Il locale di Crans era fuori controllo da 5 anni
Ansa
  • Il sindaco di Crans: «Pronti ad assumerci responsabilità, gestori negligenti». Il seminterrato poteva ospitare 100 clienti al massimo.
  • Giorgia Meloni ha incontrato anche i familiari, assicurando la massima vicinanza dell’esecutivo. Oggi i funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi a Milano, di Riccardo Minghetti a Roma e di Giovanni Tamburi a Bologna.

Lo speciale contiene due articoli.

Nessun controllo negli ultimi cinque anni e, comunque, nessun problema di sicurezza rilevato in relazione al materiale fonoassorbente sul soffitto perché la legge non fissa l’obbligo di verificare questo aspetto (anche se ieri sera il membro dell’esecutivo del Canton Vallese con delega alla Sicurezza, Stéphane Ganzer, ha confermato a Rsi che l’incaricato per la sicurezza, anche per legge, avrebbe dovuto segnalare la presenza dei pannelli fonoassorbenti, ndr). Questa la verità burocratica, nuda e cruda, sulla questione sicurezza nel locale Le Constellation di Crans-Montana, dove, la notte di Capodanno sono morti 40 giovanissimi e 121 sono rimasti feriti, intrappolati in un inferno di fuoco causato dall’utilizzo di candele pirotecniche in un luogo chiuso e non sicuro. Una verità da tecnocrati che, come spesso accade, si scontra violentemente non solo con la tragedia che ha spezzato tante vite, ma anche con la logica. Le Constellation, infatti, era un locale pubblico che prevedeva un forte afflusso di persone, realizzato in un seminterrato senza finestre, con una sola scala di accesso e una sola uscita di sicurezza (peraltro bloccata la notte della tragedia). Semplicemente per queste caratteristiche, richiedeva una attenzione particolare, che invece non c’è stata.

A spiegare i dettagli delle tragiche mancanze è stato il sindaco del paese, Nicolas Feraud, in una conferenza stampa che ha ripercorso la storia del locale: «L’edificio all’interno del quale si trova Le Constellation è stato costruito nel 1967 e dal 1992 è stato sempre adibito a locale pubblico. Nel 2015 il proprietario ha presentato una domanda di permesso di costruire per ampliare la terrazza esterna e i lavori sono stati autorizzati dal Comune di Chermignon (che all’epoca era l’ente territoriale di riferimento fino alla fusione di quattro Comuni che ha portato alla nascita di Crans-Montana nel 2017).

Terminata la ristrutturazione, il Comune ha ispezionato i locali e ha convalidato il via libera confermando la capienza massima di 100 persone nel seminterrato e 100 nella veranda», ha spiegato il sindaco. Viceversa, «nessuna richiesta di autorizzazione è stata presentata, né nel 2015 né in seguito, per i lavori all’interno del locale seminterrato» che pure sono stati fatti nello stesso momento «perché si trattava di opere che non prevedevano un cambio di destinazione d’uso e quindi il proprietario non era obbligato a depositare la richiesta», aggiunge Feraud. I tempi coincidono: il 2015, infatti, è l’anno in cui la gestione del locale viene rilevata dai coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric Uche Fae nel quale prende forma il longue bar Le Constellation per come lo conosciamo, tristemente, oggi.

I lavori, come testimoniano numerose immagini diffuse in questi giorni sui social, vennero seguiti personalmente da Jaques Moretti che, a quanto risulta, ridusse la scala di accesso al locale, evidentemente senza l’obbligo di darne comunicazione. Tuttavia, secondo la legge sulla sicurezza antincendio del Canton Vallese, da quel momento in poi, il Comune avrebbe dovuto verificare ogni anno la situazione. E questo non è accaduto: l’ultimo sopralluogo risale al maggio del 2019. «Il 29 gennaio 2018 il nuovo incaricato della sicurezza di Crans-Montana (che nel frattempo si era costituito Comune) ha controllato tutto il locale pubblico, ha fatto aggiungere un pannello alla porta d’entrata, ma non ha rilevato problemi relativi al materiale fonoassorbente» e un anno dopo «il 13 maggio del 2019, lo stesso incaricato ha di nuovo controllato il locale e l’esito del verbale è stato positivo», ha spiegato Feraud. Poi, più nulla.

Ma se già queste negligenze («I gestori del locale sono stati estremamente negligenti», ha attaccato Feraud), suonano gravi, ancor peggiore è la totale mancanza di qualsiasi accenno alla pericolosità dei pannelli acustici, da cui è partito l’incendio, utilizzati per ricoprire l’intero soffitto del seminterrato. Come è stato possibile? Il primo cittadino, citando una legge di riferimento sulla sicurezza antincendio del Canton Vallese, ha spiegato che «le ispezioni devono verificare la manutenzione delle installazioni antincendio, le vie di fuga e le uscite di sicurezza, il funzionamento degli estintori, le autorimesse e la pulizia degli edifici», mentre «per quanto riguarda i materiali, per esempio, un soffitto fonoassorbente la legge non fissa l’obbligo di verifica». E, infine, ha concluso laconico: «Sarà la giustizia a definire se bisognava farlo malgrado tutto. E se ci fosse una responsabilità penale, il Comune la assumerà in pienoo. Siamo profondamente dispiaciuti». Il sindaco di Crans-Montana ha annunciato che non si dimetterà.

A palesarsi, ieri, con qualche riga affidata a una nota, sono stati i gestori del locale Jaques e Jessica Moretti che si sono detti «devastati e sopraffatti dal dolore», promettendo la loro «piena collaborazione con gli inquirenti». Ad aggiungersi all’intera vicenda, a tratti surreale, ci sono ancora due particolari. Nel settembre del 2025 era stata depositata una nuova richiesta di ampliamento della terrazza del bar che, se fosse stata realizzata, avrebbe chiuso l’ennesima porta di uscita sull’esterno.

Nello stesso periodo, venne commissionata dal Comune una analisi acustica del locale, un professionista del settore ispezionò il soffitto del seminterrato e diede parere positivo.

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