenti. Inoltre, nonostante il marginale calo degli occupati di maggio, tra marzo e maggio si è registrato un aumento del livello di occupazione pari allo 0,6%, diffuso tra i dipendenti permanenti, gli autonomi, in entrambi i generi e in tutte le classi d’età, a eccezione dei 25-34enni. In più, l’inflazione in Italia ha continuato a collocarsi ai livelli più bassi tra i Paesi dell’area euro. L’indice dei prezzi al consumo armonizzato, nei primi sei mesi del 2024, è cresciuto dello 0,9% in termini tendenziali: 1,6 punti percentuali al di sotto della media dell’area dell’euro.

A maggio 2024 l’Istat ha stimato che l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,5% rispetto ad aprile. Nella media del periodo marzo-maggio si è registrato un calo del livello della produzione dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile ha inoltre mostra un calo congiunturale solo per i beni strumentali (-1,0%). Al contrario si notano aumenti per l’energia (+3%) e per i beni di consumo e i beni intermedi (+0,7% per entrambi i settori). A ogni modo, al netto degli effetti di calendario, a maggio 2024 l’indice complessivo ha registrato una flessione in termini tendenziali del 3,3% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 come a maggio 2023), anche se c’è stato un aumento tendenziale per l’energia (+2,5%). In calo, invece, i beni intermedi (-1,8%), i beni di consumo (-2,7%) e i beni strumentali (-6,4%).

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+4,8%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+3%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+2,6%).

Anche dal punto di vista occupazionale si nota un timido miglioramento dei dipendenti permanenti a 15,986 milioni. Il numero di occupati supera quello di maggio 2023 del 2%, pari a +462.000 unità. L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età.

Il numero degli occupati, 23,954 milioni è dunque superiore di 462.000 unità a quello di maggio 2023, per effetto dell’incremento di 498.000 dipendenti permanenti e di 42.0000 autonomi e della diminuzione di 77.000 dipendenti a termine.

Infine, nel corso del 2023 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato del 4,7% (+5,7% nel 2022), pari a un incremento di 58,7 miliardi di euro. L’anno scorso il reddito primario delle famiglie è aumentato di 75,2 miliardi di euro (+5,6%), con un apporto positivo creato dai redditi da lavoro dipendente (+35,7 miliardi di euro, +4,5%), da quelli derivanti dall’attività imprenditoriale (+18,6 miliardi di euro, +5,4%), da quelli usati per le abitazioni di proprietà (+10,2 miliardi di euro, +6,7%) e dai redditi da capitale finanziario (+10,7 miliardi di euro, +17,6%).

Il Belpaese potrebbe, dunque, aver intrapreso un timido percorso di crescita dovuto anche alla fine dell’aumento esponenziale dei tassi di interesse e da un mercato del lavoro che continua a dare segnali incoraggianti sotto il profilo delle assunzioni a tempo indeterminato.

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